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Articoli marcati con tag ‘intestino’

A alla fine dopo tutto ci siamo riusciti: mi hanno operato e ora ho un bypass gastrico. Anzi un bypass gastrointestinale. Ora il mio stomaco di fatto ha le dimensioni di una tazzina da caffe’ e la prima parte del mio intestino e’sollevata dall’incarico digestivo, il cibo dallo stomaco la salta per andare direttamente nell’intestino piu’ avanti.

Il risveglio dall’anestesia e’ stato in terapia intensiva a causa dei miei problemi di apnea notturna e quindi non avevo i miei cari vicino ma una serie di medici e di infermieri preparatissimi ad assistermi. Meno poetico ma molto piu’ utile ;-)

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In questo tipo di intervento viene creata una piccola tasca gastrica del volume di 15-20 ml che salta la prima parte dell’intestino tenue.
Viene apportata con questo tipo di intervento una perdita del 65% del perso in eccesso. Si ha inoltre, nella maggior parte dei casi, la
risoluzione del diabete mellito di tipo 2.
Questa tecnica apporta sia dei vantaggi che anche degli svantaggi.
Apporta, infatti, una riduzione dell’introito alimentare, dovuta ad un senso di sazietà precoce indotto dalle piccole dimensioni della tasca
gastrica. Insieme a questa vi è anche una riduzione dell’appetito dovuta all’alterazione del metabolismo di alcuni ormoni.
Tra gli svantaggi di questo intervento possiamo riscontrare una diminuzione dell’assorbimento dei grassi e di alcune vitamine, sopratutto quelle
liposolubili.
Dopo l’intervento il paziente dovrà seguire una dieta povera di zuccheri semplici e alcol. Inoltre, per far fronte al malassorbimento in vitamine
e minerali, bisognerà far uso di integratori alimentari vitaminici. Anche nel caso di questo tipo di intervento la mortalità registrata è molto bassa
si aggira infatti intorno allo 0,5%.

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I grandi obesi, ovvero quelli con IMC superiore a 35,
soffrono spesso anche di altri disturbi quali
il diabete, l’ipertensione,
l’insufficienza cardiopolmonare e l’artrite. Gli interventi di chirurgia

bariatrica permettono la durevole perdita di peso che supera i 50 kg ed inoltre
hanno il grosso vantaggio
di migliorare il diabete di tipo 2.
La chirurgia
bariartica è una tecnica sicura in quanto la mortalità, a 3 mesi
dall’intervento, è inferiore all’1%
qualora l’intervento sia stato eseguito in
centri di eccellenza.
Le principali tecniche di questa chirurgia sono 2:
bendaggio gastrico aggiustabile e il bypass gastrico.
Il bendaggio gastrico
aggiustabile può essere paragonato ad un grosso elastico posizionato nella
parte alta dello
stomaco e fa sì che il cibo si fermi al di sopra dell’elastico
e e vi rimanga finché non viene digerito.
Il paziente operato di bendaggio
gastrico aggiustabile, dimagrisce perché pratica una dieta ipocalorica, ma,
diversamente dalla
dieta classica non “soffre la fame” perche si sente sazio
con minime quantità di cibo
Mentre il bypass gastrico consiste nella creazione
di una piccola tasca comunicante con l’intestino attraverso un apertura
di
circa un cm. E’ un intervento più invasivo rispetto al bendaggio gastrico,ma è anche uno tra gli interventi più diffusi nel mondo in particolar modo negli
Stati Uniti.

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Per stitichezza si intende una diminuzione della frequenza delle evacuazioni, caratterizzata dal passaggio difficoltoso di feci dure e secche, rimaste a lungo nell’intestino.
Dal punto di vista medico, si parla di stitichezza o stipsi quando la frequenza delle evacuazioni è inferiore a tre volte la settimana, e vengono espulsi meno di 35 g di feci per volta. Le cause di questo disturbo, favorito dalla vita sedentaria e dalla dieta povera in fibre, sono molteplici.

Indicazioni dietetiche

Nella maggioranza dei casi un’alimentazione corretta può risolvere la stitichezza: basta consumare cibi ricchi in fibre vegetali, come frutta fresca, verdura in abbondanza, legumi, prodotti integrali (pane, pasta, riso, fette biscottate, ecc..), eventualmente integrando anche crusca, avena, orzo, miglio.
Consumare fibra alimentare è il sistema più naturale per aumentare il volume delle feci e stimolare i movimenti peristaltici. Bisogna inoltre aumentare il consumo di acqua naturale e incrementare l’attività fisica quotidiana con passeggiate, o altri sport ed esercizi aerobici.

Dott.ssa Fabiola Sanfilippo
DIETISTA
www.educazioneallasalute.net

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Come esposto nell’articolo “Gestire i carboidrati per definirsi” nel numero 57 di Olympian’s news, è molto importante fare attenzione alla quantità, al tipo e al momento di assunzione dei carboidrati per costruire un fisico magro e scolpito. Adesso guardiamo più da vicino l’utilizzo delle proteine, dell’acqua e dei grassi per definirsi.

1
Per un bodybuilder che punta a costruire un corpo magro con una percentuale di grasso corporeo minima, un’assunzione intelligente di questi tre materiali nutritivi è molto importante. Fondamentalmente, per dimagrire si consiglia di assumere molte proteine e acqua e quantità moderate di grassi.
Proteine
Solo le proteine costruiscono i muscoli! I carboidrati e i grassi sono le fonti energetiche principali del corpo ma si può ottenere e costruire tessuto muscolare solo assumendo molte proteine. Le proteine non costruiscono solo i muscoli, anche alcuni ormoni sono composti da proteine, così come gli enzimi. Le proteine sono importanti anche per la forza del sistema immunitario, per una parte dell’emoglobina e per le pareti cellulari. Mangiare quantità enormi di proteine è particolarmente importante durante il ciclo di definizione, quando, in confronto al ciclo di massa, la quantità di carboidrati giornalieri si riduce drasticamente. Per dimagrire sono consigliati fra i 2,5 e i 4 g di proteine per chilogrammo di peso corporeo al giorno. Con un’assunzione così enorme, le proteine sono sufficienti per costruire nuovo tessuto muscolare magro durante l’allenamento per la definizione. Chi pesa 90 kg dovrebbe consumare 225-360 g di proteine al giorno! Se fate 6-8 pasti piccoli al giorno, non dovrebbe essere difficile assumere questa quantità di proteine.
Fonti particolarmente buone di proteine sono la carne rossa, le uova, il pollame e il pesce. Questi alimenti non solo contengono un’alta percentuale di proteine ma inoltre le proteine animali sono utilizzabili in modo più efficiente rispetto alle proteine vegetali per costruire i muscoli. La spiegazione risiede nella struttura e nella quantità degli amminoacidi, i mattoni costituenti delle proteine, presenti nelle fonti proteiche animali. Sono 20 gli amminoacidi che compongono le proteine. Di questi 20 amminoacidi, 8 sono essenziali: dato che il corpo non può produrli da solo devono essere assunti con il cibo. Facendo un confronto fra le proteine animali e quelle vegetali, le proteine animali sono superiori perché il corpo umano può usare le proteine proveniente dalle fonti animali come la carne in modo più efficace, rispetto per esempio alle proteine presenti nel riso o nei fagioli, per costruire i muscoli.
Le polveri proteiche e gli amminoacidi sono un modo efficace per assumere molte proteine facilmente. Per esempio, potete bere una o due bevande proteiche al giorno come spuntini nutritivi fra i pasti. È una buona idea anche assumere un po’ di amminoacidi subito dopo aver completato l’ultima serie di un allenamento. Assumeteli con un po’ d’acqua, fate la doccia e aspettate circa un’ora dopo l’allenamento prima di ingerire un pasto ricco di proteine insieme a un po’ di carboidrati complessi come il pollo con le verdure o il pesce e magari una porzione piccola di pasta.
Assumere molte proteine è consigliato anche per ottimizzare le reazioni ormonali del corpo necessarie per bruciare i grassi. Mangiando molte proteine e pochi carboidrati, il pancreas produce una quantità maggiore dell’ormone glucagone. Come l’insulina, il glucagone è secreto dal pancreas. Ma le funzioni dei due ormoni nel corpo sono molto diverse: l’insulina è un ormone lipogeno e il glucagone è un ormone che mostra un incremento della lipolisi, cioè il consumo del grasso corporeo depositato. I livelli di glucagone aumentano dopo l’ingestione di un pasto ricco di proteine e con pochi o zero carboidrati. Viste le capacità brucia grassi del glucagone, per dimagrire si consiglia di seguire una dieta ricca di proteine e povera di carboidrati.

Acqua
Un fattore importante quando si mangiano molte proteine è bere quantità enormi di acqua. A causa dell’alta assunzione di proteine, aumenta la produzione di ammoniaca, un prodotto di scarto del metabolismo proteico velenoso per le cellule. L’ammoniaca è trasformata in urea nel fegato ed è eliminata attraverso i reni. Aiutate quindi i reni a disintossicare il corpo. Alcuni bodybuilder bevono fino a 10 litri e oltre di acqua al giorno. In generale, bere 5-8 litri di acqua al giorno è sufficiente per la maggior parte degli atleti. Durante la mia preparazione per il Pro Natural World Championship 2000 di Atlantic City, ho bevuto 7,5 litri di acqua al giorno. Ho provato a berne fino a 10 litri ma per me erano troppi. Anche se la regola dice, “Più acqua bevete e meglio è”, determinate personalmente quanta acqua dovete bere per sentirvi bene e date al corpo quella quantità d’acqua tutti i giorni.
2L’acqua non solo disintossica l’organismo ma è anche molto importante per i muscoli. L’acqua rappresenta circa il 65% dei muscoli. Quindi è molto importante fornire ai muscoli grosse quantità di questo materiale nutritivo. Inoltre, più acqua bevete e più il corpo elimina acqua. Ciò è molto importante per ottenere quell’aspetto tirato, pulito e definito. Quando si beve troppa poca acqua il corpo tende a depositare i liquidi corporei. Ciò può tradursi in un aspetto gonfio che è disastroso per mostrare la definizione. L’unico momento in cui dovremmo ridurre l’assunzione d’acqua sono gli ultimi due giorni precedenti una gara o un servizio fotografico. Ne riparlerò più approfonditamente in un prossimo articolo per O.N.
Un altro punto da comprendere è che bere molta acqua impedisce l’addensamento del sangue. Un sangue denso influenza negativamente la potenza per l’allenamento. Quando il sangue si addensa, il trasporto di ossigeno e materiali nutrienti verso le cellule si riduce. Perciò, bere molta acqua fa rifornire efficacemente il corpo con ossigeno e materiali nutritivi, il risultato è una prestazione migliore nell’allenamento e una sensazione di benessere.
Quando seguite una dieta di dimagrimento e vi viene fame prima dellora di mangiare, combattete la fame bevendo dell’acqua.
Per soddisfare i fabbisogni di liquidi durante il dimagrimento è importante bere solo acqua, tè e caffè. Meglio evitare il latte, le limonate e i succhi di frutta. A causa della grande quantità di zuccheri, questi liquidi mostrano la tendenza a depositare acqua nel corpo e a rallentare il consumo dei grassi. Se non siete abituati a bere quantità di acqua così enormi, aumentatene lentamente la quantità giorno dopo giorno. Una buona strategia per ricordarsi di bere acqua e per avere l’acqua a portata di mano è mettere delle bottiglie d’acqua nei posti dove vi trovate spesso nel corso del giorno. Per esempio, mettete una bottiglia sulla scrivania, in macchina o accanto alla poltrona della televisione. Così vi ricorderete di bere l’acqua. Se la bevete regolarmente durante il giorno, non dovrebbe essere difficile bere la quantità necessaria di “essenza della vita”.

Grassi
Parliamo dell’assunzione di grassi. I grassi contengono più del doppio delle calorie per grammo in confronto alle proteine e ai carboidrati. Un grammo di grassi contiene circa 9 calorie mentre un grammo di carboidrati o di proteine contiene circa 4 calorie. Ma i grassi non sono i principali produttori di grasso corporeo. Come descritto nell’articolo “Gestire i carboidrati per definirsi” del numero di gennaio/febbraio di OLYMPIAN’S news, quel ruolo è ricoperto dai carboidrati. La cosa peggiore che si può fare durante una dieta di dimagrimento è mangiare troppi carboidrati del tipo sbagliato (cioè alimenti con indice glicemico alto) nel momento sbagliato del giorno, cioè nella seconda metà del giorno.
Quindi non preoccupatevi dell’assunzione di grassi durante il ciclo di definizione. Se assumete 60-100 g in totale di grassi siete a posto. Certo, non dovreste mangiare gli alimenti grassi come le salsicce grasse o la torta alla crema, ma scegliere invece come principali fonti di grassi le uova intere, la carne rossa, la frutta secca a guscio, il pesce e gli oli spremuti a freddo. Soprattutto i grassi vegetali presenti negli oli spremuti a freddo, come l’olio di oliva o l’olio di cardo, la frutta secca a guscio e i semi di girasole apportano al corpo una quantità eccellente di acidi grassi insaturi essenziali. Questi acidi grassi sono molto importanti per la buona salute e anche per la forza delle membrane cellulari. In conclusione, i grassi vegetali come quelli elencati sono particolarmente consigliati per completare le pietanze salubri e brucia grassi. Un vero pasto costruttore di muscoli senza la tendenza a farvi ingrassare è per esempio il pollo con un po’ di verdure e 2 o 3 cucchiaini di olio di oliva. Fortemente raccomandato per una dieta brucia grassi è il pesce d’acqua fredda come il merluzzo o il salmone.
3Il pesce non soltanto fornisce ai muscoli molte proteine di alta qualità, necessarie per la loro costruzione, ma è anche un modo eccellente per fornire al corpo i necessari acidi grassi molto salubri. Per esempio, il merluzzo è un alimento quasi puramente proteico senza grassi mentre il salmone contiene molte proteine e i cosiddetti acidi grassi omega-3. Questi acidi grassi mostrano effetti molto positivi per la salute del sistema cardiovascolare, grazie alla prevenzione dello sviluppo dell’arteriosclerosi e del deposito di calcio e colesterolo nelle arterie coronarie. L’assunzione giornaliera di una manciata di frutta secca a guscio, di 3-4 cucchiaini di olio vegetale spremuto a freddo e il consumo 3 o 4 volte alla settimana di pesce grasso d’acqua fredda come salmone, aringa o sardine, fornisce al corpo tutti gli acidi grassi salubri di cui ha bisogno.
La carne rossa e le uova contengono molte proteine e un po’ di grassi ma sono quasi prive di carboidrati. Quando si cerca di costruire un fisico definito, la carne rossa e le uova possono essere molto utili. La carne rossa e il tuorlo contengono, in confronto alle fonti di grassi vegetali, una quantità maggiore di acidi grassi saturi e di colesterolo. È però necessario riflettere sui vantaggi e i probabili svantaggi del consumo di questi alimenti. È vero che un’alta assunzione di grassi saturi potrebbe aumentare il rischio di sviluppo dell’arteriosclerosi. Ma sarebbe sbagliato descrivere il colesterolo come qualcosa da evitare completamente. Il colesterolo non soltanto è una sostanza essenziale, ciò significa che il corpo ne ha bisogno per funzionare al meglio, ma è anche necessario per produrre l’ormone maschile testosterone. Di sicuro drizzate le orecchie quando sentite parlare di testosterone. Come sapete, il testosterone è l’ormone caratteristico degli uomini. Costruisce i muscoli. I bodybuilder natural non assumono il testosterone sintetico o altri steroidi anabolizzanti, è quindi una decisione saggia fare uso delle possibilità naturali per aumentare i livelli di testosterone attraverso l’alimentazione adeguata. Oltre a integrare con il tribulus terrestris , mangiare la carne rossa e le uova è molto utile per il bodybuilder natural che vuole ottimizzare la produzione di testosterone del corpo.
Il corpo ha dei meccanismi di controllo molto sensibili per la regolazione dei livelli ematici di colesterolo. Questo significa che mangiando molto colesterolo il corpo riduce la sua produzione endogena di colesterolo nel fegato e nell’intestino tenue. Questo meccanismo di controllo rende certo che un forte consumo di colesterolo esterno attraverso il cibo non produca livelli di colesterolo ematico pericolosamente alti. I livelli di colesterolo aumentano soltanto se c’è una disfunzione nel meccanismo di regolazione di questi livelli, che ha origini genetiche. Comunque, per andare sul sicuro, è bene consultare il proprio medico e controllare i livelli di colesterolo ematico. Se ricevete il benestare del medico, fate della carne rossa e delle uova un elemento costante nella dieta per costruire un fisico magro e definito.

Lista di preferenza degli alimenti / Ciclo di definizione

Regolarmente

Raramente

Mai

Carboidrati

Verdure
Farina d’avena
Frutta
Riso
Budino di riso
Patate
Tagliatelle
Dolci
Pane

Proteine

Carne rossa
pollame
pesce
Uova
Polvere proteica
Amminoacidi
Yogurt magro
Formaggio magro
Salsicce
Latte

Grassi

Oli vegetali spremuti a freddo
Frutta secca a guscio
Semi di girasole
Tuorlo
Burro

Liquidi

Acqua
Caffè nero
Succo di verdure
Cola dietetica
Succo di frutta
Cola
Limonata
Alcol

Conclusione
Per dimagrire niente è meglio di una dieta con proteine, acqua e grassi. Assumete solo pochissimi carboidrati, circa 30-100 g al giorno, necessari per accertarsi che il metabolismo funzioni in modo ottimale. Con una dieta ricca di proteine e con grassi moderati, più enormi quantità d’acqua, il consumo di grassi è ottimizzato e raggiungerete l’obiettivo di una definizione super.
Come strumento finale di una dieta per dimagrire molto, date un’occhiata ad una lista dei cibi (qui sopra) che dovreste mangiare regolarmente, raramente e mai durante il ciclo di definizione.

integratori per la definizione della massa muscolare

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OBESITA’

Nella società americana l’obesità ha un’incidenza ed una prevalenza molto elevate. Nel passato l’obesità era un indice di ricchezza, cioè chi aveva una condizione sociale più elevata aveva la possibilità di avere molti nutrimenti a disposizione ed, approfittando di questo, aumentava di peso facendo notare agli altri la propria condizione sociale. Adesso sembra che l’obesità sia più tipica dei livelli sociali più bassi e tante condizioni di ansia, di nevrosi e tanti problemi vengono riversate sul cibo per cui c’è un aumento di peso che supera il peso ideale fino ad arrivare a valori enormi.

Obesità= peso > del 40% del peso ideale

Perché ci si interessa tanto dell’obesità?
Perché aumentando il peso, aumenta la possibilità di manifestare tutta una serie di patologie che possono agire sul soggetto riducendone la durata di vita, causando patologie importanti che possono limitare o peggiorare l’esistenza di una persona.
L’obesità ormai è molto diffusa anche da noi, infatti si vedono molti bambini obesi, è molto più grave quando l’obesità parte dall’infanzia perché è molto difficile da risolvere, la causa di ciò possono essere:

  • Abuso della televisione (pubblicità)
  • Uso improprio degli alimenti

Per cui il bambino è spinto a consumare determinati nutrimenti ed in certe quantità che lo portano ad una aumento della massa adiposa con un aumento delle cellule adipose, si instaura così un’obesità che tende a diventare stabile nel tempo ed è più difficile da debellare dell’obesità che sorge in età più avanzata.

indice di massa corporea (BMI o IMC)
è dato dal rapporto= peso espresso in Kg/altezza espressa in metri 2
risultato:

  • tra 20-25 à normopeso
  • tra 25-30 à sovrappeso
  • oltre 30 à obesità franca

Dal grafico si può notare come più aumenta il BMI, più aumenta il rischio di mortalità.
In ospedale è più facile che i pazienti con patologie importanti siano obesi che non magri (malattie cardiovascolari, calcolosi, ipertensione, ecc.).
Per valutare un sovrappeso o l’obesità ci sono varie metodiche: un tempo si ricorreva a strane formule (Formula di Lorenz, Formula di Brocard) in cui venivano inseriti vari numeri per stabilire il peso ideale per quell’età, altezza, sesso. Ora non sono più attendibili.
Poi ci sono delle tabelle per stabilire se un soggetto è obeso con già stabiliti pesi ideali per età, altezza e sesso. Il peso ideale è un concetto importante: ci sono tabelle delle assicurazioni americane, tabelle basate sulle deviazioni standard; però il metodo più semplice si basa sul BMI che dà l’idea di sovrappeso, di obesità franca o di normalità.
Ci sono, infine, metodi più soffisticati per valutare il peso ideale: questo va riferito alla massa magra e, quando si dà una dieta ad un pz, bisogna sapere il fabbisogno della sua massa magra, dei suoi muscoli, della sua condizione di normalità e per questo ci sono sistemi che permettono di valutare il quantitativo di massa magra e grassa separatamente.
Di solito l’obesità è dovuta ad una discrepanza tra introito calorico e ciò che viene consumato e, se si vuole dimagrire, bisogna ridurre l’introito calorico senza danneggiare la massa magra.
Ci sono diverse metodiche per questo: (Tabella 8 pag. 2)

  • bilancia idrostatica
  • pletismografia (si basa sul peso specifico)
  • sistemi con plicometria: si misurano le pliche e moltiplicandole per un fattore fisso si risale alla massa grassa e la si toglie dal peso totale.
  • Diluizione isotopica
  • TAC addome, è un metodo semplice: si stabilisce quanto tessuto adiposo c’è nelle varie sezioni, come è disposto e si risale al tipo di obesità à (Figura 3 pag. 3) la parte bianca è il tex adiposo e dal rapporto tra chiari e scuri si può valutare se l’obesità è viscerale o a livello delle cosce (obesità ginoide). Facendo un rapporto tra tessuto adiposo sottocutaneo e quello intraaddominale si ottengono parametri che ci indicano il tipo di obesità del pz, oltre a poter stabilire la quota di massa grassa.
  • Assorbimento fotonico
  • Attivazione nucleare
  • RMN
  • Conduttanza (metodo molto usato):  una corrente elettrica attraversa il nostro corpo e si valuta la massa magra (ripedensometria), inoltre ci dice il peso ideale perché collegato ad un sistema computerizzato. C’è poi un sistema più semplice basato sulla conduzione di uno stimolo elettrico lungo la massa magra, mentre nella massa grassa non c’è conduttanza, per cui si valuta quanta massa muscolare c’è e di quanto deve calare il peso del pz. Sapendo il tipo di obesità si può decidere il trattamento.

Obesità nel bambino (IPERPLASTICA): dovuta ad un aumento del numero di adipociti per cui, visto che gli adipociti rimangono sempre dello stesso n° per tutta la vita, è facile instaurare un’obesità non più identificabile, l’obesità è meno reversibile.
Gli adipociti sono pieni di trigliceridi (TG) e possono o aumentare di n° o aumentare di dimensioni in presenza di elevati livelli di TG; i fattori che stimolano gli adipociti possono essere:

  • funzionali
  • ormonali
  • growth factor
  • genetici

Adipoblasto e preadipocita à fattori di maturazione à adipocita

Obesità nell’adulto (IPERTROFICA): gli adipociti si gonfiano à aumentano i depositi che saranno poi gestiti da ormoni:
_ maschio à obesità viscerale e addominale (obesità androide)
_ femmina à obesità a livello delle cosce (obesità ginoide)

CAUSE DELL’OBESITA’

  • Condizioni genetiche: (sindrome di Down, ecc.) intervento per correggere l’obesità è ridotto e non si riesce a correggerla più di tanto.
  • Obesità acquisita: è più frequente e le cause di quest’obesità secondaria sono molteplici (Tabella 18 pag. 5)

1)Errate abitudini alimentari:

  • Edonismo: il mangione, il gourmet ama mangiare e spesso non intende dimagrire fino a che non gli viene un infarto e forse cambia idea.
  • Nevrosi d’ansia: in Occidente sono dovute a stress o problematiche esistenziali che si compensano con il cibo. Tipico degli Americani (per pubblicità ecc.) che mangiano cibi ricchi di grassi ed, anche se nei film nascondono il problema rappresentando una società di magri, il problema dell’obesità è esteso e grave. Ci sono vestiti con quattro volte la stoffa per persone normali! In questi casi ci sono notevoli problemi negli interventi chirurgici e nella guarigione.
  • Pressione sociale: per es. il maltrattamento da parte del datore di lavoro induce il soggetto a sfogarsi nel cibo.

2) Sedentarietà: perché non si ama il movimento ed in più si mangia, tipico degli sportivi che quando cessano l’attività, se non diminuiscono il cibo, divengono obesi ed hannon notevoli rischi per problemi cardiaci: cuore grande per lo sport, si affatica per l’obesità anche per sproporzioni tra letto alimentare e dimensioni del cuore; quindi è bene evitare una eccesso alimentare. La Tabella 19 pag. 5 mostra l’eccesso di calorie nei bambini da 9 a 12 anni nel tempo.
3) Malattie intercorrenti:

  • Lesioni del SNC: alterazioni del centro della fame-sazietà à continua assunzione di cibo à obesità.
  • Insulinomi: il pz dirà di avere delle crisi in cui perde quasi coscienza, ma si riprende mangiando qualche cosa, in pochi mesi aumenta di peso (dosare glicemia ed insulina); non si può intervenire riducendo il cibo altrimanti si ha ipoglicemia e coma.
  • Ovaio policistico: aumenta l’accumulo di adipe per interferenza ormonale.
  • Ipotiroidismo: aumento di adipe perché si brucia di meno (protein lipasi).

4) Farmaci oressigeni:

  • Ansiolitici ed antidepressivi
  • Antistaminici

Entrambi stimolano il centro della fame o deprimono il centro della sazietà.

(Tabella 20 pag. 6)
Indagine sulle calorie assunte da soggetti normali e obesi (ci sono valori un po’ discrepanti). Ci può essere una grossa differenze tra il massimo ed il minimo perché si parte con una condizione in cui si introducono più calorie per avere obesità, ma poi non è detto che un obeso continui a mangiare più di un non obeso. Anzi, a volte mangiano poco, ma non dimagriscono perché l’eccesso di introito calorico fa scattare l’obesità e la mantiene per lungo tempo, però con l’andare del tempo non è più necessario quest’eccesso per mantenere l’obesità e di ciò bisogna tenere conto in cura, cioè per risolvere l’obesità bisogna ridurre ulteriormente l’introito calorico. La causa di ciò è un meccanismo di regolazione: gli obesi spendono meno energia per produrre calore (termogenesi), infatti un obeso ha meno problemi di scambio di calore con l’esterno perché è isolato dall’adipe. Il grasso bruno che presiede alla termoregolazione sembra alterato in un obeso à alterata termogenesi.

Non sempre, quindi, l’obeso mangia di più degli altri, anzi spesso mangia di meno.

Regolazione del centro della fame:

  • Catecolamine: iniettate in animale inibiscono l’intake di calorie
  • Dopamina: funzione permissiva à stimola l’appetito
  • Serotonina: fa ridurre l’introito calorico
  • Acetilcolina: aumenta l’introito di cibo
  • Peptidi oppiacei: bendorfine à riducono l’anoressia

Molti erano usati come farmaci, ora le amfetamine non si possono più usare come anoressizzanti perché danno assuefazione; sostanze che stimolano la serotonina sono state tolte dal commercio perché davano problemi a livello valvolare ed aumento della pressione.
Molti farmaci che agiscono sui detti neurotrasmettitori, agendo sul centro dell’appetito o della sazietà, potrebbero aiutare nell’obesità, ma per i problemi che danno non possono essere usati, per cui si usano altrimenti. In passato, oggi di meno, si usavano ormoni tiroidei contro l’obesità perché aumentano il metabolismo di base riducendo il peso.

Oltre a regolatori centrali, ci sono regolatori periferici, nervosi, chimici, ormonali:

  • Aumento del volume gastrico: pz abituato a mangiare molto ha bisogno di sentire lo stomaco pieno, perciò se si riduce il cibo il pz sentirà il bisogno di riempire lo stomaco à si attiveranno i sensori che indicano la sazietà solo con il riempimento dell stomaco. Nella gastroplastica in cui lo stomaco è ridotto ad una piccola sacca, basterà poco cibo per riempirlo ed anche i sensori saranno di meno per la minore superficie.
  • Stimoli chimici: cibi zuccherati prima di un pasto riducono un po’ la fame, invece senza -ipoglicemia o bassa glicemia- si stimola la fame. Pz gastroresecati per tumori o ulcere peptiche hanno una glicemia ridotta per un ridotto transito intestinale à stimolo della fame.
  • Segnali ormonali:
  • Insulinoma: induce introduzione di cibo
  • Estrogeni: inibiscono introduzione di cibo
  • Colecistochinine: inibiscono introduzione di cibo
  • Bombesina (prodotta dall’intestino): antagonista dell’assunzione di cibo
  • Prostaglandine e precursori

Su questi regolatori si studia molto per trovare farmaci contro l’obesità a livello periferico, visto che molti dei farmaci che agiscono a livello centrale sono stati aboliti (molto studiati la bombesina e le prostaglandine).
Un altro fattore che causa l’obesità è lo scarso dispendio energetico.
Le calorie necessarie ad una vita normale servono per 1) il metabolismo basale 2) la termogenesi 3) l’attività fisica. Se si rispettano questi tre parametri si ha un consumo si 2500 cal/die che è una razione alimentare media ed il rischio di obesità si riduce. Se aumentano le calorie e diminuisce l’attività fisica si ha discordanza tra ciò che si introduce e ciò che si spende; questo è da tenere conto per la dieta.
Metabolismo basale: dipende dalla massa magra (muscoli), dall’età, dal sesso, da ormoni tiroidei, catecolamine e tournover proteico.
Termogenesi: dipende dal pasto, dall’esposizione al freddo, da influenze psichiche e sostanze termogeniche.
Attività fisica: dipende da durata ed intensità dell’esercizio fisico e varia da persona a persona.
Per non avere obesità, quindi, oltre ad una corretta introduzione di cibo, ci va un giusto bilanciamento di dispendio energetico.

Con l’obesità insorgono diversi problemi :
Disturbi di tipo meccanico:

  • Artropatie: soggetto non più giovane ha malattie degenerative alle articolazioni (artrosi, gonartrosi artrosi della colonna, periartriti, artrosi cervicale) per un aumentato carico dato dall’obesità; spesso le gambe sono deformate e se si è dopo la menopausa ci può essere osteoporosi e l’obesità aggrava ancora di più la situazione.
  • Ipoventilazione alveolare: quota di adipe che fa fare più lavoro ai muscoli della cassa toracica ed addome ricco di grasso che preme sul diaframma e comprime il parenchime polmonare riducendo l’escursione della respirazione. Scompare quasi l’espirazione addominale, rimane solo la respirazione toracica, però è più faticosa perché è contrastata dall’adipe.

Si ha minore ossigenazione ed il pz diverrà ipossico fino all’acidosi respiratoria con fasi di sonnolenza e quasi coma (da cui può essere risvegliato). Inoltre si ha un aumento del lavoro cardiaco.
Insufficienza respiratoria costrittiva: sindrome di Piquik, pz gravemente obesi, BMI >>40 che si addormentano dappertutto, per cui quest’alterato metabolismo va corretto perché il pz può morire. Condizione grave.

  • Apnee ostruttive nel sonno. Ipossia. Pz essendo obeso tende a dormire a pancia in su e quindi le apnee notturne sono favorite e si può sfociare in un’insufficienza coronarica à danni cardiaci (angina pectoris, infarto). Il cuore, inoltre, in obeso deve aumentare il lavoro ed in più aumenta la pressione. Questi sono tutti fattori che favoriscono la coronaropatia.

Alterazioni metaboliche conseguenti all’eccesso ponderale:

  • Ridotta tolleranza ai carboidrati e diabete: capita spesso.
  • Dislipidemia: alterazione dei lipidi ematici   à ipercolesterolemia

à ipertrigliceridemia
à dislipidemia mista
certe volte i lipidi sono del tutto normali.
Le dislipidemie determinano un danno vascolare con predisposizione all’arterosclerosi: danno alle coronarie ed ai vasi periferici (claudicatio).

  • Iperuricemia: gotta per il grosso tournover di alimenti, aumento produzione di proteine. Anche predisposizione a danni renali da ac. urico.

Patologia associata all’obesità:

  • Ipertensione arteriosa: per un’aumentata gittata cardiaca, inoltre l’obeso è iperinsulinemico e ciò fa aumentare l’ipertensione arteriosa à aumenta lo sforzo cardiaco à rischio di scompenso e di cardiopatia coronaria, di insufficienza e di problemi valvolari.
  • Calcolosi della colecisti: aumenta il tournover degli acidi grassi e l’eliminazione di colesterolo à aumenta la formazione di calcoli.
  • Carcinoma dell’endometrio: per alterazione ormonale.

Certi obesi sono più a rischio di altri e ciò dipende dal tipo di obesità.

  • Obesità androide o centrale: più a rischio di patologie. Più grasso periviscerale. Maggior rischio di patologie cardiovascolari perché questo tessuto adiposo nell’intestino scambia continuamente grassi con il fegato e la vena porta, per cui aumenta la produzione di trigliceridi, VLDL à valenza aterogena à malattie cardiovascolari. Ipertensione, ridutta tolleranza glicidica => sindrome plurimetabolica.
  • Obesità ginoide: quadro lipidico è normale anche con BMI= 40

L’obesità centrale va combattuta più di quella ginoide che è un’obesità più benigna.
Aumento produzione di insulina dà ipertensione: si è visto in diabetici di tipo 2, spesso sovrappeso, ed anche in obesi non diabetici; non se ne conosce il motivo.
L’insulina è uno stimolatore della fame, cioè se  è troppa in rapporto agli alimenti, ci sarà dell’insulina scoperta che stimola il centro della fame. Anche in diabetico a cui si dà troppa insulina, diabetico di tipo 2 hanno insulina poco attiva con secrezione molto attiva: glicemia a digiuno elevata, come se dopo pasto si avessero forti poussez di insulina, (iperinsulinismo tipico di diabete di tipo 2 e di obesi). Test da carico di glucosio negli obesi denunciano alti livelli di insulinemia e a fine test si possono avere valori più bassi di glicemia perché hanno più insulina che raggiunge dei picchi.

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Tutti ci concediamo un fine settimana di riposo, di tanto in tanto.
Questo riposo riguarda solo i muscoli e la mente: tuttavia le altre funzioni vitali, come battito cardiaco, respirazione, eccetera, continuano a funzionare.
Una parte del corpo a cui non concediamo quasi mai un meritato riposo e alla quale spesso imponiamo addirittura degli straordinari, per gola, è… il nostro apparato digestivo.
Non credete che anche lui possa funzionare meglio dopo una “vacanza”?
È quanto promette la Dieta Disintossicante.
Tutte le antiche religioni e culture prevedevano dei periodi di “purificazione”, durante i quali vigevano precise regole anche per l’alimentazione, che doveva essere limitata, semplice e di facile digestione.
La Dieta Disintossicante è da seguire per tre giorni, non di più.
E’ a base di frutta, verdura e tanti liquidi: almeno un litro e mezzo al giorno di acqua oligominerale, centrifugati, tè e caffè d’orzo.
Primo giorno: più luce alla pelle.

Punta il menu sulla vitamina C
Favorisce la digestione e tiene lontani i mali di stagione. In più combatte i radicali liberi.

Inizia la dieta eliminando il più possibile i grassi e le proteine di origine animale, che sostituirai con quelle di origine vegetale (legumi e cereali).
I kiwi sono anche utili per migliorare il funzionamento dell’intestino: i semini neri che contengono, infatti, ne stimolano le contrazioni.
Porta in tavola tanta vitamina C (la trovi in agrumi, fragole, kiwi), che favorisce la formazione del collagene (dal quale dipende l’elasticità della pelle), migliora la circolazione, ossigena i tessuti e, soprattutto, combatte i radicali liberi, favorendo il nutrimento e l’integrità delle cellule.
Dai spazio ai legumi apportano carboidrati “a lento assorbimento”, che forniscono energia in modo graduale impedendone l’accumulo sotto forma di grassi, e proteine vegetali.
A cena mangia le patate al posto del pane: come i legumi, sono ricche di potassio, un minerale particolarmente importante per il corretto funzionamento delle cellule.
Il pesce dì mare oltre a essere ricco di acidi grassi insaturi che contrastano i danni dei radicali liberi, contiene iodio, che attiva il metabolismo e aiuta a “bruciare” di più.
Riduci drasticamente il sale e non dimenticarti di bere almeno un litro e mezzo di acqua oligominerale.

Secondo giorno: sgonfiati con l’ananas.

Dai una mano ai reni e… depurati
Adesso combatti anche la ritenzione idrica.

Sei al secondo giorno, a metà del cammino. Dai un’altra limatina ai rotolini di ciccia e stimola il lavoro dei reni, puntando su questi alimenti.
L’ananas è un frutto ricco di sali minerali e vitamine. In più contiene molte fibre, acqua e un enzima, la bromelina, che favorisce la digestione delle proteine. Ha inoltre proprietà antinfiammatorie e diuretiche, che ne fanno l’alimento più adatto per rimettersi in linea dopo la grande abbuffata.

La stessa azione diuretica e depurativa è svolta anche dal caffè d’orzo che, a differenza del normale espresso, è privo di caffeina. Non ti piace? Sostituiscilo con un’altra tazza di tè verde o con una di caffè rigorosamente decaffeinato.
Il tè verde è un tè non fermentato, che non contiene teina né caffeina. Aiuta perciò a disintossicare l’organismo e a ridurre la ritenzione idrica nei tessuti senza eccitare il sistema nervoso.
I carboidrati della pasta e le proteine del pollo (una delle carni più magre) e del parmigiano (fonte di minerali) apportano all’organismo l’energia necessaria per affrontare la giornata e mantengono i muscoli tonici.

Su Miadieta.it puoi scegliere tu stessa il tipo di Dieta che giorno per giorno vuoi seguire.Inoltre puoi contattare in qualsiasi momento un Esperto Nutrizionista pronto a rispondere alle tue domande e a risolvere i tuoi dubbi. E’ altamente dimostrato che chi comincia una Dieta con l’ aiuto di esperti, con la possibilità di essere sempre aggiornato con le ultime news e non da sola ma insieme ad altre persone, riesce molto più facilmente a raggiungere i propri obiettivi.

Terzo giorno: fai il pieno di fibre.

Porta in tavola un po’ di allegria
L’obbiettivo è vicino. Non rinunciare proprio adesso. Tieni duro dando più colore al tuo menu.

Hai resistito due giorni, il più è fatto. E, anche se non devi lasciarti andare, puoi cominciare a rendere un po’ più appetibile e colorata la tua dieta. Ecco, allora, i pezzi forti della giornata.
Le fibre contenute nel pane integrale, nelle verdure e nella frutta cotta regolarizzano l’intestino e facilitano l’eliminazione di scorie e tossine.
I vegetali riforniscono l’organismo di sali minerali e di vitamine preziose.
Lo yogurt. I fermenti lattici che contiene (in particolare il lactobacillus casei, il lactobacillus acidophilus e il bifidobacterium) permettono di ristabilire il giusto equilibrio della flora batterica intestinale.
L’uovo è una vera miniera di proteine ad alto valore biologico, di acidi grassi insaturi, utili per l’integrità delle membrane cellulari, di vitamina A e di vitamine del gruppo B, che favoriscono il metabolismo degli zuccheri (vengono bruciati meglio, per cui non vanno ad appesantire la linea). Inoltre, contrariamente a quanto si crede, l’uovo non fa male al fegato. Anzi. Stimola la contrazione della bile e aiuta perciò la digestione dei grassi. Da evitare solo, in caso di colesterolo alto e se hai i calcoli alla cistifellea: potrebbe causare una colica.

Vuoi un consiglio in più?

Prova la tisana che elimina le tossine
Ingredienti 50 g di peduncoli di ciliegio, 50 g di stigmi di mais, 50 g di foglie di ortosiphon .
Come si prepara Mescola i peduncoli di ciliegio con gli stigmi di mais e metti un cucchiaio della miscela così ottenuta in mezzo litro di acqua fredda. Fai bollire per 10 minuti. spegni e unisci un cucchiaio di ortosiphon. Lascia in infusione per altri 10 minuti, poi filtra. Bevine una tazza mattino e sera.

Prova la tisana che stimola il metabolismo
Ingredienti Fai preparare all’erborista una miscela con 60 g di sommità di elicriso taglio tisana , 20 g di sommità di issopo , 20 g di radice di gramigna .
Come si prepara Fai bollire due cucchiai di questa miscela di piante in mezzo litro d’acqua per 15 minuti, poi filtra. Otterrai due tazze di decotto: bevine una al mattino e una alla sera, lontano dai pasti.

Prova la tisana che aiuta a disintossicare il fegato
Ingredienti 40 g di sommità di crisantemo americano, 30 g di foglie di ortica , 10 g di radice di curcuma ,10 g di foglie monde di melissa, 10 g di foglie di menta.
Come si prepara Fai bollire 200 ml di acqua, spegne e aggiungi un cucchiaio della miscela. Lascia in infusione 15 minuti, poi filtra. Otterrai una tazza d’infuso da bere sempre alla fine dei pasti.

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Una panoramica sull’alimentazione del ciclista. Teorie e consigli su come dosare i nutirenti nell’allenamento, nella preparazione alla gara e nel recupero.

Per raggiungere l’obiettivo della piena forma è necessario seguire un adeguato programma di preparazione fisica e dal momento che ogni seduta di allenamento richiede quantità elevate di energia e l’attivazione di processi metabolici, solo un’alimentazione equilibrata e senza eccessi potrà permettere di ottenere ottimi risultati.
Come abbiamo visto negli interventi precedenti sull’argomento alimentazione, il giusto mix dei 6 nutrienti (carboidrati, grassi, proteine, sali minerali, vitamine e acqua) viene incontro all’esigenze del ciclista a seconda di quale scopo persegua. Nei periodi di potenziamento muscolare saranno maggiori le richieste proteiche per la “costruzione” di tessuti, nei giorni antecedenti una competizione sarà necessario fare il pieno di carboidrati e non dimentichiamoci dell’importanza di minerali, vitamine e acqua durante l’esercizio fisico e il recupero.
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E’ cattiva abitudine di molta stampa specialistica, in particolar modo delle “nuove” riviste pseudo-salutistiche che nelle edicole spuntano come funghi, di distribuire diete come fossero caramelle; alcune sono senza dubbio valide ed equilibrate, altre, specialmente quelle “bruciachili“, lasciano un po’ perplessi. Si sente parlare di dieta dell’uva, di quella del gelato, oppure di quelle per gli “addominali piatti” e per le “cosce snelle”; il risultato è solo quello di disorientare il lettore alla ricerca spasmodica del benessere psicofisico.
Nella giungla delle diete, la miglior scelta possibile resta ovviamente quella di affidarsi ad un dietologo d’esperienza, che sulla base delle caratteristiche personali dell’individuo, crea un programma dietetico ad hoc.
Per chi preferisce il “fai da te” illustreremo comunque delle linee guida dettate dal mangiar sano che, arricchite con alcuni accorgimenti tipici per la dieta del ciclista, formeranno uno schema dietetico equilibrato adatto all’alimentazione che questo sport richiede.
Nella tabella 1 sono illustrati in sintesi i valori calorici da imputare ai tre macronutrienti, carboidrati, grassi e proteine nelle quattro diete tipiche del ciclismo:
- la dieta di allenamento
- la dieta pre-gara
- la dieta post-gara (o di recupero)
- la colazione pre-gara

tab.1

% kcal sul totale

kcal totali

kcal per nutriente

tipo dieta

car

gra

pro

car

gra

pro

dieta di allenamento 65% 25% 10% 2800
3400
1800
2200
720
850
280
350
dieta pre-gara 70% 20% 10% 3500
4000
2400
2800
720
850
280
350
dieta di recupero 60% 25% 15% 2800
3400
1680
2050
720
850
400
500
colazione pre-gara 80% 10% 10%

800
1000

650
800

75
100

75
100

car=carboidrati – gra=grassi – pro=proteine

Naturalmente quelli rappresentati nella tabella 1 sono valori medi, suscettibili di ritocchi a seconda delle necessità legate al peso e agli obiettivi di ogni individuo.
Alla base di queste diete sta una distribuzione razionale delle quantità dei nutrienti: carboidrati per l’energia di pronto utilizzo, grassi per la riserva energetica a lunga durata, proteine per la ricostruzione dei tessuti e, come vedremo negli approfondimenti, vitaminesali mineraliacqua per le reazioni chimiche ed enzimatiche.
Queste diete sono puramente indicative e vogliono essere un motivo di spunto per l’atleta a provare e verificare sul proprio organismo i benefici di un’alimentazione corretta. Ognuno quindi potrà variare i suggerimenti in relazione ai propri gusti e alle esigenze alimentari basate sull’esperienza personale.
I punti chiave di una dieta tipica per il ciclismo sono:
evitare fritture, condimenti pesanti, consumo elevato di bevande alcooliche.
Tutti questi alimenti presentano un elavato grado di “tossicità” a livello epatico in quanto costringono il fegato ad un surplus di lavoro inutile e dispendioso.
limitare il consumo di grassi saturi.
I grassi saturi innalzano il livello di colesterolo nel sangue e rendono laboriosa la digestione.

apportare almeno 7 porzioni giornaliere di frutta o verdura.
Frutta e verdura sono ricche di vitamine, minerali e fibre, elementi indispensabili per un’alimentazione corretta.
assumere molte fibre, possibilmente prima di ogni pasto.
Le fibre fanno sì che l’intestino si contragga in modo ottimale favorendo l’assorbimento del mix di nutrienti e il transito degli alimenti digeriti.

assumere alimenti ricchi di vitamine del tipo Bprima dell’esercizio.
Le vitamine di tipo hanno come prerogativa principale quella di attivare il metabolismo di grassi, carboidrati e proteine.

assumere alimenti ricchi di vitamine antiossidanti (A-C-E) dopo l’esercizio.
I meccanismi ossidativi sollecitati durante un esercizio producono radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare; l’unica arma per contrastarli sono le vitamine cosiddette antiossidanti.
evitare l’assunzione di alimenti di difficile digestione (tipicamente latticini) nelle due ore antecedenti l’esercizio.
E’ da evitare quindi l’assunzione di latte, yogurt e formaggi per non appesantire l’apparato digerente.
Inoltre nel caso venga riscontrata dalle analisi del sangue una carenza di ferro:
accompagnare l’assunzione di cibi ricchi di ferro con altri ricchi di vitamina C.
La vitamina C ha la carattersitica di facilitare l’assorbimento del ferro, minerale spesso carente nella pratica degli sport di resistenza. La vitamina C aumenta l’assorbimento del ferro di circa il 250%.
evitare l’assunzione di cibi ricchi di ferro con caffe’ o te’.
Contrariamente alla vitamina C, caffè e tè limitano l’assorbimento del ferro riducendolo del 60% nel caso del té e del 40% nel caso del caffe’.

La Dieta di Allenamento

Distribuzione calorica e dei nutrienti nella dieta di allenamento.
TEMPI: E’ la dieta da seguire nelle giornate in cui è prevista una seduta di allenamento. Nel caso di seduta al pomeriggio alleggerire il pranzo a favore della cena.
PARTICOLARITA‘: Spazio ai carboidrati che occupano il 65% del totale calorico da introdurre per ripristinare le riserve di glicogeno che vengono esaurite con l’esercizio fisico. Nel periodo di potenziamento aumentare leggermente la quota proteica; nel periodo invernale aumentare la quota dei grassi rispetto a quella dei carboidrati viceversa in quello estivo. Vitamine A-C-E dopo l’esercizio e B prima della seduta.

dieta di allenamento

kcal totali
2800 – 3400

assunzioni raccomandate

car

gra

pro

% kcal sul totale

65%

25%

10%

grammi per giorno

450
550

80
95

72
88

kcal per giorno

1800
2200

720
850

280
350

PRIMA COLAZIONE (700 kcal)
1 spremuta o 1 succo di frutta (120 kcal)
40/50 g di cereali (consigliati gli integrali) (180 kcal)
1 bicchiere di latte o 1 vasetto di yogurt (100 kcal)
2/3 fette biscottate o pancarrè con marmellata o miele (300 kcal)
SPUNTINO (100 kcal)
1 frutto maturo (50 kcal)
1 tè o caffè (50 kcal)
PRANZO (950 kcal)
150 g di pasta condita con sugo al pomodoro oppure olio e parmigiano o pesto (600 kcal)
1 piatto di patate o fagioli o spinaci o carote o piselli conditi leggermente (150 kcal)
70 g di pane (200 kcal)
SPUNTINO (100 kcal)
1/2 frutto/i maturo/i oppure frutta secca (prugne, uva, albicocche, fichi …) (100 kcal)
CENA (1200 kcal)
100 g di pasta/riso oppure 1 minestra di farro/fagioli/ceci (400 kcal)
150 g di carne bianca o pesce (300 kcal)
100 g di pane (300 kcal)
1 fetta di dolce (con marmellata se possibile) (200 kcal)
in sostituzione di carne e pesce per la cena:
- prosciutto e formaggi non più di 2 volte a settimana
- uova 2 volte a settimana
E’ buona abitudine assumere pochi grammi di lievito di birra e qualche cucchiaio di miele ogni giorno.
FONTI NUTRIZIONALI PRINICIPALI
Carboidrati = pasta, pane, riso.
Grassi = latticini, carne.
Proteine = carne, pesce, uova.
Vitamine A C E = agrumi, kiwi, frutta secca, albicocche, fichi, oli vegetali, fegato.
Vitamine tipo B = uova, cereali, lievito di birra.
Ferro = cereali integrali, fagioli, spinaci, soia.
Aminoacidi BCAA = parmigiano, pesce, carne

La Dieta Pre-Gara

Distribuzione calorica e dei nutrienti nella dieta di pre-gara.
TEMPI:è la dieta da seguire il giorno antecedente la gara.
PARTICOLARITA‘: Occorre supplementare la dose di carboidrati fino al 70% del totale calorico, per innalzare le scorte di glicogeno; inoltre, se la gara sarà di lunga durata (oltre le 6 ore), incrementare senza eccessi le dosi di grassi e proteine che con il protrarsi dell’impegno fisico assumono un’importanza sempre più rilevante.

dieta pre-gara

kcal totali
3500 – 4000

assunzioni raccomandate

car

gra

pro

% kcal sul totale

70%

20%

10%

grammi per giorno

600
700

80
95

72
88

kcal per giorno

2400
2800

720
850

280
350

PRIMA COLAZIONE (700 kcal)
1 spremuta o 1 succo di frutta (120 kcal)
40/50 g di cereali (consigliati gli integrali) (180 kcal)
1 bicchiere di latte o 1 vasetto di yogurt (100 kcal)
2/3 fette biscottate o pancarrè con marmellata o miele (300 kcal)
SPUNTINO (100 kcal)
1 frutto maturo (50 kcal)
1 tè o caffè (50 kcal)
PRANZO (1200 kcal)
150 g di pasta condita con sugo al pomodoro oppure olio e parmigiano o pesto (600 kcal)
100 g di carne bianca o pesce (200 kcal)
1 contorno di verdure (spinaci, patate …) (100 kcal)
100 g di pane (300 kcal)
SPUNTINO (300 kcal)
1/2 frutto/i maturo/i oppure frutta secca (prugne, uva, albicocche, fichi …) (100 kcal)
1 fetta di dolce (con marmellata se possibile) (200 kcal)
CENA (1450 kcal)
200 g di pasta condita con sugo al pomodoro oppure olio e parmigiano o pesto (800 kcal)
50 g di parmigiano o grana (200 kcal)
insalata di verdure fresche (pomodori, carote …) (100 kcal)
50 g di pane (150 kcal)
1 fetta di dolce alla marmellata o al miele o frutta secca (200 kcal)
in sostituzione di carne e pesce per la cena:
- prosciutto e formaggi non più di 2 volte a settimana
- uova 2 volte a settimana
E’ buona abitudine assumere pochi grammi di lievito di birra e qualche cucchiaio di miele ogni giorno.
FONTI NUTRIZIONALI PRINICIPALI
Carboidrati = pasta, pane, riso.
Grassi = latticini, carne.
Proteine = carne, pesce, uova.
Vitamine A C E = agrumi, kiwi, frutta secca, albicocche, fichi, oli vegetali, fegato.
Vitamine tipo B = uova, cereali, lievito di birra.
Ferro = cereali integrali, fagioli, spinaci, soia.
Aminoacidi BCAA = parmigiano, pesce, carne

La Dieta di Recupero

Distribuzione calorica e dei nutrienti nella dieta di recupero.
TEMPI:è la dieta da seguire il giorno successivo alla gara.
PARTICOLARITA‘: è necessaria per fare il pieno di proteine per la ricostruzione muscolare. Nella cena successiva alla gara occorrerà reintegrare i carboidrati perduti e quindi si dovrà seguire una dieta simile a quella pre-gara, mentre dal giorno seguente sarà possibile effettuare questa dieta di recupero mirata al reintegro plastico.
Conta circa di 2800-3400 calorie suddivise tra:

dieta di recupero

kcal totali
2800 – 3400

assunzioni raccomandate

car

gra

pro

% kcal sul totale

60%

25%

15%

grammi per giorno

410
510

80
95

105
125

kcal per giorno

1680
2050

720
850

400
500

PRIMA COLAZIONE (700 kcal)
1 spremuta o 1 succo di frutta (120 kcal)
40/50 g di cereali (consigliati gli integrali) (180 kcal)
1 bicchiere di latte o 1 vasetto di yogurt (100 kcal)
2/3 fette biscottate o pancarrè con marmellata o miele (300 kcal)
SPUNTINO (100 kcal)
1 frutto maturo (50 kcal)
1 tè o caffè (50 kcal)
PRANZO (1100 kcal)
100 g di pasta condita con sugo al pomodoro oppure olio e parmigiano o pesto (600 kcal)
200 g di legumi (fagioli, ceci) con pesce azzurro (tonno, acciughe …) (300kcal)
70 g di pane (200 kcal)
SPUNTINO (100 kcal)
1/2 frutto/i maturo/i oppure frutta secca (prugne, uva, albicocche, fichi …) (100 kcal)
CENA (900 kcal)
100 g di pasta/riso oppure 1 minestra di farro/fagioli/ceci (400 kcal)
100 g di carne bianca o pesce (200 kcal)
50 g di parmigiano o grana oppure 100 g di affettati (prosciutto crudo) (200 kcal)
insalata di verdure fresche (pomodori, carote …) (100 kcal)
in sostituzione di carne e pesce per la cena:
- prosciutto e formaggi non più di 2 volte a settimana
- uova 2 volte a settimana
E’ buona abitudine assumere pochi grammi di lievito di birra e qualche cucchiaio di miele ogni giorno.
FONTI NUTRIZIONALI PRINICIPALI
Carboidrati = pasta, pane, riso.
Grassi = latticini, carne.
Proteine = carne, pesce, uova.
Vitamine A C E = agrumi, kiwi, frutta secca, albicocche, fichi, oli vegetali, fegato.
Vitamine tipo B = uova, cereali, lievito di birra.
Ferro = cereali integrali, fagioli, spinaci, soia.
Aminoacidi BCAA = parmigiano, pesce, carne.

La Colazione Pre-Gara

Distribuzione calorica e dei nutrienti nella colazione che precede una competizione.

colazione pre gara

kcal totali
800 – 1000

assunzioni raccomandate

car

gra

pro

% kcal sul totale

80%

10%

10%

grammi

160
200

8
12

18
25

kcal

650
800

75
100

75
100

Evitare cibi di difficili digestione, in particolar modo latticini (latte, yogurt grassi, formaggi grassi, cappuccino), e cibi ricchi di fibre (cereali integrali, biscotti integrali, prugne, insalata ….)
Ipotesi 1: classica, vegeteriana facilmente digeribile.
100 g pane bianco o fette biscottate con miele o marmellata (500 kcal)
2 frutti maturi o macedonia con fruttosio (150 kcal)
1 spremuta di agrumi o 1 succo di frutta (120 kcal)
1 tè o 1 caffè (50 kcal)
Ipotesi 2: proteica per chi non ha problemi nel mangiare pasta al mattino.
100 g di pasta condita con olio e parmigiano. (400 kcal)
100 g di prosciutto crudo (200 kcal)
1 spremuta di agrumi o 1 succo di frutta (120 kcal)
1 tè o 1 caffè (50 kcal)

Ipotesi 3: equilibrata con grassi per chi tollera la digestione dei latticini.
50-70 g di cereali non integrali con 1 vasetto yogurt (300 kcal)
50 g di pane bianco o fette biscottate con marmellata e stracchino o ricotta (400 kcal)
1 spremuta o 1 succo di frutta (120 kcal)
1 tè o 1 caffè (50 kcal

Perdere peso in bicicletta.
21
Se vi siete abbandonati a ricchi banchetti durante le feste natalizie, niente preoccupazioni. Ecco qualche consiglio su come perdere peso in bici, per iniziare al meglio la stagione 2001.

L’approccio al ciclismo, come sport da praticare, può essere di diversa natura. C’è chi farebbe carte false per battere l’amico-rivale, chi si gode il panorama, chi vuol buttare giù la pancia e chi è mosso da autentica passione. La questione che in salita più peso ci portiamo dietro e più si fatica è comunque nota a tutti. E così sia i costruttori di biciclette, costruendo mezzi sempre più leggeri, che gli allenatori controllando il peso-forma dei ciclisti, hanno da sempre combattuto il sovrappeso per ottenere il massimo rendimento ed alleviare la fatica.
Fra la moltitudine di discipline della galassia sportiva, il ciclismo è tra quelli più indicati per favorire la perdita di peso in quanto richiede un elevato dispendio energetico continuo e allo stesso tempo non stressa particolarmente muscoli e articolazioni (come ad esempio la corsa) e quindi può essere praticato per tempi più lunghi favorendo il consumo calorico.31
Ogni individuo ha un proprio peso-forma strettamente legato a diverse variabili, come l’altezza, l’ossatura, il metabolismo, la muscolatura e la massa grassa. A tal proposito, se non abbiamo idea di quanto possa essere il nostro peso ideale, ci può essere di aiuto il calcolo delbody mass index (BMI). Si tratta di una semplice valutazione della propria massa corporea stimata attraverso un calcolo matematico che tiene conto del peso in relazione allastatura.
Il BMI è comunque stato ideato per dare un semplice aiuto alla popolazione, affinchè si creino delle regole di salute per il benessere di tutti gli individui per evitare il rischio di malattie legate al sovrappeso.
Certamente per un ciclista i valori elencati di seguito sono sovrastimati, in quanto per un rendimento ottimale è necessario ridurre il più possibile la percentuale di grasso corporeo.
Si pensi che un professionista presenta solo un 5/8% di massa grassa. Un ciclista amatoriale in forma può attestarsi sul 10/12% mentre un uomo in salute ha valori intorno al 14/18%. Le donne presentano geneticamente una percentuale di grasso maggiore stimabile in circa 5/8 punti percentuali in più rispetto agli uomini.

BMI = PESO in kg / (STATURA in m)2

Calcola on line
Il valore ottenuto, paragonato con tabella seguente, stima la situazione del peso-forma.

Valori BMI indicati per la salute della popolazione

BMI

Condizione

meno di 20 Sottopeso
tra 20 e 24,9 Normale
tra 25 e 29,9 Sovrappeso
tra 30 e 40 Obesità Moderata
oltre 40 Obesità Grave

Eccone una rappresentazione grafica:
Nella colonna di sinistra troverete la vostra statura in m, in quella di destra il vostro peso in kg. Appoggiate un righello al monitor, oppure stampate la figura qui sotto. Unite i punti corrispondenti al vostro peso e alla vostra statura. Il punto di incontro della linea tracciata con le colonne centrali colorate indicherà la condizione della vostra massa corporea e vi dirà se siete sottopeso, normali, sovrappeso od obesi.
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Un altro aiuto, per un’accurata analisi della composizione corporea, ci può venire dalle moderne “bilance” che stimano la massa grassa oppure dalla misurazione del tessuto adiposo (plicometria).
Un ciclista, considerando la bassa percentuale di massa grassa che deve mantenere, dovrebbe quindi avere un BMI ottimale compreso tra 19 e 23.

Valore BMI indicato per il ciclista

BMI

Condizione

tra 19 e 23 rapporto peso-massa grassa ottimale

Vediamo qualche consiglio per un allenamento specifico e un regime alimentare finalizzato alla perdita di peso.
Innanzitutto è necessario premettere che è vivamente sconsigliato sottoporsi adiete drastiche o astinenze dal cibo, in quanto oltre a produrre scompensi a livello psico-fisico dovuti alla carenza inevitabile di nutrienti (vitamine, minerali …) non si persegue lo scopo del ciclista, ovvero quello di perdere grasso e non tessuto muscolare. Infatti una dieta fortemente ipocalorica induce l’organismo alla perdita di massa muscolare e acqua e non di grasso.
Il calo di peso dovrà essere tale da determinare una graduale diminuzione della massa corporea, stimabile in non più di 500 – 700 g alla settimanaovvero circa 4500/6500 kcal (1 g di tessuto adiposo = 9 kcal)
Per raggiungere questo fine sarà necessario abbassare l’introito calorico del cibo di 300-500 kcal al giorno (2100-3500 kcal settimanali in meno) e soprattutto aumentare l’esercizio fisico settimanale di 3-6 ore (2000-3000 kcal) in modo da ottenere un deficit calorico giornaliero medio di 600-900 kcal.
Per ottenere con l’esercizio fisico il consumo calorico necessario, ma soprattutto quello dei grassi, è opportuno impostare delle sedute ad intensità nè alte, nè basse (75-80% della FCmax) poichè le prime utilizzerebbero essenzialmente carboidrati, mentre le seconde implicherebbero un consumo calorico minimo.
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Per farsi un’idea, considerate che 1 ora di ciclismo comporta in media unaspesa calorica oraria di 300-700 kcal a seconda dell’intensità (vedi articolo Il Consumo Energetico) mentre invece camminandocorrendo a piedi la spesa calorica è pari all’incirca ad 1 kcal per ogni kg di peso ed ogni km percorso.

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