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Articoli marcati con tag ‘stomaco’

A alla fine dopo tutto ci siamo riusciti: mi hanno operato e ora ho un bypass gastrico. Anzi un bypass gastrointestinale. Ora il mio stomaco di fatto ha le dimensioni di una tazzina da caffe’ e la prima parte del mio intestino e’sollevata dall’incarico digestivo, il cibo dallo stomaco la salta per andare direttamente nell’intestino piu’ avanti.

Il risveglio dall’anestesia e’ stato in terapia intensiva a causa dei miei problemi di apnea notturna e quindi non avevo i miei cari vicino ma una serie di medici e di infermieri preparatissimi ad assistermi. Meno poetico ma molto piu’ utile ;-)

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La gastroplastica appartiene al gruppo degli interventi restrittivi e può essere fatto sia in maniera classica, e quindi con un incisione nell’addome,
(laparotomica) che con la tecnica laparoscopica. Questo intervento consiste nel creare una tasca tra la prima porzione di stomaco e la rimanente in modo
da creare un piccolo ostacolo al suo svuotamento. Viene indotta in questo modo un precoce senso di sazietà.
Come per gli altri interventi di chirurgia bariartica, la gastroplastica è indicata ai pazienti con BMI superiore ai 35 che soffrono poi di patologie come
il diabete, l’ipertensione, problemi articolari ed ipertensione. I vantaggi di questo tipo di intervento stanno nella sua semplicità e nell’assenza di alterazione
dei meccanismi della digestione. Un altro vanatggio molto importante sta nell’ efficacia di questo intervento: infatti si ha una riduzione media del 50-60% dell
eccesso di peso. Gli effetti collaterali legati alla gastroplastica sono principalmente due: il vomito ed il reflusso gastro-esofageo.
Il primo effetto collaterale è dovuto ad un alimentazione troppo abbondante o troppo veloce. Si consiglia infatti al paziente di mangiare piccoli pezzidi cibo
per volta e masticare bene e lentamente prima di deglutire. Se sono frequenti gli episodi di vomito per errori alimentari vi è possibilità d’insorgenza del
reflusso gastro-esofageo, che può arrivare fino a alla vera e propria malattia da reflusso.

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Il bendaggio gastrico è uno dei posibili interventi di chirurgia bariartica dell’obesità e mediante questo intervento si riesce
ad avere una riduzione del 40-60% del peso. L’intervento in genere viene eseguito in tecnica laparoscopica e quello più utilizzato
è il Bendaggio Gastrico regolabile. Lo stomaco dopo l’intervento assume la forma di una clessidra, l’anello può essere regolato
dal medico, in modo tale da modificare la sensazione di sazietà nel paziente.
Questo intervento offre pertanto i seguenti vantaggi:

- Ha una minima invasività in quanto effettuato in tecnica laparoscopica e quindi vengono effettuate piccole incisioni e strumenti
molto delicati
- Nessun danno irreversibile: infatti se per un qualunque motivo l’anello deve essere rimosso, lo stomaco ritorna come prima sia dal
punto di vista anatomico che funzionale
- Rapidità di esecuzione: infatti l’intervento dura un ora circa ed la degenza post-operatoria è di 2 – 3 giorni al massimo.
- Sicurezza dell’intervento: si stima infatti che la mortalità sia inferiore allo 0,5%.

Dopo l’intervento il paziente dovrà seguire una dieta basata di cibi solidi o semisolidi. Sono sconsigliate le diete liquide o semiliquide
in quanto porterebbero al fallimento della terapia.

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Il diabete di tipo 2, detto anche diabete mellito, è considerata la forma più frequente di diabete. Si presenta sopratutto in soggetti di età matura ed è caratterizzato da una produzione di insulina che, nonostante sia normale, è poco attiva sulle cellule. L’insorgenza del diabete è legato a diverse cause tra le quali ci sono l’ereditarietà, la vita sedentaria, lo stress e, ovviamente,l’obesità. La chirurgia bariartica è in grado di contrapporsi in maniera efficace contro l’obesita e le patologie ad essa correlate, quali il diabete di tipo 2. Infatti alcuni recenti studi hanno dimostrato come questo tipo di chirurgia si è dimostrata efficace nella scomparsa dei sintomi del diabete nel 70% dei casi Vi è ora un nuovo tipo di intervento detto gastrectomia verticale con il quale si ottiene un discreto calo di peso e,nel 75% dei casi, la scomparsa del diabete. La gasterctomia verticale consiste nel dividere lo stomaco in due parti in senso verticale. La parte di stomaco rimanente avrà le medesime funzioni di prima dell’intervento. Questo intervento produce nel paziente trattato una precoce sazietà.Inoltre, proprio per la riduzione dell’assorbimento di grassi e calorie che questo intervento comporta, si è notato un conseguente diminuzione del peso corporeo e inoltre la guarigione dal diabete di tipo 2. Lo stesso tipo di beneficio può essere raggiunto, secondo gli specialisti, anche con un altro tipo di intervento: il bypass gastrico.

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I grandi obesi, ovvero quelli con IMC superiore a 35,
soffrono spesso anche di altri disturbi quali
il diabete, l’ipertensione,
l’insufficienza cardiopolmonare e l’artrite. Gli interventi di chirurgia

bariatrica permettono la durevole perdita di peso che supera i 50 kg ed inoltre
hanno il grosso vantaggio
di migliorare il diabete di tipo 2.
La chirurgia
bariartica è una tecnica sicura in quanto la mortalità, a 3 mesi
dall’intervento, è inferiore all’1%
qualora l’intervento sia stato eseguito in
centri di eccellenza.
Le principali tecniche di questa chirurgia sono 2:
bendaggio gastrico aggiustabile e il bypass gastrico.
Il bendaggio gastrico
aggiustabile può essere paragonato ad un grosso elastico posizionato nella
parte alta dello
stomaco e fa sì che il cibo si fermi al di sopra dell’elastico
e e vi rimanga finché non viene digerito.
Il paziente operato di bendaggio
gastrico aggiustabile, dimagrisce perché pratica una dieta ipocalorica, ma,
diversamente dalla
dieta classica non “soffre la fame” perche si sente sazio
con minime quantità di cibo
Mentre il bypass gastrico consiste nella creazione
di una piccola tasca comunicante con l’intestino attraverso un apertura
di
circa un cm. E’ un intervento più invasivo rispetto al bendaggio gastrico,ma è anche uno tra gli interventi più diffusi nel mondo in particolar modo negli
Stati Uniti.

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In italia le persone obese aumentano sempre di più.

Ad oggi se necontano circa20 milioni. Solo negli ultimi dieci anni c’è stato un aumento del25% e la fasciapiù colpita è quella tra i 43 – 63 anni di età.

Dati allarmantisono anche quellisui bambini: infatti uno su cinque è affetto da obesità osovrappeso anche grave.

Ma quali sono le cause dell’aumento dell’ obesità?Sono principalmente due: la sedentarietà e l’alimentazione scorretta, nonequilibratacon abuso di cibi ricchi di grassi.

Per combattere questo fenomenoè molto importanteseguire una corretta educazione alimentare che favoriscal’attività fisica sin da bambini.

Solo quando questi accorgimenti nonapportano risultati soddisfacenti, si può pensare ad unintervento dichiururgia bariartica, che non deve essere mai visto come una scorciatoia alproblema.

Questo tipo di chirurgia, detta anche “riduzione dello stomaco” è untrattamento chirurgicoche viene utilizzato per combattere l’obesità morbida.

Consiste nell’impedire al corpo di assimilareuna parte delle calorie ingeritetramite una riduzione della sua capacità.E’ indicato nei casi di obesità conIMC superiore a 40 o con IMC tra 30 e 40.

Possono essere sottoposti ad intervento chirurgico tutti i pazienti di età compresa tra i 16 ed i 65 anni.

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OBESITA’

Nella società americana l’obesità ha un’incidenza ed una prevalenza molto elevate. Nel passato l’obesità era un indice di ricchezza, cioè chi aveva una condizione sociale più elevata aveva la possibilità di avere molti nutrimenti a disposizione ed, approfittando di questo, aumentava di peso facendo notare agli altri la propria condizione sociale. Adesso sembra che l’obesità sia più tipica dei livelli sociali più bassi e tante condizioni di ansia, di nevrosi e tanti problemi vengono riversate sul cibo per cui c’è un aumento di peso che supera il peso ideale fino ad arrivare a valori enormi.

Obesità= peso > del 40% del peso ideale

Perché ci si interessa tanto dell’obesità?
Perché aumentando il peso, aumenta la possibilità di manifestare tutta una serie di patologie che possono agire sul soggetto riducendone la durata di vita, causando patologie importanti che possono limitare o peggiorare l’esistenza di una persona.
L’obesità ormai è molto diffusa anche da noi, infatti si vedono molti bambini obesi, è molto più grave quando l’obesità parte dall’infanzia perché è molto difficile da risolvere, la causa di ciò possono essere:

  • Abuso della televisione (pubblicità)
  • Uso improprio degli alimenti

Per cui il bambino è spinto a consumare determinati nutrimenti ed in certe quantità che lo portano ad una aumento della massa adiposa con un aumento delle cellule adipose, si instaura così un’obesità che tende a diventare stabile nel tempo ed è più difficile da debellare dell’obesità che sorge in età più avanzata.

indice di massa corporea (BMI o IMC)
è dato dal rapporto= peso espresso in Kg/altezza espressa in metri 2
risultato:

  • tra 20-25 à normopeso
  • tra 25-30 à sovrappeso
  • oltre 30 à obesità franca

Dal grafico si può notare come più aumenta il BMI, più aumenta il rischio di mortalità.
In ospedale è più facile che i pazienti con patologie importanti siano obesi che non magri (malattie cardiovascolari, calcolosi, ipertensione, ecc.).
Per valutare un sovrappeso o l’obesità ci sono varie metodiche: un tempo si ricorreva a strane formule (Formula di Lorenz, Formula di Brocard) in cui venivano inseriti vari numeri per stabilire il peso ideale per quell’età, altezza, sesso. Ora non sono più attendibili.
Poi ci sono delle tabelle per stabilire se un soggetto è obeso con già stabiliti pesi ideali per età, altezza e sesso. Il peso ideale è un concetto importante: ci sono tabelle delle assicurazioni americane, tabelle basate sulle deviazioni standard; però il metodo più semplice si basa sul BMI che dà l’idea di sovrappeso, di obesità franca o di normalità.
Ci sono, infine, metodi più soffisticati per valutare il peso ideale: questo va riferito alla massa magra e, quando si dà una dieta ad un pz, bisogna sapere il fabbisogno della sua massa magra, dei suoi muscoli, della sua condizione di normalità e per questo ci sono sistemi che permettono di valutare il quantitativo di massa magra e grassa separatamente.
Di solito l’obesità è dovuta ad una discrepanza tra introito calorico e ciò che viene consumato e, se si vuole dimagrire, bisogna ridurre l’introito calorico senza danneggiare la massa magra.
Ci sono diverse metodiche per questo: (Tabella 8 pag. 2)

  • bilancia idrostatica
  • pletismografia (si basa sul peso specifico)
  • sistemi con plicometria: si misurano le pliche e moltiplicandole per un fattore fisso si risale alla massa grassa e la si toglie dal peso totale.
  • Diluizione isotopica
  • TAC addome, è un metodo semplice: si stabilisce quanto tessuto adiposo c’è nelle varie sezioni, come è disposto e si risale al tipo di obesità à (Figura 3 pag. 3) la parte bianca è il tex adiposo e dal rapporto tra chiari e scuri si può valutare se l’obesità è viscerale o a livello delle cosce (obesità ginoide). Facendo un rapporto tra tessuto adiposo sottocutaneo e quello intraaddominale si ottengono parametri che ci indicano il tipo di obesità del pz, oltre a poter stabilire la quota di massa grassa.
  • Assorbimento fotonico
  • Attivazione nucleare
  • RMN
  • Conduttanza (metodo molto usato):  una corrente elettrica attraversa il nostro corpo e si valuta la massa magra (ripedensometria), inoltre ci dice il peso ideale perché collegato ad un sistema computerizzato. C’è poi un sistema più semplice basato sulla conduzione di uno stimolo elettrico lungo la massa magra, mentre nella massa grassa non c’è conduttanza, per cui si valuta quanta massa muscolare c’è e di quanto deve calare il peso del pz. Sapendo il tipo di obesità si può decidere il trattamento.

Obesità nel bambino (IPERPLASTICA): dovuta ad un aumento del numero di adipociti per cui, visto che gli adipociti rimangono sempre dello stesso n° per tutta la vita, è facile instaurare un’obesità non più identificabile, l’obesità è meno reversibile.
Gli adipociti sono pieni di trigliceridi (TG) e possono o aumentare di n° o aumentare di dimensioni in presenza di elevati livelli di TG; i fattori che stimolano gli adipociti possono essere:

  • funzionali
  • ormonali
  • growth factor
  • genetici

Adipoblasto e preadipocita à fattori di maturazione à adipocita

Obesità nell’adulto (IPERTROFICA): gli adipociti si gonfiano à aumentano i depositi che saranno poi gestiti da ormoni:
_ maschio à obesità viscerale e addominale (obesità androide)
_ femmina à obesità a livello delle cosce (obesità ginoide)

CAUSE DELL’OBESITA’

  • Condizioni genetiche: (sindrome di Down, ecc.) intervento per correggere l’obesità è ridotto e non si riesce a correggerla più di tanto.
  • Obesità acquisita: è più frequente e le cause di quest’obesità secondaria sono molteplici (Tabella 18 pag. 5)

1)Errate abitudini alimentari:

  • Edonismo: il mangione, il gourmet ama mangiare e spesso non intende dimagrire fino a che non gli viene un infarto e forse cambia idea.
  • Nevrosi d’ansia: in Occidente sono dovute a stress o problematiche esistenziali che si compensano con il cibo. Tipico degli Americani (per pubblicità ecc.) che mangiano cibi ricchi di grassi ed, anche se nei film nascondono il problema rappresentando una società di magri, il problema dell’obesità è esteso e grave. Ci sono vestiti con quattro volte la stoffa per persone normali! In questi casi ci sono notevoli problemi negli interventi chirurgici e nella guarigione.
  • Pressione sociale: per es. il maltrattamento da parte del datore di lavoro induce il soggetto a sfogarsi nel cibo.

2) Sedentarietà: perché non si ama il movimento ed in più si mangia, tipico degli sportivi che quando cessano l’attività, se non diminuiscono il cibo, divengono obesi ed hannon notevoli rischi per problemi cardiaci: cuore grande per lo sport, si affatica per l’obesità anche per sproporzioni tra letto alimentare e dimensioni del cuore; quindi è bene evitare una eccesso alimentare. La Tabella 19 pag. 5 mostra l’eccesso di calorie nei bambini da 9 a 12 anni nel tempo.
3) Malattie intercorrenti:

  • Lesioni del SNC: alterazioni del centro della fame-sazietà à continua assunzione di cibo à obesità.
  • Insulinomi: il pz dirà di avere delle crisi in cui perde quasi coscienza, ma si riprende mangiando qualche cosa, in pochi mesi aumenta di peso (dosare glicemia ed insulina); non si può intervenire riducendo il cibo altrimanti si ha ipoglicemia e coma.
  • Ovaio policistico: aumenta l’accumulo di adipe per interferenza ormonale.
  • Ipotiroidismo: aumento di adipe perché si brucia di meno (protein lipasi).

4) Farmaci oressigeni:

  • Ansiolitici ed antidepressivi
  • Antistaminici

Entrambi stimolano il centro della fame o deprimono il centro della sazietà.

(Tabella 20 pag. 6)
Indagine sulle calorie assunte da soggetti normali e obesi (ci sono valori un po’ discrepanti). Ci può essere una grossa differenze tra il massimo ed il minimo perché si parte con una condizione in cui si introducono più calorie per avere obesità, ma poi non è detto che un obeso continui a mangiare più di un non obeso. Anzi, a volte mangiano poco, ma non dimagriscono perché l’eccesso di introito calorico fa scattare l’obesità e la mantiene per lungo tempo, però con l’andare del tempo non è più necessario quest’eccesso per mantenere l’obesità e di ciò bisogna tenere conto in cura, cioè per risolvere l’obesità bisogna ridurre ulteriormente l’introito calorico. La causa di ciò è un meccanismo di regolazione: gli obesi spendono meno energia per produrre calore (termogenesi), infatti un obeso ha meno problemi di scambio di calore con l’esterno perché è isolato dall’adipe. Il grasso bruno che presiede alla termoregolazione sembra alterato in un obeso à alterata termogenesi.

Non sempre, quindi, l’obeso mangia di più degli altri, anzi spesso mangia di meno.

Regolazione del centro della fame:

  • Catecolamine: iniettate in animale inibiscono l’intake di calorie
  • Dopamina: funzione permissiva à stimola l’appetito
  • Serotonina: fa ridurre l’introito calorico
  • Acetilcolina: aumenta l’introito di cibo
  • Peptidi oppiacei: bendorfine à riducono l’anoressia

Molti erano usati come farmaci, ora le amfetamine non si possono più usare come anoressizzanti perché danno assuefazione; sostanze che stimolano la serotonina sono state tolte dal commercio perché davano problemi a livello valvolare ed aumento della pressione.
Molti farmaci che agiscono sui detti neurotrasmettitori, agendo sul centro dell’appetito o della sazietà, potrebbero aiutare nell’obesità, ma per i problemi che danno non possono essere usati, per cui si usano altrimenti. In passato, oggi di meno, si usavano ormoni tiroidei contro l’obesità perché aumentano il metabolismo di base riducendo il peso.

Oltre a regolatori centrali, ci sono regolatori periferici, nervosi, chimici, ormonali:

  • Aumento del volume gastrico: pz abituato a mangiare molto ha bisogno di sentire lo stomaco pieno, perciò se si riduce il cibo il pz sentirà il bisogno di riempire lo stomaco à si attiveranno i sensori che indicano la sazietà solo con il riempimento dell stomaco. Nella gastroplastica in cui lo stomaco è ridotto ad una piccola sacca, basterà poco cibo per riempirlo ed anche i sensori saranno di meno per la minore superficie.
  • Stimoli chimici: cibi zuccherati prima di un pasto riducono un po’ la fame, invece senza -ipoglicemia o bassa glicemia- si stimola la fame. Pz gastroresecati per tumori o ulcere peptiche hanno una glicemia ridotta per un ridotto transito intestinale à stimolo della fame.
  • Segnali ormonali:
  • Insulinoma: induce introduzione di cibo
  • Estrogeni: inibiscono introduzione di cibo
  • Colecistochinine: inibiscono introduzione di cibo
  • Bombesina (prodotta dall’intestino): antagonista dell’assunzione di cibo
  • Prostaglandine e precursori

Su questi regolatori si studia molto per trovare farmaci contro l’obesità a livello periferico, visto che molti dei farmaci che agiscono a livello centrale sono stati aboliti (molto studiati la bombesina e le prostaglandine).
Un altro fattore che causa l’obesità è lo scarso dispendio energetico.
Le calorie necessarie ad una vita normale servono per 1) il metabolismo basale 2) la termogenesi 3) l’attività fisica. Se si rispettano questi tre parametri si ha un consumo si 2500 cal/die che è una razione alimentare media ed il rischio di obesità si riduce. Se aumentano le calorie e diminuisce l’attività fisica si ha discordanza tra ciò che si introduce e ciò che si spende; questo è da tenere conto per la dieta.
Metabolismo basale: dipende dalla massa magra (muscoli), dall’età, dal sesso, da ormoni tiroidei, catecolamine e tournover proteico.
Termogenesi: dipende dal pasto, dall’esposizione al freddo, da influenze psichiche e sostanze termogeniche.
Attività fisica: dipende da durata ed intensità dell’esercizio fisico e varia da persona a persona.
Per non avere obesità, quindi, oltre ad una corretta introduzione di cibo, ci va un giusto bilanciamento di dispendio energetico.

Con l’obesità insorgono diversi problemi :
Disturbi di tipo meccanico:

  • Artropatie: soggetto non più giovane ha malattie degenerative alle articolazioni (artrosi, gonartrosi artrosi della colonna, periartriti, artrosi cervicale) per un aumentato carico dato dall’obesità; spesso le gambe sono deformate e se si è dopo la menopausa ci può essere osteoporosi e l’obesità aggrava ancora di più la situazione.
  • Ipoventilazione alveolare: quota di adipe che fa fare più lavoro ai muscoli della cassa toracica ed addome ricco di grasso che preme sul diaframma e comprime il parenchime polmonare riducendo l’escursione della respirazione. Scompare quasi l’espirazione addominale, rimane solo la respirazione toracica, però è più faticosa perché è contrastata dall’adipe.

Si ha minore ossigenazione ed il pz diverrà ipossico fino all’acidosi respiratoria con fasi di sonnolenza e quasi coma (da cui può essere risvegliato). Inoltre si ha un aumento del lavoro cardiaco.
Insufficienza respiratoria costrittiva: sindrome di Piquik, pz gravemente obesi, BMI >>40 che si addormentano dappertutto, per cui quest’alterato metabolismo va corretto perché il pz può morire. Condizione grave.

  • Apnee ostruttive nel sonno. Ipossia. Pz essendo obeso tende a dormire a pancia in su e quindi le apnee notturne sono favorite e si può sfociare in un’insufficienza coronarica à danni cardiaci (angina pectoris, infarto). Il cuore, inoltre, in obeso deve aumentare il lavoro ed in più aumenta la pressione. Questi sono tutti fattori che favoriscono la coronaropatia.

Alterazioni metaboliche conseguenti all’eccesso ponderale:

  • Ridotta tolleranza ai carboidrati e diabete: capita spesso.
  • Dislipidemia: alterazione dei lipidi ematici   à ipercolesterolemia

à ipertrigliceridemia
à dislipidemia mista
certe volte i lipidi sono del tutto normali.
Le dislipidemie determinano un danno vascolare con predisposizione all’arterosclerosi: danno alle coronarie ed ai vasi periferici (claudicatio).

  • Iperuricemia: gotta per il grosso tournover di alimenti, aumento produzione di proteine. Anche predisposizione a danni renali da ac. urico.

Patologia associata all’obesità:

  • Ipertensione arteriosa: per un’aumentata gittata cardiaca, inoltre l’obeso è iperinsulinemico e ciò fa aumentare l’ipertensione arteriosa à aumenta lo sforzo cardiaco à rischio di scompenso e di cardiopatia coronaria, di insufficienza e di problemi valvolari.
  • Calcolosi della colecisti: aumenta il tournover degli acidi grassi e l’eliminazione di colesterolo à aumenta la formazione di calcoli.
  • Carcinoma dell’endometrio: per alterazione ormonale.

Certi obesi sono più a rischio di altri e ciò dipende dal tipo di obesità.

  • Obesità androide o centrale: più a rischio di patologie. Più grasso periviscerale. Maggior rischio di patologie cardiovascolari perché questo tessuto adiposo nell’intestino scambia continuamente grassi con il fegato e la vena porta, per cui aumenta la produzione di trigliceridi, VLDL à valenza aterogena à malattie cardiovascolari. Ipertensione, ridutta tolleranza glicidica => sindrome plurimetabolica.
  • Obesità ginoide: quadro lipidico è normale anche con BMI= 40

L’obesità centrale va combattuta più di quella ginoide che è un’obesità più benigna.
Aumento produzione di insulina dà ipertensione: si è visto in diabetici di tipo 2, spesso sovrappeso, ed anche in obesi non diabetici; non se ne conosce il motivo.
L’insulina è uno stimolatore della fame, cioè se  è troppa in rapporto agli alimenti, ci sarà dell’insulina scoperta che stimola il centro della fame. Anche in diabetico a cui si dà troppa insulina, diabetico di tipo 2 hanno insulina poco attiva con secrezione molto attiva: glicemia a digiuno elevata, come se dopo pasto si avessero forti poussez di insulina, (iperinsulinismo tipico di diabete di tipo 2 e di obesi). Test da carico di glucosio negli obesi denunciano alti livelli di insulinemia e a fine test si possono avere valori più bassi di glicemia perché hanno più insulina che raggiunge dei picchi.

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La gastrite è determinata da una infiammazione più o meno diffusa dello stomaco, dovuta a varie cause quali:

  1. abitudini alimentari scorrette: l’assunzione di cibi piccanti, frutti di mare, caffé o alcolici possono irritare lo stomaco e quindi vanno limitati o eliminati dalla dieta;
  2. assunzione errata di farmaci: l’aspirina o altri antidolorifici tendono ad attaccare la mucosa gastrica e quindi vanno presi sempre a stomaco pieno;
  3. stati ansiosi: le forti emozioni e l’ansia possono spingere lo stomaco a produrre più acido del necessario, irritandone così la mucosa.

Le forme lievi di gastrite tendono a risolversi spontaneamente, mentre quelle più gravi si curano con farmaci antiacidi e antisecretivi.
Se la gastrite viene trascurata, questa può evolversi in ulcera, cioè una ferita nella mucosa gastrica. L’ulcera gastro-duodenale si riscontra frequentemente e consiste in una vera e propria erosione delle pareti dello stomaco e del duodeno.

Indicazioni dietetiche

E’ consigliabile prevenire la gastrite attraverso la dieta, eliminando dalla propria alimentazione i cibi responsabili di tale disturbo: vino, liquori, caffé, spezie, ecc.. Anche se i grassi sono tollerati, vanno eliminate tutte le fritture.
L’ulcera, oggi, viene curata soprattutto con i farmaci, mentre in passato veniva praticata una dieta estremamente rigorosa e protratta nel tempo.
Attualmente vanno seguite delle regole meno rigide e generalmente valide come:

    • fare pasti non abbondanti ma frequenti;
    • evitare gli alimenti che causano acidità o bruciore (caffè, alcol, cioccolato, fritture, ecc.);
    • evitare cibi troppo caldi o troppo freddi;
    • mangiare lentamente e con calma per avere un corretto rapporto con il cibo.
  1. Dott.ssa Fabiola Sanfilippo
    DIETISTA

    www.educazioneallasalute.net

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TipoAppunto: Sbobinatura
Argomento: Farmacologia
Anno: 2001
nomedocente: Prof. Di Carlo
commento: Sbobinatura di una lezione sui farmaci ansiolitici. E’ abbastanza schematica.
nome: Manuela Racca
facolta: Torino

FARMACI ANSIOLITICI

BENZODIAZEPINE

CICLOPIRROLONI

IMIDAZOPIRIDINE

BENZODIAZEPINE

SONO GLI ANSIOLITICI DI MAGGIOR USO SIN DALLA LORO INTRODUZIONE NELLA PRATICA MEDICA ALLA FINE DEGLI ANNI 50
POSSEGGONO ANCHE ALTRE ATTIVITA’:
-Sedativa
-ipnotica
-miorilassante
-anticonvulsivante
Tutte le BDZ hanno queste attività, ma non la stessa cinetica,per cui è differente l’uso clinico.

STRUTTURA

DERIVA DALLA FUSIONE DI UN ANELLO BENZENICO CON UN ANELLO 1,4-DIAZEPINICO
-In qualche caso, l’azoto si trova in posizione 5 anzichè 4:
sono le 1,5-benzodiazepine (esempio: CLOBAZAM)
-In altri casi un anello triazolico è fuso con quello diazepinico:
(esempio: TRIAZOLAM = Halcion)
-In altri, un anello imidazolico è fuso con quello diazepinico:
(esempio: FLUMAZENIL = Anexate)
-In altri , c’è un anello imadazolico: MIDAZOLAM=Ipnovel

MECCANISMO D’AZIONE

Le BDZ posseggono recettori specifici situati a livello del complesso plurimolecolare del recettore GABAa, di cui fanno parte anche il canale del cloro e un sito di legame per i barbiturici ed alcuni convulsivanti( Picrotossina).
Le BDZ aumentano l’affinità del GABA per i recettori con conseguente apertura del canale del cloro.
Esistono diversi sottotipi di recettori per le BDZs:
BDZ1-R sono presenti in cervelletto, cortex e ippocampo
BDZ2-R in putamen e ipotalamo ventro-mediale

FARMACOCINETICA

Sono state sintetizzate migliaia di BDZ, e, al momento, ne sono in commercio più di 50, con indicazioni diverse, in quanto è diverso il tempo necessario per l’inizio dell’azione desiderata e la durata di essa.
-LONG ACTING : Vita media 24 ore Diazepam(Valium),Clobazam(Frisium),Flurazepam(Dalmadorm)
Clordesmetildiazepam (En), Clordiazepossido (Librium)
-INTERMEDIATE and SHORT ACTING: 5-24 ore
Bromazepam (Lexotan), Lorazepam (Tavor),Oxazepam (Serpax)
Nitrazepam (Mogadon), Flunitrazepam (Roipnol)
-ULTRASHORT ACTING : Vita media meno di 5 ore
Triazolam (Halcion), Midazolam (Ipnovel)
Dopo somministrazione orale alcune BDZ sono assorbite rapidamente : diazepam, alprazolam, flurazepam, triazolam,con picco plasmatico dopo circa un’ora
Altre BDZ : lorazepam, oxazepam,ecc. sono assorbite più lentamente, con picco plasmatico entro 2 ore. La presenza di cibo nello stomaco può ritardare i tempi.
Esiste anche una grande variabilità interindividuale.
Elevato legame alle sieroproteine (oltre 70%)
Tutte le BDZ sono rapidamente captate dal SNC e ridistribuite ai tessuti(muscoli, adipe, fegato) in rapporto alla liposolubilità
Metabolizzazione epatica ad opera di diversi sistemi enzimatici microsomiali :
Si formano, in alcuni casi, metaboliti attivi, che ,a loro volta, sono trasformati più lentamente del farmaco somministrato (ad esempio: Flurazepam ha emivita di 2-3 ore, ma il suo metabolita attivo desalchilflurazepam ha emivita di 50 ore)
Diazepam, clorazepato, prazepam si trasformano in nordazepam (attivo) e questo in oxazepam (attivo)
Altre BDZ (triazolam, alprazolam, midazolam,ecc) sono ,invece, inattivate mediante glucuronazione.
NB: LE BDZ PASSANO LA PLACENTA E NEL LATTE!

INDICAZIONI

-VITA MEDIA BREVE : nell’insonnia, per impedire che al risveglio siano ancora presenti effetti sedativi
-VITA MEDIA LUNGA: negli stati ansiosi cronici
-VITA MEDIA INTERMEDIA: in entrambi i casi, soprattutto nell’insonnia con risveglio precoce

NB: LA MAGGIOR PARTE DELLE BDZ RIDUCONO LA DURATA DEL SONNO REM!

EFFETTI COLLATERALI E TOSSICI

-Ampio indice terapeutico
-Effetti depressivi sul SNC : sedazione, amnesia, confusione
perdita di memoria, atassia, reazioni lente, ecc.
TUTTI EFFETTI DOSE-DIPENDENTI
-Effetto paradosso : stimolazione del SNC
-Bevande alcooliche potenziano attività

TRATTAMENTO DELL’INTOSSICAZIONE ACUTA

Flumazenil i.v. provoca pronto risveglio ed ha anche
significato diagnostico (ex-adiuvantibus)

INTOSSICAZIONE CRONICA

Le BDZ provocano dipendenza e tolleranza.
La tolleranza è in parte metabolica (induzione epatica) e in parte legata ad adattamenti dei recettori specifici nel SNC
NELL’ANIMALE LA TOLLERANZA AD EFFETTI SEDATIVI : dopo 2-3 giorni
TOLLERANZA AD EFFETTI ANTICONVULSIVANTI compare dopo 4 giorni di trattamento, mentre TOLLERANZA AD EFFETTI ANSIOLITICI : 2-3 settim.
Nell’uomo la tolleranza agli effetti ansiolitici, in genere, non compare e non c’è bisogno di aumentare la dose.

DIPENDENZA

La interruzione della somministrazione di una BDZ induce la comparsa di una sindrome da astinenza
Compare dopo 2-10 giorni e può svilupparsi anche dopo solo pochi giorni di trattamento con BDZ ipnotiche o dopo 4-6 settimane con BDZ ansiolitiche : INSONNIA, ANSIA, IRRITABILITA’, TREMORI, DELIRI, CONVULSIONI, TACHICARDIA,SUDORAZIONE.
Trattamento: riprendere la somministrazione della BDZ e sospenderla poi lentamente

CICLOPIRROLONI

STRUTTURA ETEROGENEA, SONO FARMCACI DI RECENTE INTRODUZIONE IN CLINICA COME IPNOTICI (zoplicone) o ANSIOLITICI (suriclone).

Si legano ad un sito sul complesso recettoriale delle BDZ collegato allostericamente al sito di riconoscimento per le benzodiazepine
ZOPLICONE (Imovane) è attivo a dosi di 7,5 mg anche per trattamenti cronici
SURICLONE è un ansiolitico quasi privo di attività sedativa e, pertanto, valida alternativa alle BDZ, rispetto alle quali ha più lento inizio, ma più lunga durata.

ZOPLICONE : cinetica
Rapidamente assorbito per via orale
Picco plasmatico entro 0,5-1,5 ore
Biodisponibilità 85% (first-pass effect non significativo)
Penetra rapidamente nei tessuti, incluso quello cerebrale
Estesa metabolizzazione epatica
Solo il 4-5% viene eliminato immodificato con urine
Farmaci che modificano la motilità gastrica (metoclopramide
o atropinici) possono alterarne le concentrazioni plasmatiche

IMIDAZOPIRIDINE

Interagiscono con i recettori delle BDZ.
ZOLPIDEM (stilnox) e ALPIDEM sono i composti principali di questo gruppo
Zolpidem possiede attività sedativa evidente, ma non miorilassante, alla dose di 10 mg.
Attività ansiolitica e anticonvulsivante modeste. Questo a causa di una scarsa affinità per i recettori omega 2 ed elevata per gli omega 1.

Emivita breve : 2-4 ore Non metaboliti attivi
Non effetti residui il giorno dopo, né dipendenza
Attenzione a soggetti anziani e a dosi elevate.

COMPOSTI CHE NON AGISCONO
SUI RECETTORI BDZ

AGONISTI DEI RECETTORI 5-HT1A :
-Buspirone, Gepirone ed Ipsapirone
Inibiscono trasmissione serotoninergica e non agiscono su GABA
Sono privi di effetti sedativi, anticonvulsivanti e miorilassanti.
Sono ansiolitici selettivi.
Hanno una lunga latenza d’azione (2 settimane)
BUSPIRONE (Buspar) 5 mg, è assorbito rapidamente per os, ha un binding del 95% con le sieroproteine; il metabolismo epatico porta a composti parzialmente attivi.
Vertigini, cefalea, nervosismo sono effetti collaterali principali
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I Principi della dieta:

Soggetto Principio

Numero di pasti:                                 Sei al giorno, distanziati in modo regolare durante la                                                                      giornata. Fate uno spuntino due ore prima dei pasti
principali.

Gli undici SuperAlimenti:                   I pasti devono essere basati in larga misura su questi
undici gruppi di alimenti. Ogni pasto dovrebbe contenerne almeno due:
Mandorle e altra frutta secca; Legumi; Spinaci e altri ortaggio a foglia verde; Latticini (latte scremato, yogurt e formaggio a basso contenuto di grassi); Cereali d’avena istantanei (senza zucchero e aromatizzati); Uova; Tacchino e altre carni magre; Olio d’oliva; Pane e cereali integrali; Proteine del siero di latte in polvere;Lamponi e altri frutti di bosco.

Armi segrete:                                       Ognuno degli undici gruppi di alimenti è stato incluso in virtù delle sue armi segrete, vale a dire i principi nutritivi che aiutano a bruciare i grassi e a proteggervi dalle malattie, e che contribuiscono a mantenervi snelli e in forma per sempre.

Principi nutritivi da preferire:             Proteine, grassi monoinsaturi e polinsaturi, fibre, calcio.

Principi nutritivi da limitare:               Carboidrati raffinati (oppure carboidrati con elevato indice glicemico, IG), grassi saturi, grassi trans (oli o grassi parzialmente idrogenati), sciroppo di glucosio, amido modificato.

Alcolici:                                               Limitate il loro consumo a 2 – 3 drink la settimana, per ottimizzare i benefici della dieta.

Alimenti energetici fondamentali:      I frullati. Il calcio e le proteine del latte, dello yogurt e del siero, abbinati alle fibre dell’avena e della frutta, li rendono un alimento completo e da privilegiare: bevetene regolarmente.

Quando sgarrare:                               Un pasto la settimana mangiate quello che volete.

Attività fisica:                                       Facoltativa le prime due settimane. Dalla terza alla sesta settimana fare attività fisica per 20 minuti tre volte la settimana, dando la preferenza al rafforzamento dei muscoli, alla camminata veloce e agli esercizi per gli addominali.

Esercizio fisico a casa:                        Nel programma sono inclusi anche alcuni esercizi che potete tranquillamente fare a casa.

Esercizi per gli addominali:                Da eseguire all’inizio di due delle tre sezioni previste di rafforzamento muscolare. Fate un esercizio per ciascuno dei cinque differenti tipi di addominali.

Bollettino della salute: che cos’è l’ipertensione arteriosa?:

Riducete drasticamente gli insaccati: una fetta di prosciutto contiene 240 mg di sodio. Il sale fa aumentare la pressione. Scegliete affettati con basso apporto di sodio, come il roast beef, il tacchino o il prosciutto cotto. Cercare di evitare il cibo in scatola che probabilmente contiene troppo sale.

Limitate gli alcolici: Non dovreste bere mai più di due bicchieri di bevande alcoliche durante la giornata. Meglio optare per un succo d’arancia, che è una delle principali fonti di potassio e quindi contribuisce ad abbassare la pressione.

Bevete più tè: I flavonoidi contenuti nel tè incrementano la capacità dei vasi sanguigni di rilassarsi e rendono il sangue fluido, riducendo così il rischio di formazioni di trombi.

Tutto quello che vi serve per iniziare:

Da comprare una volta:                    Frullatore; Semi di lino macinati; Integratore multivitaminico addizionato di cromo.
Elenco base: gli undici
Superalimenti e loro derivati:           Mandorle e altra frutta secca; Legumi; Spinaci e altri ortaggio a foglia verde; Latticini (latte scremato, yogurt e formaggio a basso contenuto di grassi); Cereali d’avena istantanei (senza zucchero e aromatizzati); Uova; Tacchino e altre carni magre; Olio d’oliva; Pane e cereali integrali; Proteine del siero di latte in polvere;Lamponi e altri frutti di bosco.

Altri alimenti consigliali:                   Manzo magro; Ortaggi a foglia verde; Pasta integrale; Pesce Magro; Petto di pollo; Pompelmo, arance o altra frutta; Riso integrale a chicco lungo; Tonno in scatola.
Per gli esercizi da fare a casa
(se già frequentate una palestra Materassino; Panca; Uno o due paia di pesi medi;Palla medica
dovreste avere tutta
l’attrezzatura necessaria):

“Equazioni”, prendendo in considerazione l’attività fisica:

PIU’ CIBO = PIU’ MUSCOLI = MENO CICCIA

l’alternativa è invece:                         MENO CIBO = MENO MUSCOLI = PIU’ CICCIA

Le Proteine: la principale fonte di energia

Costituiscono la struttura dell’organismo, fra cui muscoli, organi, ossa  e tessuti connettivi;
Sotto forma di enzimi, aiutano a digerire il cibo;
Sotto forma di ormoni, suggeriscono al corpo quando utilizzare gli alimenti per ricavare energia;
Trasportano l’ossigeno ai muscoli e agli organi attraverso il circolo sanguigno;
Come anticorpi, proteggono dalle malattie in caso di attacco da perte di virus e batteri.

Sono buone; Bruciano calorie mentre le state mangiando; Rendono sazi più a lungo; Aumentano la massa muscolare e aiutano a bruciare grasso per tutta la giornata.

Avete bisogno ogni giorno di circa 1 g di proteine per ogni ½ kg di peso corporeo. È infatti questa la quantità che l’organismo utilizza quotidianamente. Per esempio, un uomo di 80 kg ha bisogno di 160 g di proteine al giorno, che possono essere assunte per esempio nel seguente modo:
3 uova (18g); 480 ml di latte scremato (16g); 270 g di formaggio fresco (44g); 1 panino con roast beef (28g); 230 g di petto di pollo (54g).

I Grassi: sottovalutati

Grassi trans: Cattivi Evitate: Cibi fritti; Margarina (eccetto le margarine biologiche prodotte con olio di girasole, che sono prive di grassi idrogenati); Prodotti da forno confezionati; Tutti gli alimenti che riportano la dicitura “grassi parzialmente idrogenati” nella lista degli ingredienti.

Grassi saturi: Cattivi Evitate: Latticini a base di latte intero; Parti grasse di carne rossa.

Grassi polinsaturi: Buoni Consumare maggiori quantità di: Pesce; Semi di lino e olio di semi di lino.
Pesce ricchi di omega-3: sardine(2,3g), salmone(2g), sgombro(1,8g), tonno fresco(1,4g), trota(1,1g), pesce spada(1,1g), ostriche(0,5g), tonno in scatola(0,07g).
Grassi monoinsaturi: Buoni Si trovano in: Frutta secca, olive, arachidi, avocado, olio d’oliva e olio di canola.

Calcio, il “brucia-grassi” del futuro

La dieta per gli addominali raccomanda i seguenti alimenti ricchi di calcio:

30g di parmigiano (314mg); 170 ml di formaggio fresco (126mg); 240 ml di yogurt magro (415 mg); 240 ml di latte scremato (264 mg); 30 g di groviera (224mg); 30 g di mozzarella (143 mg); 28 g (1 misurino-dosatore) di proteine del siero di latte in polvere (110 mg).

Ecco i quattro principali strumenti per verificare quanto la dieta per gli addominali sta funzionando:

Peso. Vi permette di controllare i progressi durante la dieta, ma è un metodo di valutazione incompleto perché non considera la quantità di muscoli che state guadagnando: i muscoli pesando il 20% più del grasso, quindi anche una notevole perdita di massa grassa potrebbe non tradursi in un crollo del peso.
Indice di massa corporea (IMC). Per calcolarlo, dividete il vostro peso in kg per il quadrato dell’altezza espressa in metri. Un indice tra 25 e 30 significa soprappeso. Oltre 30 significa obesità. Ma anche questa valutazione non è completa, perché non prende in considerazione la massa muscolare e dimentica dov’è localizzata la maggior parte del grasso corporeo.
Rapporto vita – fianchi. È più importante dell’indice di massa corporea perché considera il grasso addominale, il più pericoloso per la salute. Un basso rapporto vita-fianchi indica un minore rischio per la salute. Per verificare il vostro rapporto, misurate il giro vita all’altezza dell’ombelico e dividetelo per la misura dei fianchi nel punto più largo (intorno ai glutei). Il rapporto vita-fianchi dovrebbe essere minore di 0,92. Se riuscite a ridurre di solo 5 cm il giro vita, cosa che potete fare seguendo per due settimane la dieta per gli addominali, la situazione sarebbe decisamente diversa.
Percentuale di grasso corporeo. È una misurazione un po’ più complessa. È possibile effettuarla anche in alcune palestre, attraverso scale o calibri. Si può fare anche un semplice test: sedetevi su una sedia con le ginocchia piegate e i piedi appoggiati al pavimento. Con l’indice e il pollice, sollevate la pelle della coscia destra e misuratene lo spessore con un piccolo righello: se misura più di 2,5 cm significa maggiore rischio di diabete e di malattie cardiovascolari.
Per rendere gli addominali visibili il grasso deve essere fra l’8% e il 12%.

Attenzione: una dieta povera di carboidrati favorisce il soprappeso

La frutta, la verdura e i cereali integrali vengono digeriti lentamente, fornendo energia a lungo. I livelli di insulina rimangono costanti, mentre le fibre ci aiutano a ridurre il colesterolo e le vitamine e i Sali minerali ci proteggono da moltissime malattie. Più a lungo stiamo senza carboidrati, più il nostro corpo li richiede. Alla fine dovrete cedere: l’organismo, infitti, è programmato per desiderarli. Si tratta di un meccanismo di difesa naturale, e alla fine madre naturale ottiene sempre quello che vuole.

Cinque modi per aumentare le fibre
Nelle Uova. Mezza cipolla tagliata a fette e uno spicchio d’aglio aggiungono 1g di fibre a due uova strapazzate.
Nel panino. Detestate il pane integrale? Provate quello di segale. come quello integrale contiene 2 g di fibre per ogni fetta, cioè più del doppio del pane bianco.
Nella cena. Sostituite le patate dolci a quelle tradizionali: una patata dolce contiene 2g in più di fibre rispetto alla patata classica.
Nei cereali. 75g di lamponi aggiungono 2g di fibre.

Il programma nutrizionale della dieta per gli addominali

Principio n. 1: sei pasti al giorno
Abitudini                                                                                           Variazione del rischio di obesità

  1. consumare almeno uno spuntino durante il giorno                                       – 39%
  2. Trasformare la cena nel pasto più importante del giorno                             +6%
  3. Aspettare almeno 3 ore prima di fare colazione dopo essersi alzati             +43%
  4. Consumare più di 1/3 dei pasti al ristorante                                                 +69%
  5. Andare a letto affamati (più di 3 ore dopo l’ultimo pasto o spuntino)        +101%
  6. Fare colazione fuori casa / Non fare colazione                                             +137 / +450%

Come funziona

ore 8: colazione
ore 11: spuntino
ore 13: pranzo
ore 17: spuntino
ore 19: cena
ore 21: spuntino

Principio n. 2: gli undici Superalimenti su cui basare (non limitare) la vostra dieta

Principio n. 3:fate il pieno di frullati

  1. Serve poco tempo per prepararli.
  2. Aggiungendo i frutti di bosco e aromatizzandoli con le proteine del siero di latte in polvere o con la crema di mandorle dolci biologica, diventeranno gustosi come un dessert e soddisferanno la vostra voglia di dolce.
  3. La loro consistenza riempie facilmente lo stomaco.

Come base usate latte, yogurt, proteine del siero di latte in polvere e ghiaccio.
Come assumerli. Bevete un frullato da 240 ml a colazione, come sostituto dei pasti o come spuntino prima o dopo l’allenamento fisico.

Principio n.4: smettete di contare

Principio n.5: che cosa bere e che cosa non bere

Cercare di limitare il più possibile l’assunzione di alcol o bevande gassate. L’alcol contiene “calorie vuote”, perché non aiutano a sentirvi sazi. Anzi, l’alcol fa mangiare di più e stimola il corpo a bruciare meno grassi. Quindi probabilmente tutto ciò che mangiate mentre bevete diventerà grasso puro. Non vi sto dicendo di bere solo acqua, ma berne otto bicchieri al giorno ha enormi benefici: per esempio: aoita a sentirsi più sazi (spesso pensiamo di avere fame ma in effetti è solo sete). L’acqua contribuisce anche a eliminare tutti i cataboliti (le tossine) prodotti dall’organismo quando digerisce le proteine e trasforma il grasso in energia ed è fondamentale anche pre trasportare gli elementi nutritivi verso i muscoli, per digerire il cibo e per mantenere attivo il metabolismo. Quindi se si può, non toccare alcol per 6 settimane, o al massimo limitare il consumo a due-tre bicchieri la settimana.

Principio n.6: una volta la settimana dimenticate gli altri cinque principi

Una volta la settimana dimenticate tutto quello che avete letto sui carboidrati buoni e sui grassi. Mangiate mezza pizza, un hamburger o una qualunque cosa che vi manca e che non è compresa nel programma. Gustatevela e poi ricominciate la dieta per un’altra settimana. Programmate bene quando sgarrare , magari il sabato sera, uscendo con gli amici, oppure mentre guardate la TV o in qualsiasi altra occasione. Se lo programmate lo fare solo in qull’occasione e in nessun altro.

Gli undici Superalimenti

  1. Mandorle e altra frutta secca

Accrescono la massa muscolare; Combatte i tumori; Aiuta a dimagrire; Combatte le malattie cardiovascolari; Abbassa la pressione arteriosa.
Colpi vincenti: semi di zucca, semi di girasole, avocado.
Impostori: frutta secca salata.

  1. Legumi

Aiuta a dimagrire; Combatte i tumori; Combatte le malattie cardiovascolari; Accrescono la massa muscolare; Abbassa la pressione arteriosa.
Colpi vincenti: lenticchie, piselli, salsine a base di legumi, humus (è preparato con ceci, eahin – una crema di semi di sesamo – ,aglio, olio extravergine d’oliva, sale integrale), fagioli verdi di soia.
Impostori: legumi in scatola (al naturale contengono sodio perché sono conservati in acqua e sale; se cucinati possono essere ricchi di acidi grassi saturi).
I legumi migliori sono: la soia; i fagioli bianchi; i ceci; i fagioli neri,cannellini,borlotti o dall’occhio

  1. Spinaci e altri ortaggi a foglia verde

Combatte i tumori; Combatte le malattie cardiovascolari; Abbassa la pressione arteriosa; Aiuta a dimagrire; Rafforza le ossa.
Colpi vincenti: le Crocifere (i broccoli, il cavolo, i cavolini di Bruxelles), gli ortaggi verdi, gialli, rossi e arancio (come gli asparagi, i peperoni e i fagiolini).
Impostori: nessuno, a patto che gli ortaggi non vengano fritti o preparati con formaggi grassi.

  1. Latticini (latte scremato, yogurt e formaggi a basso contenuto di grassi)

Rafforza le ossa; Aiuta a dimagrire; Abbassa la pressione arteriosa; Combatte i tumori; Rafforza il sistema immunitario.
Colpi vincenti: nessuno.
Impostori: latte intero.

  1. Cereali d’avena istantanei (privi di zucchero e aromi aggiunti)

Aiuta a dimagrire; Combatte le malattie cardiovascolari; Combatte i tumori.
Colpi vincenti: i cereali ricchi di fibre, come quelli di frumento integrale e quelli con aggiunta di crusca.
Impostori: i cereali con zucchero aggiunto, sciroppo di glucosio e sciroppo di mais.

6.         Uova
Aiuta a dimagrire (brucia i grassi); Accresce la massa muscolare.
Armi segrete: proteine, vitamina b12, vitamina A.
Combattono: obesità.
Colpi vincenti: nessuno.
Impostori: nessuno.

7 .        Tacchino e altre carni magre (manzo magro, pollo, pesce)
Accresce la massa muscolare; Aiuta a dimagrire; Rafforza il sistema immunitario.
Colpi vincenti: crostacei, prosciutto affumicato, prosciutto crudo.
Impostori: salsicce, pancetta affumicata, carne in scatola, prosciutto cotto, tagli grassi.

Fra tutte le qualità di carne la migliore è il tacchino, perché il suo petto è una delle carni più magre e contiene ben un terzo del fabbisogno quotidiano di niacina (o vitamina B3) e di vitamina B6. Le altre parti sono ricche di zinco e di ferro, ma sono più grasse. Anche il manzo è un classico alimento per tonificare i muscoli – anzi, contiene le più alte quantità di creatina, la sostanza che l’organismo utilizza durante il sollevamento pesi – ma ha anche alcune controindicazioni: contiene infatti grassi saturi. Alcuni tagli, però, ne sono più ricchi, altre meno: meglio scegliere il filetto e le parti posteriori, che sono meno grasse.
Manzo magro (55 calorie, 2-3g di grassi a porzione,pari a 30g).
Bistecca (fianco); Carne trita (magrissima o magra); Roast beef; Filetto.
Manzo a medio contenuto di grassi (75 calorie, 4-5g di grassi a porzione, pari a 30g).
Bistecca (spalla);Carne trita (non etichettata come magra o magrissima);Carne conservata sotto sale.

8.         Olio d’oliva
Aiuta a dimagrire; Combatte le malattie cardiovascolari (riduce il colesterolo); Combatte i tumori; Abbassa la pressione arteriosa; Rafforza il sistema immunitario.
Colpi vincenti: oli di semi di girasole, olio di arachidi, olio di sesamo, olio extravergine d’oliva.
Impostori: oli vegetali idrogenati, acidi grassi trans, margarina.

9.         Pane e cereali integrali
Combatte i tumori; Aiuta a dimagrire (prevengono l’accumulo di tessuto adiposo); Abbassa la pressione arteriosa; Combatte le malattie cardiovascolari.
Colpi vincenti:riso integrale, pasta integrale.
Impostori:prodotti da forno industriali come il pane bianco e i dolci.

10.       Proteine del siero di latte in polvere
Aumenta la massa muscolare; Aiuta a dimagrire (bruciano i grassi).
Armi segrete: proteine, cisterna, glutatione.
Combattono: obesità
Colpi vincenti: ricotta.
Impostori: proteine della soia.

  1. Lamponi e frutti di bosco

Aiutano a dimagrire (prevengono la fame nervosa); Combattono le malattia cardiovascolari; Combattono i tumori; migliorano l’equilibrio, il coordinamento psicomotorio e la memoria a breve termine.
Colpi vincenti: quasi tutta la frutta, specialmente mele e pompelmi.
Impostori: le marmellate, la maggior parte delle quali sono state private delle fibre addizionate con grandi quantità di zucchero.

Come scegliere bene
Frutti di bosco. Prima di comprarli, controllatene la consistenza: se sono molli e umidi del loro succo è probabile che siano vecchi.
Pomodori. Cercate di scegliere quelli più sodi. Dovrebbero anche avere un profumo dolce.
Pesche. Date la preferenza ai frutti dal colore brillante, senza macchie verdi.
Melone. Dategli un colpo secco. Il suono deve essere cupo, non sordo o una specie di gemito.
Anguria. Le migliori si valutano in base al peso: più pesano, più acqua contengono (più saporite).

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