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In questo tipo di intervento viene creata una piccola tasca gastrica del volume di 15-20 ml che salta la prima parte dell’intestino tenue.
Viene apportata con questo tipo di intervento una perdita del 65% del perso in eccesso. Si ha inoltre, nella maggior parte dei casi, la
risoluzione del diabete mellito di tipo 2.
Questa tecnica apporta sia dei vantaggi che anche degli svantaggi.
Apporta, infatti, una riduzione dell’introito alimentare, dovuta ad un senso di sazietà precoce indotto dalle piccole dimensioni della tasca
gastrica. Insieme a questa vi è anche una riduzione dell’appetito dovuta all’alterazione del metabolismo di alcuni ormoni.
Tra gli svantaggi di questo intervento possiamo riscontrare una diminuzione dell’assorbimento dei grassi e di alcune vitamine, sopratutto quelle
liposolubili.
Dopo l’intervento il paziente dovrà seguire una dieta povera di zuccheri semplici e alcol. Inoltre, per far fronte al malassorbimento in vitamine
e minerali, bisognerà far uso di integratori alimentari vitaminici. Anche nel caso di questo tipo di intervento la mortalità registrata è molto bassa
si aggira infatti intorno allo 0,5%.

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PSICANALISI DELLA DEPRESSIONE
9/6/1998
Interventi vari sull’ansia e la depressione
Sì generalmente l’intervento da parte degli psichiatri è basato sugli psicofarmaci, l’ultimo ritrovato è il Prozac che viene somministrato appunto dagli psichiatri. Ora come sempre avviene con gli psicofarmaci, questi hanno un effetto generalmente immediato di alleggerimento della sensazione che avverte il depresso, perché chimicamente è possibile intervenire e alterare delle condizioni fisiologiche, come è noto da sempre, anche una sbronza toglie la depressione, poi naturalmente passata la sbronza ritorna, la stessa cosa avviene con il Prozac. Ma la questione delle depressione è molto antica, già Aristotele ne parla come malinconia. Nel Medioevo la chiamavano accidia, e la definivano appunto come la sensazione di assenza di volontà nel fare qualunque cosa, e di disinteresse generale, così è definita generalmente e tutto sommato la stessa depressione a tutt’oggi non viene definita in modi molto differenti né d’altra parte il depresso dice cose molto diverse. Così come abbiamo fatto in altre occasioni possiamo considerare in prima istanza le manifestazioni più evidenti, come direbbe il mio amico Roberto i luoghi comuni della depressione, che inizia per lo più con una delusione, di qualunque tipo sia, qualunque cosa può deludere, per esempio la ricerca di un senso delle cose, della vita, la ricerca del bene, anche la ricerca di dio, infatti accusavano talvolta i monaci di accidia proprio perché l’eccessiva ricerca di dio li avrebbe condotti a cominciare a disperare di trovarlo, in alcuni casi anche una delusione amore può condurre alla depressione: Letteralmente deludere lo sapete benissimo è togliere il gioco, e quando uno gioca e gli si leva il gioco si inquieta, come accade per esempio con un bambino: sta giocando, gli impedite di giocare e lui se ne ha a male. Supponete che io abbia in animo di cercare e di trovare il senso della mia esistenza, ora ci sono taluni che si pongono questo obiettivo per un motivo o per l’altro perché giunti ad un certo punto del loro cammino si domandano: ma io cosa sto a fare? Che senso ha tutto quello che faccio? (per esempio) e allora si adoperano per trovare un senso, con la convinzione almeno iniziale di trovarlo. Supponete che questo senso non si trovi, cosa accade? Accade che tutto ciò che era stato fatto in precedenza, magari con interesse ed entusiasmo, diventa assolutamente inutile e marginale perché è come se ci si fosse accorti di avere fatto per anni una serie di cose, credendole notevoli e degne. mentre invece non hanno nessuna importanza dal momento che ho trovato che non c’è nessun senso nelle cose. Questa scoperta produce in alcuni casi un impatto non indifferente, questa domanda “ma allora che cosa ho fatto fino ad ora? Che senso ha la mia esistenza? Cosa esisto a fare?” da qui taluni decidono anche di togliersi la vita, tali altri no. Però continuano a lamentare l’assenza di qualche cosa che ritenevano necessario e allora a questo punto se nulla ha più valore, nulla ha più un senso, a che scopo fare una qualunque cosa? Nulla ha più nessun interesse, è esattamente questo che il depresso va dicendo, e cioè la totale perdita di interesse per qualunque cosa, dice che vorrebbe che qualcosa lo interessasse, che gli piacerebbe trovare un buon motivo per esistere, per fare delle cose, ma non ne trova nessuno adeguato a questo scopo, così come dicevamo tempo fa dell’angoscia che sempre accompagna la depressione, la sensazione è generalmente disperante, il depresso nel momento in cui avverte questa sensazione è assolutamente disperato, orfano di un senso, potremmo dire. Ci sono dei momenti in cui qualche cosa lo trascina e all’improvviso la depressione scompare e allora diventa straordinariamente felice come se si fosse sbarazzato di un peso enorme e allora passa a una sorta di grande euforia. Cambiamento di umore abbastanza frequente nel depresso, ciclotimia la chiamano gli psichiatri, potremmo dire che è volubile. Cambia rapidamente umore perché se pensa alla catastrofe che ormai è avvenuta, catastrofe per cui nulla ha più interesse, nulla ha più un senso e quindi nulla è più da fare, allora evidentemente si abbatte, appena se ne dimentica ecco che immediatamente si sente subito meglio e ne gioisce, però per molti questa condizione è molto pesante, molto penosa e come diceva giustamente la signora è difficile soprattutto per le persone che hanno per qualunque motivo da convivere con il depresso, la cosa può essere pesante, perché il depresso ha a modo suo delle buone argomentazioni a suo favore, buone ma non ottime. Il depresso, considerando la totale e ineluttabile e irreversibile assenza di senso delle cose, dell’universo e quindi anche di sé, difficilmente anzi direi quasi mai si pone un’altra domanda che tuttavia legittimamente potrebbe porsi e cioè perché le cose, l’universo, lui stesso e quant’altro mai dovrebbero avere un senso? Domanda legittima, intanto, la seconda, visto che è questo che lo affligge, l’assenza di senso, e quindi di conseguenza la totale assenza di interesse per le cose, che cosa intende esattamente con senso? E una volta saputolo ammesso che lo si venga a sapere perché, taluni si sono spinti fino a questo punto, depressi o no che fossero, e si sono trovati in una condizione molto particolare, che è quella che afferma che la condizione essenziale perché la depressione possa esistere è che io creda fermamente e incrollabilmente che le cose debbano avere un senso, in caso contrario no, la depressione non è possibile, cioè occorre questa superstizione, dicevo prima come condizione necessaria. Che per altro è una superstizione diffusa che le cose abbiano un senso o debbano averlo, nonostante tutto sommato che non moltissimi si siano domandati in termini molto precisi e rigorosi che cosa sia esattamente questo senso che sarebbe la causa di tutti questi malanni, per cui se si spiega al depresso che le cose non stanno come dice lui, diceva la signora, effettivamente lui argomenterà dicendo che le cose sono una schifezza, il mondo va a catafascio, non c’è più nessuna salvezza, è uno schifo generale, e allora muoia Sansone con tutti i filistei, e allora? supponiamo che sia così, senza considerare che comunque le cose sono sempre molto peggio di come lui immagina che siano, perché essendo ingenuo pensa che siano una schifezza e invece no, sono, restando nell’ambito del gioco che lui fa, molto peggio di quanto lui immagina che siano, ma la questione essenziale, almeno rispetto al discorso malinconico, o comunque depresso in generale, l’accidioso, come dicevano una volta, e come già Freud aveva intravisto non consiste affatto nel cercare di persuadere il melanconico o il depresso che non serve assolutamente a niente, poi persuaderlo di che? Che le cose non sono come dice lui? Se lui le vede così avrà un bel persuaderlo, non riuscirà mai, se una persona è convinta di una certa cosa non riuscirà mai a persuaderla del contrario, lei provi a persuadere un fondamentalista islamico che Allah non esiste, mai provato? Lo provi, vedrà cosa succede, comunque non riuscirà a persuaderlo, e perché dovrebbe riuscire con un depresso? Non è più stupido è soltanto una forma religiosa un po’ differente, ma non meno forte, non meno tenace, che per altro è ciò su cui si sostiene poi in definitiva tutto il discorso occidentale, scienza compresa, e cioè che le cose necessariamente debbano avere un senso e che questo senso sia reperibile quindi; fino ad un certo punto non ha neanche tutti i torti, però non spinge la sua ricerca fino alle sue estreme conseguenze, si limita a considerare soltanto che non c’è alcunché che abbia un significato sufficiente e quindi nulla importa, però come abbiamo visto, di tutto questo potrebbe non importargliene assolutamente nulla, perché gli importa da preoccuparsi così tanto dell’assenza di senso, senza per altro sapere che cosa sia il più delle volte, ma è una sensazione e come tale difficilmente descrivibile. Le sensazioni non sono facili a descriversi, perché sono fatte di una quantità sterminata di elementi, e reperirli tutti diventa arduo, senza contare il fatto che nell’operazione stessa di reperimento, questi elementi si modificano, il che rende l’operazione impossibile. Potete per esempio provarvi a descrivere una sensazione di innamoramento per dire tra le più diffuse, provate a descriverla esattamente, tutto ciò che provate, è una quantità sterminata di cose, poi man mano che ne parlate vi accorgete che alcune cose si modificano mentre ne state parlando, a questo punto diventa una rincorsa infinita, vi accorgete che la definizione di tale sensazione risulta improbabile perché man mano che la definisce ne costruisce dell’altro, all’infinito e quindi anche il depresso si trova nella stessa condizione e cioè nella difficoltà di definire la sua condizione salvo gli enunciati più diffusi, più popolari che sono appunto l’assenza di senso, l’assenza di interesse e quindi lo scoramento generale. In alcuni casi si accompagna anche così così come in altre sensazioni una sorta arroganza, come se lui, lei a seconda dei casi, si fosse accorto di una cosa che tutti gli altri non vedono, che solo lui ha visto, cioè che il mondo è tutto un catafascio, senza tenere conto che è la banalità che da tre mila anni a questa parte viene menzionata ininterrottamente dagli umani, e dunque non è una cosa così sensazionale, però, però questo è come già direbbe Freud un aspetto del tornaconto del depresso, immaginarsi in molti casi, non sempre, non è una legge, questa sensazione di superiorità per avere viste cose che altri ignorano o che a altri sfuggono, che altri vivono così nell’ignoranza e sono felici, io che so, soffro. Questo non è proibito, ciascuno può soffrire se lo desidera, ma visto che consideriamo la questione, vediamo se è possibile intervenire rispetto a una struttura di questo genere, non perché la persona stia meglio, non è questo l’obiettivo, ma perché una cosa del genere in qualche modo questiona, incuriosisce sapere perché una persona è così fortemente attaccata a delle superstizioni, fatte in questa maniera. Ci sono dei casi in cui il depresso travolto da queste fantasie, decide per esempio di rivolgersi per esempio a uno psicanalista, ora in questo caso lo psicanalista è chiamato intervenire ovviamente visto che è lì per questo, e quindi occorre che faccia qualcosa, che cosa fa? Dal momento che tutta la questione connessa con la depressione è incentrata intorno al disinteresse rispetto alle cose e quindi all’assenza di desiderio, questo è un altro degli enunciati e cioè il non desiderare più nulla, adesso vorrebbe desiderare qualche cosa ma non trova nulla che sia adeguato degno o sufficientemente interessante da essere perseguito. Come se il suo desiderio potesse soltanto muoversi se mosso da qualcosa di formidabile, per esempio, il trovare il senso delle cose, che sì sarebbe sicuramente una operazione notevole, però è come se in altri termini ancora si aspettasse dall’esterno e quindi da un evento, cioè senza la sua responsabilità, che qualche cosa accada e gli illumini e gli mostri la via, per questo si aspetta che qualcuno gli mostri la via, prontissimo naturalmente a confutare qualunque proposta, ovviamente cioè in attesa di qualcuno o di qualcosa che gli mostri la via, e che questa via lui non riesca a confutarla in nessun modo, in altri termini ancora aspetta qualche cosa che lo costringa a credere è questo che cerca, né più né meno. Infatti se lo trova diventa un credente formidabile, perché è esattamente questo che cerca, qualche volta lo trova, qualche volta no, a seconda dei casi, però l’analista non può fornirgli un’altra religione o meglio non dovrebbe essere questo il suo obiettivo, si tratta allora come avviene anche in altri casi di trovare il modo perché anziché attendere l’illuminazione da qualche cosa incominci a poter accogliere il suo desiderio senza aspettare che altri o altro lo autorizzino. Costringere a credere è una fantasia di stupro in definitiva, qualcosa di più forte che lo costringa a fare ciò che lui stesso vorrebbe fare, in questo senso una fantasia di stupro. Come in ciascuna fantasia di stupro il desiderio proprio è attribuito all’altro, non sono io che desidero ma è lui che desidera fare questa cosa e anche nel caso della depressione funziona esattamente nello stesso modo, cioè deve essere lui a costringermi a credere a mostrarmi la verità, la via. In effetti le religioni hanno da sempre un forte potere terapeutico contro la depressione, molte crisi depressive ultimamente sono state sanate da una conversione religiosa, certo, uno si trova smarrito, ogni cosa non ha più nessun senso, è in una ricerca disperata di un senso superiore, ecco che arriva lui, “io sono la verità, la via” e cosa si può pretendere di più da un interlocutore, in questo caso la depressione scompare ed è molto più potente e più efficace del Prozac, ma questo è noto da alcuni migliaia di anni, non occorreva certo né la psicanalisi né la psichiatria per trovare questa genialata. Quindi potremmo dire che l’aspetto religioso nella depressione è fondamentale, senza religiosità non c’è depressione, purtroppo non c’è niente da fare, ma sta qui…
Intervento: come senza religiosità non c’è depressione?
Perché come spiegavo prima la depressione per essere tale necessita di credere fortissimamente che le cose debbano avere un senso, infatti è quello che lui va cercando il depresso, assolutamente, da qui poi il disinteresse assoluto per ogni cosa perché non ha un senso, in questo senso parlo di religiosità, cioè il credere fermamente che le cose per esempio, in questo caso, debbano avere un senso, come dicevo prima non è casuale che molte depressioni si dissolvano con l’abbracciare la fede cristiana, islamica o buddista a seconda dei gusti personali, ha un fortissimo potere terapeutico. Perché si sostiene su questo che la religione in buona parte è una risposta alle domande fondamentali degli umani “chi siamo” “da dove veniamo” “dove andiamo” queste generalmente, alle quali gli umani da molti milioni di anni cercano di rispondere, il depresso è come se facesse una sorta di caricatura del pensiero occidentale, facendo, correndo un po’ parallelamente a ciò che per la filosofia è stato il nichilismo. Cosa hanno pensato i nichilisti? Hanno cercato di trovare il senso delle cose, attraverso per esempio la metafisica, il senso definitivo, di quelli poderosi, affidabili e poiché non ci si è riusciti un granché si è provato con altri sistemi, non c’è stato verso e allora ecco, dunque dobbiamo concludere che il senso delle cose non è reperibile, e allora questo senso, se nulla ha nessun valore perché non glielo possiamo attribuire in modo del tutto arbitrario e personale, se dunque non c’è un dio allora tutto è permesso, nel senso che non c’è una direzione non c’è più nulla, nessun argine, da qui il nichilismo soprattutto quello alla Dostoevskij de I Demoni, un libro che vi suggerisco, l’estate che viene, poderoso però piacevole e lì vi trovate scritto tutto ciò che occorre sapere intorno alla depressione e in particolare al nichilismo, quindi se voi sentite parlare un nichilista come il depresso avrà ottime argomentazioni per sostenere ciò che lui pensa e non vi sarà facile confutare la sua posizione….
Intervento:…
Dipende, perché se questa assenza di senso è inserita all’interno di un gioco particolare allora può anche sostenersi, se no no. Come posso sostenere che non c’è il senso se non posso definire il senso? Per esempio posso definirlo ma questa definizione sarà sempre arbitraria e quindi per dire che non c’è un senso io dovrò dare questa definizione che io ho deciso di stabilire. Chiaro il concetto? Anche per Roberto è chiarissimo il senso? Ecco perché dunque la religiosità nella malinconia, però avevamo interrotto che riguardava l’intervento dell’analista, che ho appena iniziato e che riguardava il porre le condizioni perché il depresso possa anziché attendersi da altro o da altri degli stimoli al suo desiderio cominciare a confrontarsi con il suo, senza occuparsi di quello altrui, che è un modo migliore per averci a che fare con il desiderio, perché dipendere da quello altrui è sempre piuttosto problematico, così come è problematico in ogni caso dipendere da altri, si è sempre come dire nelle mani degli umori altrui, che ora sono in un modo domani sono in quell’altro, dunque porre le condizioni perché possa accogliere il suo desiderio, senza attendere che altri o altro lo stimolino, perché in definitiva attende di essere stimolato, con tutto ciò che di erotico in questo può inserirsi fantasmaticamente inserirsi in taluni casi, il depresso attende che qualcosa o qualcuno lo stimoli. Che è una questione abbastanza bizzarra se considerate bene, però succede…il compito in questo caso, dell’analista non è semplicissimo perché il depresso è in attesa che qualcosa, qualcuno lo stimoli e immagina di essere nel giusto mantenendosi in questa posizione, e quindi attende, attende gli eventi favorevoli, sempre ovviamente lamentando la condizione attuale assolutamente insopportabile perché più degradata e si diceva, più deprimente possibile, però….
Intervento:…
Sì è quello che lui cerca di fare ma non riesce perché in ogni caso ciò che accade nell’immediato non riesce o non ha il potere sufficiente, certo sono condizioni contingenti, “sincroniciste” che lo distraggono dalla sua depressione, se l’appartamento in cui abita, per esempio, va a fuoco in quel momento la depressione cessa, però utilizzarlo come sistema per guarire dalla depressione è costosissimo, e anche pericoloso, così anche altri eventi lo distraggono da questo pensiero il quale però ovviamente ritorna, facevamo l’esempio tempo fa, un esempio banalissimo, per esempio durante le guerre queste ..l’ansia, angoscia, la depressione per lo più scompaiono, scompaiono perché le persone sono occupate a salvare la pelle e quindi hanno altro da fare, è nel momento di benessere e cioè quando i bisogni primari, cosiddetti sono soddisfatti che si comincia a pensare, se devo mettermi a riparo da un cecchino alla finestra non sto lì a meditare sul senso dell’esistenza a anche perché potrei perderla da un momento all’altra e quindi intanto mi metto al riparo e poi eventualmente quando sono poi sicuro ecco che i pensieri si riaffacciano, però…il depresso tutto sommato cerca qualche cosa del genere, qualcosa di molto forte che lo distragga che lo faccia andare in una direzione differente, che lo costringa come dicevo prima, ad esempio, a credere, credere che questa è la via e quindi gli dia il senso della sua esistenza, perché si chiede cosa sto a fare qui? La risposta naturalmente è nulla, perché? Ovvio che non sto a fare lì per nulla cioè non può trovare il senso delle cose, la stessa esistenza non ha nessun senso ovviamente, però ci si può affannare a cercarlo questo senso trovandosi in ogni sorta di paradossi e di rinvii logici indescrivibile perché chiaramente per trovare il senso occorre che sappia che cosa sto cercando e come lo so? Che se non so cosa cerco, sarà anche difficilissimo trovarlo, io devo sapere esattamente che cosa sia, come e quando so esattamente che cos’è? Che cosa mi garantirà? insomma si trova di fronte a questioni di una portata e di una vastità che lo costringono così come hanno costretto molti a riflettere in ben altro modo, e cioè che il senso è una figura retorica come tale varia CAMBIO CASSETTA poi si prende la cosa a cuore e quindi non riesce come si suol dire a prenderla a cuor leggero, sta malissimo, come in molti casi parlavamo a proposito dell’angoscia Kierkegaard e altre persone hanno riflettuto su questa condizione giungendo alla conclusione che la natura umana è così fatta che l’angoscia, la depressione per la sua condizione appunto è inevitabile, che gli umani sono una malagenia, infida, inaffidabile, malvagia ecco….
Intervento:…
Sì, e sai qual è per lo più? La delusione, questa può intervenire tanto più quanto la struttura teorica della religione è complessa e sofisticata, per esempio la delusione del cristianesimo è frequentissima, l’islamismo è molto più semplice, più rozzo teoricamente, come sistema teorico, e quindi offre meno spunti alla delusione cioè voi dovete fate quelle cinque cose: una volta all’anno alla mecca, non mangiare questo, insomma….tutto questo va bene in definitiva e poi Ins Allah, dio l’ha voluto, qualunque cosa accade, essendo molto semplice offre meno opportunità di riflettere sulla sua struttura ed è da lì che poi cominciano i problemi, i Padri della chiesa stessa hanno trovato non pochi problemi e alcuni di loro hanno incontrato la depressione per l’impossibilità, lo stesso Agostino, si lamenta…ecco una delusione generalmente come dicevo all’inizio è l’innesco, per esempio nel cristianesimo la delusione viene dal fatto che Gesù Cristo ha predicato in un certo modo e invece i preti fanno in un altro, questo è ciò che generalmente si enuncia…(….) sì no, certo anzi una volta venivano bruciati quelli che sostenevano le sette pauperistiche, i catari, i patari ecc…bruciati come eretici, questi sostenevano che Cristo era povero e quindi tutta la chiesa deve essere povera e allora li bruciavano, dovevano pur difendere il patrimonio della chiesa, che è costato il sangue questo patrimonio, mica niente, guerre di religione sanguinosissime…
Intervento: Nadia e la depressione
come dicevo all’inizio la cura farmacologica funziona ed è efficace ma sempre per tempi piuttosto limitati, è un po’ come quando si ha la febbre e si prende un febbrifugo, toglie la febbre però se ha qualche malanno non glielo cura, è così il Prozac, poi gli psicofarmaci in alcuni casi vengono manipolati dalle industrie farmaceutiche con delle sostanze che inducono, in alcuni casi è stato rilevato, inducono ad assuefazione perché le case farmaceutiche ci tengono moltissimo che i loro prodotti siano comperati e se uno smette è un danno. La casa per esempio che produce il Tavor è seccatissima se le persone smettono di prendere il Tavor, perché ha da pagare stipendi a migliaia di persone, dobbiamo lasciarle sul lastrico? Qui diventa un circolo vizioso e non ne usciamo più, per cui l’uso dello psicofarmaco è sempre problematico, a parte il fatto che in molti casi sono sostanze tossiche, creano anche dei problemi non indifferenti oltre all’assuefazione…Lei dice se una persona si rivolgesse a me? Un depresso. Se si rivolgesse a me un depresso, non farebbe male, perché, adesso le spiego il motivo, perché datosi che il mio mestiere è lo psicanalista è anche di questo che mi occupo, del depresso, laddove me lo chieda ovviamente, se no, no, non me ne occupo, sì perché una psicanalisi occorre che la si voglia fare, quindi occorre ci sia una domanda, nessuno psicanalista, neppure io potrei intervenire nei confronti di una persona che non ne vuole sapere, non potrei fare assolutamente niente, mentre con gli psicofarmaci sì, è molto più semplice, ma una psicanalisi no, occorre che la voglia fare cioè occorre che ci sia la volontà, il desiderio di affrontare il proprio discorso e quindi la propria storia, la propria vicenda, le proprie fantasie, paure ecc…poi certo ciò che inizio a fare è ciò che ho detto prima, cioè porre le condizioni perché questo desiderio che attende che sia stimolato da altro, sia accolto da lui. La condizione perché possa smetterla di aspettare che altri lo salvino, cioè di attendere il salvatore poi in definitiva, non è casuale che la depressione sia un male molto diffuso fra gli ebrei, proprio così come è configurata la religione ebraica, in attesa del salvatore, loro aspettano il profeta, il messia, da sempre perché non hanno riconosciuto quello che si è presentato come tale, e quindi non solo e quindi continuamente ricevono delle prove da dio che è testimone del fatto che non hanno soddisfatto al suo desiderio e quindi non sanno come devono fare, insomma sono preda in questo caso alla depressione, in alcuni casi perché non riescono a decifrare i segni di dio e ci sono delle crisi anche religiose, cosa vorrà dio da noi, perché continua a mandarci olocausti anziché cose bellissime e meravigliose? Cosa gli abbiamo fatto questa volta? Quindi non trovano un motivo, non trovano una spiegazione, un senso, esattamente…ad essere eletti bisogna farci attenzione…
Intervento Nadia
Intervento: bisogna mettere in gioco la depressione
Intervento Nadia
Intervento: la causa della depressione?
Qualunque cosa che poi abbia come effetto il rilevare l’assenza di interesse e di senso delle cose, può essere qualunque cosa. Anche una cosa banalissima che poi innesca una serie di meccanismi e conclude in quel modo, la causa così come di qualunque disagio, angoscia, depressione, può essere qualunque cosa potrei elencargliene alcune migliaia…che la causa non la troverà mai perché non è una causa è una quantità sterminata di elementi che hanno contribuito per costruire questa cosa, la causa di pernon c’è. Una volta ci speravano di trovare la causa facendo il percorso all’indietro, tornare indietro fino al punto scatenante, poi la raddrizzata e si ritorna e tutto funziona, non è come con i computer, si torna indietro, si disinstalla e si reinstalla, non funziona….
Intervento:
È un tornaconto perché qualunque cosa si produca in lei, nel suo discorso, è una produzione del suo discorso, supponiamo che lei abbia paura del buio, nessuno l’ha costretta ad averla, né alcuno la costringe in questo momento, è qualcosa che è sorta ad un certo punto in lei, senza sapere né come né perché, ma è una produzione del discorso in cui si trova. Lei ha creato questa paura del buio, una domanda legittima che può farsi e che molti si sono posti perché? Perché una persona si crea la paura del buio? Perché si produce l’ansia? Perché è depresso mentre potrebbe non esserlo visto che nessuno glielo ha chiesto e nessuno lo obbliga a farlo, perché lo fa? È una bella domanda (….) è il contrario non è che ha paura di non farcela perché potrebbe non importargliene niente allora perché ha paura di non farcela? Ma in definitiva la questione su cui poi si incentra tutta la psicanalisi è il rispondere a questo quesito, perché uno è depresso visto che nessuno lo costringe a farlo? Che se ne fa di questa depressione? A cosa gli serve? Rispondere a questa domanda comporta intendere tutta una serie di cose ovviamente e la psicanalisi fa esattamente questo, risponde a questo a cosa serve la depressione, una volta che lo sa, cessa di servire. Cessando di servire non ne ha più bisogno e quindi può dedicarsi ad altro, secondo l’occorrenza (….) più che il motivo direi la funzione a che cosa serve? Sì quando sa anche cosa serve la sua depressione allora non ha più la necessità di esserlo perché ha perduto il tornaconto diceva Freud, il tornaconto secondario (…) perché non sa a cosa serve lui immagina di sapere il motivo ma potrebbe benissimo non esserlo di fatto nessun depresso immagina che la sua depressione sia funzionale se la sia prodotta da sé per un buon motivo. Ecco quindi occorre che questa funzione che ha sia conosciuta non basta sapere qual è la causa per esempio io posso dire a una persona che ha paura del buio, che da piccolo qualcuno lo ha fatto spaventare, non era questa la causa della sua paura però posso dire guarda che tu sei spaventato perché da piccolo ti hanno fatto questo. Sì e allora non passa la paura del buio proprio per nulla, se no una psicanalisi durerebbe non più di un quarto d’ora, anzi che molti anni. Un quarto d’ora è più che sufficiente per spigare quali sono le questioni, anzi basterebbe molto meno: sono depresso. Bene non esserlo più. Semplice no? perché non funziona? Questa è la questione. Perché è funzionale a tutta una serie di altre cose che il depresso ignora e che una psicanalisi evidenzia e allora viene a sapere ” ecco perché serviva a questo questa è la sua funzione” può essere una qualunque però in molti casi la funzione della depressione è il potere per esempio mostrare, esibire al prossimo la propria sofferenza, la propria sofferenza farsi carico per esempio dei mali del mondo, perché io so che le cose vanno male, e io soffro e esibisce la sofferenza, però di motivi possono essercene infiniti…

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Come esposto nell’articolo “Gestire i carboidrati per definirsi” nel numero 57 di Olympian’s news, è molto importante fare attenzione alla quantità, al tipo e al momento di assunzione dei carboidrati per costruire un fisico magro e scolpito. Adesso guardiamo più da vicino l’utilizzo delle proteine, dell’acqua e dei grassi per definirsi.

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Per un bodybuilder che punta a costruire un corpo magro con una percentuale di grasso corporeo minima, un’assunzione intelligente di questi tre materiali nutritivi è molto importante. Fondamentalmente, per dimagrire si consiglia di assumere molte proteine e acqua e quantità moderate di grassi.
Proteine
Solo le proteine costruiscono i muscoli! I carboidrati e i grassi sono le fonti energetiche principali del corpo ma si può ottenere e costruire tessuto muscolare solo assumendo molte proteine. Le proteine non costruiscono solo i muscoli, anche alcuni ormoni sono composti da proteine, così come gli enzimi. Le proteine sono importanti anche per la forza del sistema immunitario, per una parte dell’emoglobina e per le pareti cellulari. Mangiare quantità enormi di proteine è particolarmente importante durante il ciclo di definizione, quando, in confronto al ciclo di massa, la quantità di carboidrati giornalieri si riduce drasticamente. Per dimagrire sono consigliati fra i 2,5 e i 4 g di proteine per chilogrammo di peso corporeo al giorno. Con un’assunzione così enorme, le proteine sono sufficienti per costruire nuovo tessuto muscolare magro durante l’allenamento per la definizione. Chi pesa 90 kg dovrebbe consumare 225-360 g di proteine al giorno! Se fate 6-8 pasti piccoli al giorno, non dovrebbe essere difficile assumere questa quantità di proteine.
Fonti particolarmente buone di proteine sono la carne rossa, le uova, il pollame e il pesce. Questi alimenti non solo contengono un’alta percentuale di proteine ma inoltre le proteine animali sono utilizzabili in modo più efficiente rispetto alle proteine vegetali per costruire i muscoli. La spiegazione risiede nella struttura e nella quantità degli amminoacidi, i mattoni costituenti delle proteine, presenti nelle fonti proteiche animali. Sono 20 gli amminoacidi che compongono le proteine. Di questi 20 amminoacidi, 8 sono essenziali: dato che il corpo non può produrli da solo devono essere assunti con il cibo. Facendo un confronto fra le proteine animali e quelle vegetali, le proteine animali sono superiori perché il corpo umano può usare le proteine proveniente dalle fonti animali come la carne in modo più efficace, rispetto per esempio alle proteine presenti nel riso o nei fagioli, per costruire i muscoli.
Le polveri proteiche e gli amminoacidi sono un modo efficace per assumere molte proteine facilmente. Per esempio, potete bere una o due bevande proteiche al giorno come spuntini nutritivi fra i pasti. È una buona idea anche assumere un po’ di amminoacidi subito dopo aver completato l’ultima serie di un allenamento. Assumeteli con un po’ d’acqua, fate la doccia e aspettate circa un’ora dopo l’allenamento prima di ingerire un pasto ricco di proteine insieme a un po’ di carboidrati complessi come il pollo con le verdure o il pesce e magari una porzione piccola di pasta.
Assumere molte proteine è consigliato anche per ottimizzare le reazioni ormonali del corpo necessarie per bruciare i grassi. Mangiando molte proteine e pochi carboidrati, il pancreas produce una quantità maggiore dell’ormone glucagone. Come l’insulina, il glucagone è secreto dal pancreas. Ma le funzioni dei due ormoni nel corpo sono molto diverse: l’insulina è un ormone lipogeno e il glucagone è un ormone che mostra un incremento della lipolisi, cioè il consumo del grasso corporeo depositato. I livelli di glucagone aumentano dopo l’ingestione di un pasto ricco di proteine e con pochi o zero carboidrati. Viste le capacità brucia grassi del glucagone, per dimagrire si consiglia di seguire una dieta ricca di proteine e povera di carboidrati.

Acqua
Un fattore importante quando si mangiano molte proteine è bere quantità enormi di acqua. A causa dell’alta assunzione di proteine, aumenta la produzione di ammoniaca, un prodotto di scarto del metabolismo proteico velenoso per le cellule. L’ammoniaca è trasformata in urea nel fegato ed è eliminata attraverso i reni. Aiutate quindi i reni a disintossicare il corpo. Alcuni bodybuilder bevono fino a 10 litri e oltre di acqua al giorno. In generale, bere 5-8 litri di acqua al giorno è sufficiente per la maggior parte degli atleti. Durante la mia preparazione per il Pro Natural World Championship 2000 di Atlantic City, ho bevuto 7,5 litri di acqua al giorno. Ho provato a berne fino a 10 litri ma per me erano troppi. Anche se la regola dice, “Più acqua bevete e meglio è”, determinate personalmente quanta acqua dovete bere per sentirvi bene e date al corpo quella quantità d’acqua tutti i giorni.
2L’acqua non solo disintossica l’organismo ma è anche molto importante per i muscoli. L’acqua rappresenta circa il 65% dei muscoli. Quindi è molto importante fornire ai muscoli grosse quantità di questo materiale nutritivo. Inoltre, più acqua bevete e più il corpo elimina acqua. Ciò è molto importante per ottenere quell’aspetto tirato, pulito e definito. Quando si beve troppa poca acqua il corpo tende a depositare i liquidi corporei. Ciò può tradursi in un aspetto gonfio che è disastroso per mostrare la definizione. L’unico momento in cui dovremmo ridurre l’assunzione d’acqua sono gli ultimi due giorni precedenti una gara o un servizio fotografico. Ne riparlerò più approfonditamente in un prossimo articolo per O.N.
Un altro punto da comprendere è che bere molta acqua impedisce l’addensamento del sangue. Un sangue denso influenza negativamente la potenza per l’allenamento. Quando il sangue si addensa, il trasporto di ossigeno e materiali nutrienti verso le cellule si riduce. Perciò, bere molta acqua fa rifornire efficacemente il corpo con ossigeno e materiali nutritivi, il risultato è una prestazione migliore nell’allenamento e una sensazione di benessere.
Quando seguite una dieta di dimagrimento e vi viene fame prima dellora di mangiare, combattete la fame bevendo dell’acqua.
Per soddisfare i fabbisogni di liquidi durante il dimagrimento è importante bere solo acqua, tè e caffè. Meglio evitare il latte, le limonate e i succhi di frutta. A causa della grande quantità di zuccheri, questi liquidi mostrano la tendenza a depositare acqua nel corpo e a rallentare il consumo dei grassi. Se non siete abituati a bere quantità di acqua così enormi, aumentatene lentamente la quantità giorno dopo giorno. Una buona strategia per ricordarsi di bere acqua e per avere l’acqua a portata di mano è mettere delle bottiglie d’acqua nei posti dove vi trovate spesso nel corso del giorno. Per esempio, mettete una bottiglia sulla scrivania, in macchina o accanto alla poltrona della televisione. Così vi ricorderete di bere l’acqua. Se la bevete regolarmente durante il giorno, non dovrebbe essere difficile bere la quantità necessaria di “essenza della vita”.

Grassi
Parliamo dell’assunzione di grassi. I grassi contengono più del doppio delle calorie per grammo in confronto alle proteine e ai carboidrati. Un grammo di grassi contiene circa 9 calorie mentre un grammo di carboidrati o di proteine contiene circa 4 calorie. Ma i grassi non sono i principali produttori di grasso corporeo. Come descritto nell’articolo “Gestire i carboidrati per definirsi” del numero di gennaio/febbraio di OLYMPIAN’S news, quel ruolo è ricoperto dai carboidrati. La cosa peggiore che si può fare durante una dieta di dimagrimento è mangiare troppi carboidrati del tipo sbagliato (cioè alimenti con indice glicemico alto) nel momento sbagliato del giorno, cioè nella seconda metà del giorno.
Quindi non preoccupatevi dell’assunzione di grassi durante il ciclo di definizione. Se assumete 60-100 g in totale di grassi siete a posto. Certo, non dovreste mangiare gli alimenti grassi come le salsicce grasse o la torta alla crema, ma scegliere invece come principali fonti di grassi le uova intere, la carne rossa, la frutta secca a guscio, il pesce e gli oli spremuti a freddo. Soprattutto i grassi vegetali presenti negli oli spremuti a freddo, come l’olio di oliva o l’olio di cardo, la frutta secca a guscio e i semi di girasole apportano al corpo una quantità eccellente di acidi grassi insaturi essenziali. Questi acidi grassi sono molto importanti per la buona salute e anche per la forza delle membrane cellulari. In conclusione, i grassi vegetali come quelli elencati sono particolarmente consigliati per completare le pietanze salubri e brucia grassi. Un vero pasto costruttore di muscoli senza la tendenza a farvi ingrassare è per esempio il pollo con un po’ di verdure e 2 o 3 cucchiaini di olio di oliva. Fortemente raccomandato per una dieta brucia grassi è il pesce d’acqua fredda come il merluzzo o il salmone.
3Il pesce non soltanto fornisce ai muscoli molte proteine di alta qualità, necessarie per la loro costruzione, ma è anche un modo eccellente per fornire al corpo i necessari acidi grassi molto salubri. Per esempio, il merluzzo è un alimento quasi puramente proteico senza grassi mentre il salmone contiene molte proteine e i cosiddetti acidi grassi omega-3. Questi acidi grassi mostrano effetti molto positivi per la salute del sistema cardiovascolare, grazie alla prevenzione dello sviluppo dell’arteriosclerosi e del deposito di calcio e colesterolo nelle arterie coronarie. L’assunzione giornaliera di una manciata di frutta secca a guscio, di 3-4 cucchiaini di olio vegetale spremuto a freddo e il consumo 3 o 4 volte alla settimana di pesce grasso d’acqua fredda come salmone, aringa o sardine, fornisce al corpo tutti gli acidi grassi salubri di cui ha bisogno.
La carne rossa e le uova contengono molte proteine e un po’ di grassi ma sono quasi prive di carboidrati. Quando si cerca di costruire un fisico definito, la carne rossa e le uova possono essere molto utili. La carne rossa e il tuorlo contengono, in confronto alle fonti di grassi vegetali, una quantità maggiore di acidi grassi saturi e di colesterolo. È però necessario riflettere sui vantaggi e i probabili svantaggi del consumo di questi alimenti. È vero che un’alta assunzione di grassi saturi potrebbe aumentare il rischio di sviluppo dell’arteriosclerosi. Ma sarebbe sbagliato descrivere il colesterolo come qualcosa da evitare completamente. Il colesterolo non soltanto è una sostanza essenziale, ciò significa che il corpo ne ha bisogno per funzionare al meglio, ma è anche necessario per produrre l’ormone maschile testosterone. Di sicuro drizzate le orecchie quando sentite parlare di testosterone. Come sapete, il testosterone è l’ormone caratteristico degli uomini. Costruisce i muscoli. I bodybuilder natural non assumono il testosterone sintetico o altri steroidi anabolizzanti, è quindi una decisione saggia fare uso delle possibilità naturali per aumentare i livelli di testosterone attraverso l’alimentazione adeguata. Oltre a integrare con il tribulus terrestris , mangiare la carne rossa e le uova è molto utile per il bodybuilder natural che vuole ottimizzare la produzione di testosterone del corpo.
Il corpo ha dei meccanismi di controllo molto sensibili per la regolazione dei livelli ematici di colesterolo. Questo significa che mangiando molto colesterolo il corpo riduce la sua produzione endogena di colesterolo nel fegato e nell’intestino tenue. Questo meccanismo di controllo rende certo che un forte consumo di colesterolo esterno attraverso il cibo non produca livelli di colesterolo ematico pericolosamente alti. I livelli di colesterolo aumentano soltanto se c’è una disfunzione nel meccanismo di regolazione di questi livelli, che ha origini genetiche. Comunque, per andare sul sicuro, è bene consultare il proprio medico e controllare i livelli di colesterolo ematico. Se ricevete il benestare del medico, fate della carne rossa e delle uova un elemento costante nella dieta per costruire un fisico magro e definito.

Lista di preferenza degli alimenti / Ciclo di definizione

Regolarmente

Raramente

Mai

Carboidrati

Verdure
Farina d’avena
Frutta
Riso
Budino di riso
Patate
Tagliatelle
Dolci
Pane

Proteine

Carne rossa
pollame
pesce
Uova
Polvere proteica
Amminoacidi
Yogurt magro
Formaggio magro
Salsicce
Latte

Grassi

Oli vegetali spremuti a freddo
Frutta secca a guscio
Semi di girasole
Tuorlo
Burro

Liquidi

Acqua
Caffè nero
Succo di verdure
Cola dietetica
Succo di frutta
Cola
Limonata
Alcol

Conclusione
Per dimagrire niente è meglio di una dieta con proteine, acqua e grassi. Assumete solo pochissimi carboidrati, circa 30-100 g al giorno, necessari per accertarsi che il metabolismo funzioni in modo ottimale. Con una dieta ricca di proteine e con grassi moderati, più enormi quantità d’acqua, il consumo di grassi è ottimizzato e raggiungerete l’obiettivo di una definizione super.
Come strumento finale di una dieta per dimagrire molto, date un’occhiata ad una lista dei cibi (qui sopra) che dovreste mangiare regolarmente, raramente e mai durante il ciclo di definizione.

integratori per la definizione della massa muscolare

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volete sentirvi veramente felici nel vostro corpo?

Non riesci a perdere quei chili di troppo?

Trovate difficile dire di no quando vi vogliono riempire il piatto per la seconda volta?

Siete scoraggiati se pensate alle vostre abitudini alimentari e al vostro peso?

In questa pagina troverete alcuni consigli che ho trovato molto utili sul libro posso far dimagrire di Paul Mc Kenna:

Lui dice: dimenticatevi delle diete. Per sempre. Le diete non sono altro che un buon esercizio per ingrassare e sentirsi dei falliti. Tutti quelli che hanno provato stare a dieta infatti hanno provato sulla loro pelle è l’effetto glieli ho ovvero perdere peso non può riacquistarlo, perdere peso e può riacquistarlo questo dovuto al fatto che la natura ha creato il nostro metabolismo in modo che si sappia regolare a seconda delle condizioni in cui si trova. Questo significa che se ci troviamo in una situazione dove è difficile reperire del cibo, allora il nostro metabolismo si abbassa automaticamente in modo di poter sopravvivere anche in quelle condizioni vicine.

Chi infatti è abituato a mangiare molto, è ingerire molte calorie ogni giorno, avrà un metabolismo basale molto alto perché è il proprio corpo sa che non ci sono problemi a reperire cibo quindi non si preoccupa di limitarne il consumo biologico. Tutto ciò, utile in natura, si ritorce contro di noi quando facciamo delle diete troppo restrittive perché il nostro corpo dopo i primi periodi di dieta modifica il proprio metabolismo basale vendendo ad allinearlo in termini di consumo alle calorie che vengono introdotte giornalmente, cioè se facciamo una dieta da 1300 calorie giornaliere dopo qualche periodo il nostro corpo tenderà a non consumare più di quelle 1300 calorie al giorno. Quando il nostro corpo arriva ad equilibrare il proprio metabolismo basale alle calorie che vengono prodotte giornalmente la dieta di fatto perde il suo effetto cioè smettiamo di dimagrire. In più si verificano molti altri effetti collaterali che tutti conosciamo perfettamente. Nel suo studio sulla privazione di cibo degli esseri umani durante la seconda guerra mondiale, il ricercatore biologo Ancel Keys scoprì che riducendo le dita di un uomo a uno stato quasi di deprivazione del cibo siano come conseguenza sintomi di irritabilità, perdita di energia e comportamento ossessivo verso il cibo, portandolo perfino, ma non soltanto, a mentire e rubare. Ancor di più, nei tre mesi successivi alla fine del periodo di deprivazione, quando ormai il soggetto poteva mangiare quello che voleva, l’ossessione verso il cibo perdurava. Molti mangiavano fino a otto volte di più di quanto facevano prima di iniziare lo studio. Quel esperimento, documentato nel saggio “the Biology of starvasion” cioè la biologia della fame di Ancel Keys pubblicato negli anni 50 è considerato irripetibile in quanto privare di proposito qualcunodel cibo sarebbe crudele inumano; ma c’è un fatto interessante: le razioni di semi deprivazione adottate nello studio originario erano di circa 1500 calorie al giorno cioè, più di quanto venga ammesso da una qualsiasi delle migliaia di dieta attualmente in voga. Tutto questo per dimostrare che privarsi del cibo è il peggior modo per dimagrire; se quello che state facendo non funziona allora dovete fare qualcosa di diverso

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Il diabete è una malattia del metabolismo glucidico, e viene normalmente distinto in:

Diabete mellito insulino-dipendente (IDDM)
Questa forma predomina nei bambini, negli adolescenti e nei giovani adulti, ed è caratterizzata dalla distruzione delle cellule beta del pancreas, responsabili della secrezione di insulina (ormone necessario perché i tessuti possano utilizzare il glucosio nel sangue).
- Diabete mellito non insulino-dipendente (NIDDM)
E’ la forma di diabete più diffusa in tutti i Paesi ed è correlata all’età, con massima incidenza tra i 50 – 80 anni; inoltre non risulta associata ad alcuna anomalia del pancreas.
All’interno della comunità scientifica, l’obesità è stata ampiamente accettata come fattore di rischio favorente questo tipo di diabete. Ciò è dovuto al fatto che l’obesità induce resistenza all’azione dell’insulina.
Nel diabete “senile” il ruolo della dieta è fondamentale sia per quanto riguarda la cura preventiva, sia quella curativa.
Sia nel “diabete giovanile”, sia in quello “senile”, le cellule dell’organismo non sono capaci di utilizzare regolarmente e in modo corretto il glucosio. Questo mancato utilizzo del glucosio cellulare provoca il suo accumulo nel sangue.
Se l’iperglicemia raggiunge valori elevati, il glucosio viene eliminato con le urine. Tutto questo spiega la notevole sete del diabetico, costretto ad ingerire molti liquidi e ad eliminare notevole urina per espellere il glucosio presente nel sangue.

Indicazioni dietetiche

Nella cura del diabete, è molto importante il raggiungimento di due obiettivi fondamentali, che sono il controllo della glicemia (attraverso la dieta), e la prevenzione delle gravi complicanze che la malattia comporta.
La pratica di una corretta alimentazione deve pertanto osservare:

un basso apporto di zuccheri semplici (non superiore al 5% delle calorie giornaliere totali);
un apporto calorico adeguato al peso e alle necessità fisiologiche;
un apporto elevato di fibre;
grassi e proteine in funzione delle condizioni metaboliche.
La ripartizione dei nutrienti deve essere costituita, rispetto alle calorie totali, da: 50 – 55% di glucidi, di cui circa il 90% costituiti da amido, e la restante parte da zuccheri no insulino-dipendenti (fruttosio, sorbitolo, xilitolo) e fibre; 25 – 30% di lipidi, di cui i 2/3 di origine vegetale; 15% di proteine (preferire quelle vegetali).
Il consumo di cibi integrali (ricchi di fibra) è importante perché conferisce senso di sazietà e rallenta l’assorbimento intestinale del glucosio.
La suddivisione dei pasti nella giornata è di fondamentale importanza, e può arrivare fino a 5 – 6 nei pazienti in trattamento insulinico.

Dott.ssa Fabiola Sanfilippo
DIETISTA
www.educazioneallasalute.net

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Con il termine obesità si intende un aumento di peso corporeo di oltre il 20% rispetto al peso ideale stabilito in rapporto a sesso, età e altezza. Tale condizione rappresenta attualmente la più diffusa patologia da malnutrizione nelle società occidentali, ed è dovuta, generalmente, all’assunzione di nutrienti in quantità cronicamente superiore al fabbisogno individuale.
Il significato clinico e sociale è senza dubbio rilevante, dal momento che l’obesità, soprattutto di grado elevato, si associa a molte complicanze, sia mediche che chirurgiche, spesso invalidanti.
Si distinguono un’ obesità essenziale e una secondaria, cioè conseguente ad altri stati morbosi.
L’ obesità essenziale è la più frequente, ed è determinata sostanzialmente da uno squilibrio tra introduzione calorica alimentare in eccesso e da un diminuito consumo di energie con l’attività fisica. La terapia di questo tipo di obesità è dietetica, e solo in rari casi è utile l’associazione di farmaci.
L’  obesità secondaria, invece, può essere dovuta a:

  1. lesioni ipotalamiche con conseguente alterazione del senso di fame e di sazietà;
  2. ipotiroidismo;
  3. ipogonadismo;
  4. policistosi ovarica;
  5. sindrome di Cushing;
  6. diabete mellito;
  7. insulinoma.

La terapia prevede, naturalmente, la cura della malattia di base.
Per standardizzare la diagnosi di obesità nei diversi paesi, negli ultimi anni è divenuto comune l’impiego dell’Indice di Massa Corporea (BMI, acronimo della terminologia anglosassone Body Mass Index). Il BMI è un indice espresso come peso in chilogrammi diviso per il quadrato dell’altezza espressa in metri (kg/m2).
Una delle più accettate classificazioni in base alle categorie di peso è quella riportata in tabella:

Classificazione

Classe di
obesità

BMI

Sottopeso

<18,5

Normopeso

18,5-24,9

Sovrappeso

25-29,9

Obesità lieve

I

30-34,9

Obesità moderata

II

35-39,9

Obesità grave

III

>40

L’obesità può essere considerata come una condizione morbosa con cause multifattoriali, tra le quali una predisposizione genetica, i fattori ambientali, lo stile di vita, fattori psicologici e socio-culturali.
- Predisposizione genetica e fattori ambientali: molti studi hanno dimostrato che i FATTORI GENETICI hanno un ruolo importante nel determinare l’OBESITA’. Anche l’AMBIENTE in cui viviamo (abitudini familiari) può favorire l’aumento di peso; ad esempio, un bambino obeso, se vive in una famiglia con adulti obesi, avrà molte più probabilità di diventare un adulto obeso.
- Stile di vita: basta avere un corretto stile di vita per controllare il proprio peso, cioè fare attenzione a cosa si mangia, e praticare attività fisica giornaliera e costante.
- Fattori psicologici e socio-culturali: la fame è regolata da meccanismi fisiologici che ne bloccano lo stimolo una volta che l’organismo si è nutrito a sufficienza. In alcuni casi, tali processi vengono alterati da comportamenti alimentari irregolari che inevitabilmente sfociano nellobesità. Associati all’obesità, ci possono essere sintomi psicopatologici quali:

ANSIA
DEPRESSIONE
SCARSA AUTOSTIMA
INSODDISFAZIONE CORPOREA
RELAZIONI INTERPERSONALI PROBLEMATICHE
DIFFICOLTA’ NEL GESTIRE LE EMOZIONI
In realtà, dal punto di vista psicologico, come da quello medico, l’obesità si presenta come un quadro estremamente complesso.
Secondo una utile classificazione che tiene conto sia del comportamento alimentare sia dell’assetto cognitivo ed emotivo, si possono individuare tre principali tipologie di soggetti obesi:

gli iperfagici prandiali
i grignotteurs
i binge eaters
L’iperfagia prandiale è un tratto psicologico e comportamentale che si caratterizza per l’assunzione di grandi quantità di cibo prevalentemente durante i pasti. Si tratta di un profilo caratterizzato dal piacere per il cibo, dal controllo sulle quantità assunte, dall’aspetto prevalentemente conviviale legato ai pasti e dalla assenza di malessere psicologico legato all’assunzione degli alimenti stessi.
L’iperfagia prandiale è spesso il risultato di consolidate abitudini familiari, ed è non di rado associata a stereotipi culturali. Gli eccessi alimentari durante i pasti possono determinare l’insorgenza di una obesità marcata qualora tale comportamento sia frequente, ma il peso può rimanere entro i limiti del sovrappeso (BMI<30) se esso risulta episodico.
Si possono distinguere due categorie di iperfagici prandiali: i golosi e i divoratori. I golosi amano il cibo e tutto quello che ne permette una assunzione il più possibile appagante, a cominciare dalla compagnia con cui si va a tavola. I divoratori invece tendono a privilegiare la quantità sulla qualità, raramente preparano i piatti che poi consumeranno in compagnia, mangiano più velocemente dei golosi senza peraltro perdere il controllo sulla quantità.
Per grignottage si intende il “mangiucchiare” piccole quantità di cibo, soprattutto dolci e grassi, quindi alimenti altamente calorici, durante buona parte della giornata. Il grignotteur, così come l’iperfagico prandiale, mangia lentamente e apprezza quello che sta mangiando, a differenza del primo però, spesso mangia in risposta a noia, ansia o malesseri fisici vari.
Il binge eating disorder (o disturbo da alimentazione incontrollata) è invece una sindrome molto più grave e complessa dal punto di vista psicologico. Il comportamento alimentare di questi soggetti è caratterizzato da abbuffate episodiche (del tutto simili a quelle dei pazienti affetti da bulimia nervosa) accompagnate da perdita di controllo e seguite da deflessioni dell’umore. Per abbuffata si intende un episodio alimentare caratterizzato dall’introduzione di una grande quantità di cibo (assai superiore a quella che la maggior parte delle persone mangerebbe in un periodo di tempo e in circostanze simili) accompagnata dalla sensazione di perdita del controllo.
Tuttavia, oltre alle abbuffate, questi pazienti presentano un disordine alimentare tale per cui non sono in grado di sistematizzare il loro comportamento alimentare, sia nei periodi liberi da abbuffate, sia durante i momenti della giornata in cui l’abbuffata si verifica. Questi soggetti, tendono ad avere un’obesità di grado elevato.
Queste sono tre tipologie di soggetti di cui si parla poco, rispetto agli anoressici e ai bulimici, ma che dovrebbero essere conosciuti perché rappresentano l’inizio dellobesità, una malattia ancora più difficile da curare, soprattutto quando si sono già sviluppate le sue molteplici complicanze.

Dott.ssa Fabiola Sanfilippo
DIETISTA
www.educazioneallasalute.net

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S’intende per metabolismo basale il numero delle calorie che un individuo a digiuno da almeno 12 ore, in riposo assoluto, e1 conveniente coperto, in un ambiente alla temperatura costante di 18 °C, è capace di liberare nelle 24 ore. Il metabolismo basale si aggira, per un uomo adulto, intorno alle 1640 calorie e corrispondente al minimo di energia necessaria per mantenersi in vita. Nell’individuo in attività, è chiaro che alle calorie del metabolismo basale si devono aggiungere quelle spese per i processi digestivi, per il lavoro muscolare, intellettuale, ecc..Si arriva così ad un valore medio – sempre per l’individuo adulto che compie un lavoro moderato – di 3000 calorie, fabbisogno energetico assicurato appunto per la razione alimentare quotidiana.

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La gastrite è determinata da una infiammazione più o meno diffusa dello stomaco, dovuta a varie cause quali:

  1. abitudini alimentari scorrette: l’assunzione di cibi piccanti, frutti di mare, caffé o alcolici possono irritare lo stomaco e quindi vanno limitati o eliminati dalla dieta;
  2. assunzione errata di farmaci: l’aspirina o altri antidolorifici tendono ad attaccare la mucosa gastrica e quindi vanno presi sempre a stomaco pieno;
  3. stati ansiosi: le forti emozioni e l’ansia possono spingere lo stomaco a produrre più acido del necessario, irritandone così la mucosa.

Le forme lievi di gastrite tendono a risolversi spontaneamente, mentre quelle più gravi si curano con farmaci antiacidi e antisecretivi.
Se la gastrite viene trascurata, questa può evolversi in ulcera, cioè una ferita nella mucosa gastrica. L’ulcera gastro-duodenale si riscontra frequentemente e consiste in una vera e propria erosione delle pareti dello stomaco e del duodeno.

Indicazioni dietetiche

E’ consigliabile prevenire la gastrite attraverso la dieta, eliminando dalla propria alimentazione i cibi responsabili di tale disturbo: vino, liquori, caffé, spezie, ecc.. Anche se i grassi sono tollerati, vanno eliminate tutte le fritture.
L’ulcera, oggi, viene curata soprattutto con i farmaci, mentre in passato veniva praticata una dieta estremamente rigorosa e protratta nel tempo.
Attualmente vanno seguite delle regole meno rigide e generalmente valide come:

    • fare pasti non abbondanti ma frequenti;
    • evitare gli alimenti che causano acidità o bruciore (caffè, alcol, cioccolato, fritture, ecc.);
    • evitare cibi troppo caldi o troppo freddi;
    • mangiare lentamente e con calma per avere un corretto rapporto con il cibo.
  1. Dott.ssa Fabiola Sanfilippo
    DIETISTA

    www.educazioneallasalute.net

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La dieta per dimagrire in senso assoluto non esiste. Ogni individuo possiede un proprio metabolismo, un personalissimo motore muscolare e un unico stato emozionale, in grado di influenzare in modo sostanziale il fabbisogno calorico.
Per dimagrire, è necessario conoscere a quali condizioni il sistema è adattato, in termini nutrizionali e con quali conseguenze. Si dividono tre possibilità.
1 – Il peso lipidico è calato nell’ultimo trimestre.
In questo caso la dieta è ipocalorica, la lipolisi è in corso. In questa condizione ogni modifica all’aspetto nutrizionale potrebbe dimostrarsi un errore. La pazienza ed una moderata attività motoria aiuteranno il dimagrimento.
2 – Il peso lipidico è stazionario da un trimestre.
E’ la classica condizione di stallo. Le calorie spese coincidono con quelle assorbite, il peso è stazionario, non sale e non scende. In questa condizione, abitualmente consiglio di non modificare la dieta in modo rilevante ma di aumentare il consumo calorico attraverso attività motorie “divertenti”:
Una piacevole passeggiata, abbinando qualcosa di carino, una conversazione, la visione di vetrine, meditare immersi dalla natura…
Una pedalata in bicicletta, una seduta d’attività aerobica “soft”, l’allenamento a circuito o altre attività equivalenti. Il divertimento nell’espletamento di queste attività è importantissimo. Non saranno eventi episodici ma piacevoli ed efficaci abitudini ad innalzare il metabolismo, a costruire tessuto metabolicamente attivo.
Nel caso di una persona dinamica e non sedentaria, il consiglio è di rivedere l’aspetto nutrizionale, sia dal punto di vista qualitativo, limitando gli alimenti “proibiti”, che quantitativo, riducendo del 10% tutte le quantità.
3 – Il peso lipidico è aumentato nell’ultimo trimestre.
E’ la classica situazione di chi dovrebbe magiare un poco meno. Capita che condizioni di vita “stressante”, alterino sensibilmente la percezione della realtà. Sembra di ingrassare senza mangiare più del solito, siamo conviti che s’ingrassa solo a guardare il cibo. In realtà il cibo è ingerito veramente ed in quantità, purtroppo, eccessive rispetto il fabbisogno. Consiglio di annotare su un taccuino ogni alimento mangiato nella giornata e nella notte; con sorpresa e stupore, riceveremo dal manoscritto la dimensione del reale. Sorvolando gli aspetti psicologici che vorrei trattare in uno spazio diverso, le regole principali sono:
Limitate, senza intristirvi, i cibi che palesemente sono “proibiti”: brioches, dolci, gelati di crema, panna, formaggi, salumi, condimenti ecc.
Diminuite le quantità di cibo di circa il 10%. Un sistema è usare piatti piccoli. La sensazione di avere il piatto pieno rimane inalterata e la quantità è inferiore.
Evitate di associare contemporaneamente la riduzione di calorie introdotte con la spesa energetica di un’attività motoria. Entrambi gli stress potrebbero sommati dimostrarsi eccessivi, anche se uno spiccato entusiasmo lo consiglierebbe. Introducete un’attività motoria dopo trenta giorni dall’inizio della nuova dieta. Quando inizierete l’allenamento, limitate le sedute a due allenamenti di trenta minuti la settimana per il primo mese, se non siete persone dinamiche. Aumentate il tempo di permanenza in palestra gradualmente fino ad un’ora, massimo un’ora ed un quarto, con gradualità nei mesi successivi.

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COLAZIONE

- 120 gr. di ricotta fresca
- ½ frutto fresco oppure 1 cucchiaino di marmellata
- cannella
- tè verde o bianco in foglie

– latte ml.200 + caffè
- 3 mandorle oppure 10 pinoli, oppure 8 pistacchi, oppure 2 noci, oppure 3 nocciole
- 1 yogurt bianco magro
- cannella

- gr.250 di yogurt bianco magro
- 3 mandorle oppure 10 pinoli, oppure 8 pistacchi, oppure 2 noci, oppure 3 nocciole
- 1 cucchiaino di marmellata o miele
- cannella
- the bianco o verde in foglie

CONSUMARE OGNI MATTINA UNA COLAZIONE DIVERSA TRA QUELLE INDICATE

SPUNTINO
mattutino – pomeridiano
scegliere tra queste soluzioni:

125 gr. di yogurt bianco magro
20 gr. di parmigiano + ½ frutto fresco oppure gr.20 di pane integrale
200 ml di latte parzialmente scremato + caffè
gr.80 di ricotta + ½ frutto fresco

PRANZO

- gr.30 di un carboidrato da scegliere nella tabella dei carboidrati
N.B. cercare di variare quanto più possibile

- tra le proteine scegliere:
a – carne bianca (coniglio, pollo, tacchino): gr. 120 – 2\3 volte alla settimana

b – pesce fresco ( spigola, dentice, merluzzo ecc.): gr.160 – 3\4 volte alla settimana

c – tonno al naturale oppure gr. 90 – 1 volta alla settimana
sgombro oppure
sardine oppure
salmone affumicato o in scatola

3 – 1 verdura cruda + 1 verdura cotta a volontà

4 – 2 cucchiai di olio vergine i oliva

5 – 1 frutto fresco di stagione

2-3 volte alla settimana sostituire a pranzo il carboidrato con 1 di questi alimenti:

melone
cocomero
banana
ciliegie
fragole
uva
fichi
carote
rape rosse

CENA

- tra i carboidrati scegliere :
– gr. 20 di pane oppure
– gr. 30 di riso, orzo perlato, avena oppure
– gr. 150 di patate oppure
– gr. 60 di mais in scatola oppure
– gr. 10 di pane grattugiato, griselle, carasau

tra le proteine scegliere:

– carne (maiale magro, manzo, faraona, pollo, ecc.) gr.120 1 volta alla settimana

– pesce fresco gr.160 2 volte alla settimana

– prosciutto(crudo o cotto), bresaola, speck gr.75 1 volta alla settimana

– formaggio (mozzarella, caciotta, tomino) gr.110 1 volta alla settimana

– tonno o salmone gr.90 1 volta alla settimana

– uova 2 1 volta alla settimana

- 1 verdura cruda e 1 verdura cotta

– 1 frutto di stagione

LEGUMI

(fagioli, ceci, piselli, fave, cicerchie, lenticchie)

- legumi secchi gr.60

- legumi freschi o surgelati gr.120

- legumi in scatola gr.150

I legumi bisogna consumarli 2\3 volte alla settimana unendoli ad 1 alimento proteico nelle proporzioni indicate. Esempio a cena:

gr.120 di piselli freschi + gr.160 di seppie al pomodoro

oppure:

gr.150 di fagioli in scatola + gr.90 di tonno conservato

aggiungere verdura cruda o cotta ed 1 frutto fresco

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