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La gastroplastica appartiene al gruppo degli interventi restrittivi e può essere fatto sia in maniera classica, e quindi con un incisione nell’addome,
(laparotomica) che con la tecnica laparoscopica. Questo intervento consiste nel creare una tasca tra la prima porzione di stomaco e la rimanente in modo
da creare un piccolo ostacolo al suo svuotamento. Viene indotta in questo modo un precoce senso di sazietà.
Come per gli altri interventi di chirurgia bariartica, la gastroplastica è indicata ai pazienti con BMI superiore ai 35 che soffrono poi di patologie come
il diabete, l’ipertensione, problemi articolari ed ipertensione. I vantaggi di questo tipo di intervento stanno nella sua semplicità e nell’assenza di alterazione
dei meccanismi della digestione. Un altro vanatggio molto importante sta nell’ efficacia di questo intervento: infatti si ha una riduzione media del 50-60% dell
eccesso di peso. Gli effetti collaterali legati alla gastroplastica sono principalmente due: il vomito ed il reflusso gastro-esofageo.
Il primo effetto collaterale è dovuto ad un alimentazione troppo abbondante o troppo veloce. Si consiglia infatti al paziente di mangiare piccoli pezzidi cibo
per volta e masticare bene e lentamente prima di deglutire. Se sono frequenti gli episodi di vomito per errori alimentari vi è possibilità d’insorgenza del
reflusso gastro-esofageo, che può arrivare fino a alla vera e propria malattia da reflusso.

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In italia le persone obese aumentano sempre di più.

Ad oggi se necontano circa20 milioni. Solo negli ultimi dieci anni c’è stato un aumento del25% e la fasciapiù colpita è quella tra i 43 – 63 anni di età.

Dati allarmantisono anche quellisui bambini: infatti uno su cinque è affetto da obesità osovrappeso anche grave.

Ma quali sono le cause dell’aumento dell’ obesità?Sono principalmente due: la sedentarietà e l’alimentazione scorretta, nonequilibratacon abuso di cibi ricchi di grassi.

Per combattere questo fenomenoè molto importanteseguire una corretta educazione alimentare che favoriscal’attività fisica sin da bambini.

Solo quando questi accorgimenti nonapportano risultati soddisfacenti, si può pensare ad unintervento dichiururgia bariartica, che non deve essere mai visto come una scorciatoia alproblema.

Questo tipo di chirurgia, detta anche “riduzione dello stomaco” è untrattamento chirurgicoche viene utilizzato per combattere l’obesità morbida.

Consiste nell’impedire al corpo di assimilareuna parte delle calorie ingeritetramite una riduzione della sua capacità.E’ indicato nei casi di obesità conIMC superiore a 40 o con IMC tra 30 e 40.

Possono essere sottoposti ad intervento chirurgico tutti i pazienti di età compresa tra i 16 ed i 65 anni.

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Per stitichezza si intende una diminuzione della frequenza delle evacuazioni, caratterizzata dal passaggio difficoltoso di feci dure e secche, rimaste a lungo nell’intestino.
Dal punto di vista medico, si parla di stitichezza o stipsi quando la frequenza delle evacuazioni è inferiore a tre volte la settimana, e vengono espulsi meno di 35 g di feci per volta. Le cause di questo disturbo, favorito dalla vita sedentaria e dalla dieta povera in fibre, sono molteplici.

Indicazioni dietetiche

Nella maggioranza dei casi un’alimentazione corretta può risolvere la stitichezza: basta consumare cibi ricchi in fibre vegetali, come frutta fresca, verdura in abbondanza, legumi, prodotti integrali (pane, pasta, riso, fette biscottate, ecc..), eventualmente integrando anche crusca, avena, orzo, miglio.
Consumare fibra alimentare è il sistema più naturale per aumentare il volume delle feci e stimolare i movimenti peristaltici. Bisogna inoltre aumentare il consumo di acqua naturale e incrementare l’attività fisica quotidiana con passeggiate, o altri sport ed esercizi aerobici.

Dott.ssa Fabiola Sanfilippo
DIETISTA
www.educazioneallasalute.net

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Nel precedente articolo abbiamo visto le caratteristiche di alcuni tratti psicologici che possono determinare l’obesità, ma dato che ormai di Anoressia e Bulimia se ne sente parlare sempre più frequentemente, è bene imparare a riconoscerli magari per aiutare una persona a noi vicina che soffre di questi disturbi.

I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) sono definiti come sindromi psichiatriche, e sono: Anoressia Nervosa (AN) e Bulimia Nervosa (BN).

Anoressia Nervosa

Il termine “anoressia” deriva dal greco e significa letteralmente mancanza di appetito. In realtà, le persone affette da Anoressia Nervosa non smettono mai di avere fame, ma hanno così tanta paura del cibo che negano lo stimolo della fame oppure tentano di ingannarlo (bevendo, ad esempio, notevoli quantità di acqua o mangiando grandi quantità di verdure o fibre).
L’Anoressia Nervosa è una patologia che ha come caratteristica principale un’estrema paura di prendere di peso, una profonda sensazione di essere sovrappeso o grassi (pur essendo spesso già molto magri o normopeso) e il continuo timore di perdere il controllo sul proprio peso, sul cibo e sul corpo.
Per questi motivi, i soggetti affetti da anoressia, cercano di ridurre il più possibile l’assunzione del cibo, eliminano alcuni cibi che ritengono “molto calorici”, e cercano in ogni modo di perdere peso o mantenere un sottopeso a volte anche estremo.

Criteri diagnostici

Rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra o al peso minimo normale per l’età e per la statura (peso che rimane al di sotto dell’85% di quello previsto), associato a
Intensa paura di acquistare peso o diventare grassi, anche quando si è sottopeso,
Alterazione del modo in cui il soggetto vive il peso o la forma del corpo, o eccessiva influenza del peso e della forma del corpo sui livelli di autostima, o rifiuto di ammettere la gravità dell’attuale condizione di sottopeso e,
Nelle femmine dopo il menarca, amenorrea, cioè assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi.

Nell’ambito dell’AN si riconoscono inoltre due sottotipi:

1) con restrizioni: il soggetto non presenta abbuffate o condotte di eliminazione;
2) con abbuffate e/o condotte di eliminazione (vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi, diuretici, enteroclismi).

Bulimia Nervosa: criteri diagnostici

Abbuffate ricorrenti

Un’abbuffata è caratterizzata dai seguenti criteri:

mangiare in un definito periodo di tempo una quantità di cibo significativamente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili
sensazione di perdere il controllo durante l’episodio (ad esempio sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa e quanto si stia mangiando).
Ricorrenti e inappropriate condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, enteroclismi o altri farmaci, digiuno o esercizio fisico eccessivo.
I livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma e dal peso corporei;
L’alterazione non si manifesta esclusivamente nel corso di episodi di anoressia nervosa.
Le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano entrambe in media almeno due volte a settimana, per tre mesi.

Anche nell’ambito della BN si riconoscono due sottotipi:

con condotte di eliminazione: il soggetto presenta regolarmente vomito autoindotto o uso inappropriato di lassativi, diuretici e enteroclismi;
senza condotte di eliminazione: il soggetto utilizza regolarmente altri comportamenti compensatori inappropriati, quali il digiuno o l’esercizio fisico eccessivo, ma non si dedica al vomito autoindotto o all’uso inappropriato di lassativi, diuretici e enteroclismi.

I Disturbi Alimentari sono patologie molto complesse, di lunga durata, e dagli esiti spesso gravi. I diversi tentativi terapeutici fatti nel corso degli anni si sono dimostrati variabili; alcune terapie, come le sole terapie farmacologiche non hanno per ora dimostrato validità scientifiche, anche se sono in corso molti studi di verifica.
Ciò che è invece condiviso a livello internazionale, per i risultati a medio e lungo termine, è l’utilizzo di un approccio terapeutico integrato, in cui più figure si occupino, a livelli diversi, del soggetto portatore della patologia, così come dei familiari o dei compagni.
I disturbi alimentari nascondono spesso dietro a comportamenti distorti rispetto a peso, cibo e corpo, profondi disagi, che impediscono al soggetto di superare il momento di crisi e rendono estremamente facile la cronicizzazione del disturbo.

Per questo motivo, la terapia dei soggetti con DCA è una terapia lunga, in media 2 anni, mentre si può fare molto con la prevenzione se questa inizia nella prima infanzia, e coinvolge i genitori ed i parenti dei bambini.
Bisognerebbe, soprattutto, puntare alla costruzione di una buona capacità a riconoscere gli stimoli interni, alla promozione di un’alimentazione salutare e alla formazione di una solida autostima tale da mantenere un atteggiamento critico nei confronti dei messaggi culturali su cibo, corpo e bellezza.

Dott.ssa Fabiola Sanfilippo
DIETISTA
www.educazioneallasalute.net

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Come esposto nell’articolo “Gestire i carboidrati per definirsi” nel numero 57 di Olympian’s news, è molto importante fare attenzione alla quantità, al tipo e al momento di assunzione dei carboidrati per costruire un fisico magro e scolpito. Adesso guardiamo più da vicino l’utilizzo delle proteine, dell’acqua e dei grassi per definirsi.

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Per un bodybuilder che punta a costruire un corpo magro con una percentuale di grasso corporeo minima, un’assunzione intelligente di questi tre materiali nutritivi è molto importante. Fondamentalmente, per dimagrire si consiglia di assumere molte proteine e acqua e quantità moderate di grassi.
Proteine
Solo le proteine costruiscono i muscoli! I carboidrati e i grassi sono le fonti energetiche principali del corpo ma si può ottenere e costruire tessuto muscolare solo assumendo molte proteine. Le proteine non costruiscono solo i muscoli, anche alcuni ormoni sono composti da proteine, così come gli enzimi. Le proteine sono importanti anche per la forza del sistema immunitario, per una parte dell’emoglobina e per le pareti cellulari. Mangiare quantità enormi di proteine è particolarmente importante durante il ciclo di definizione, quando, in confronto al ciclo di massa, la quantità di carboidrati giornalieri si riduce drasticamente. Per dimagrire sono consigliati fra i 2,5 e i 4 g di proteine per chilogrammo di peso corporeo al giorno. Con un’assunzione così enorme, le proteine sono sufficienti per costruire nuovo tessuto muscolare magro durante l’allenamento per la definizione. Chi pesa 90 kg dovrebbe consumare 225-360 g di proteine al giorno! Se fate 6-8 pasti piccoli al giorno, non dovrebbe essere difficile assumere questa quantità di proteine.
Fonti particolarmente buone di proteine sono la carne rossa, le uova, il pollame e il pesce. Questi alimenti non solo contengono un’alta percentuale di proteine ma inoltre le proteine animali sono utilizzabili in modo più efficiente rispetto alle proteine vegetali per costruire i muscoli. La spiegazione risiede nella struttura e nella quantità degli amminoacidi, i mattoni costituenti delle proteine, presenti nelle fonti proteiche animali. Sono 20 gli amminoacidi che compongono le proteine. Di questi 20 amminoacidi, 8 sono essenziali: dato che il corpo non può produrli da solo devono essere assunti con il cibo. Facendo un confronto fra le proteine animali e quelle vegetali, le proteine animali sono superiori perché il corpo umano può usare le proteine proveniente dalle fonti animali come la carne in modo più efficace, rispetto per esempio alle proteine presenti nel riso o nei fagioli, per costruire i muscoli.
Le polveri proteiche e gli amminoacidi sono un modo efficace per assumere molte proteine facilmente. Per esempio, potete bere una o due bevande proteiche al giorno come spuntini nutritivi fra i pasti. È una buona idea anche assumere un po’ di amminoacidi subito dopo aver completato l’ultima serie di un allenamento. Assumeteli con un po’ d’acqua, fate la doccia e aspettate circa un’ora dopo l’allenamento prima di ingerire un pasto ricco di proteine insieme a un po’ di carboidrati complessi come il pollo con le verdure o il pesce e magari una porzione piccola di pasta.
Assumere molte proteine è consigliato anche per ottimizzare le reazioni ormonali del corpo necessarie per bruciare i grassi. Mangiando molte proteine e pochi carboidrati, il pancreas produce una quantità maggiore dell’ormone glucagone. Come l’insulina, il glucagone è secreto dal pancreas. Ma le funzioni dei due ormoni nel corpo sono molto diverse: l’insulina è un ormone lipogeno e il glucagone è un ormone che mostra un incremento della lipolisi, cioè il consumo del grasso corporeo depositato. I livelli di glucagone aumentano dopo l’ingestione di un pasto ricco di proteine e con pochi o zero carboidrati. Viste le capacità brucia grassi del glucagone, per dimagrire si consiglia di seguire una dieta ricca di proteine e povera di carboidrati.

Acqua
Un fattore importante quando si mangiano molte proteine è bere quantità enormi di acqua. A causa dell’alta assunzione di proteine, aumenta la produzione di ammoniaca, un prodotto di scarto del metabolismo proteico velenoso per le cellule. L’ammoniaca è trasformata in urea nel fegato ed è eliminata attraverso i reni. Aiutate quindi i reni a disintossicare il corpo. Alcuni bodybuilder bevono fino a 10 litri e oltre di acqua al giorno. In generale, bere 5-8 litri di acqua al giorno è sufficiente per la maggior parte degli atleti. Durante la mia preparazione per il Pro Natural World Championship 2000 di Atlantic City, ho bevuto 7,5 litri di acqua al giorno. Ho provato a berne fino a 10 litri ma per me erano troppi. Anche se la regola dice, “Più acqua bevete e meglio è”, determinate personalmente quanta acqua dovete bere per sentirvi bene e date al corpo quella quantità d’acqua tutti i giorni.
2L’acqua non solo disintossica l’organismo ma è anche molto importante per i muscoli. L’acqua rappresenta circa il 65% dei muscoli. Quindi è molto importante fornire ai muscoli grosse quantità di questo materiale nutritivo. Inoltre, più acqua bevete e più il corpo elimina acqua. Ciò è molto importante per ottenere quell’aspetto tirato, pulito e definito. Quando si beve troppa poca acqua il corpo tende a depositare i liquidi corporei. Ciò può tradursi in un aspetto gonfio che è disastroso per mostrare la definizione. L’unico momento in cui dovremmo ridurre l’assunzione d’acqua sono gli ultimi due giorni precedenti una gara o un servizio fotografico. Ne riparlerò più approfonditamente in un prossimo articolo per O.N.
Un altro punto da comprendere è che bere molta acqua impedisce l’addensamento del sangue. Un sangue denso influenza negativamente la potenza per l’allenamento. Quando il sangue si addensa, il trasporto di ossigeno e materiali nutrienti verso le cellule si riduce. Perciò, bere molta acqua fa rifornire efficacemente il corpo con ossigeno e materiali nutritivi, il risultato è una prestazione migliore nell’allenamento e una sensazione di benessere.
Quando seguite una dieta di dimagrimento e vi viene fame prima dellora di mangiare, combattete la fame bevendo dell’acqua.
Per soddisfare i fabbisogni di liquidi durante il dimagrimento è importante bere solo acqua, tè e caffè. Meglio evitare il latte, le limonate e i succhi di frutta. A causa della grande quantità di zuccheri, questi liquidi mostrano la tendenza a depositare acqua nel corpo e a rallentare il consumo dei grassi. Se non siete abituati a bere quantità di acqua così enormi, aumentatene lentamente la quantità giorno dopo giorno. Una buona strategia per ricordarsi di bere acqua e per avere l’acqua a portata di mano è mettere delle bottiglie d’acqua nei posti dove vi trovate spesso nel corso del giorno. Per esempio, mettete una bottiglia sulla scrivania, in macchina o accanto alla poltrona della televisione. Così vi ricorderete di bere l’acqua. Se la bevete regolarmente durante il giorno, non dovrebbe essere difficile bere la quantità necessaria di “essenza della vita”.

Grassi
Parliamo dell’assunzione di grassi. I grassi contengono più del doppio delle calorie per grammo in confronto alle proteine e ai carboidrati. Un grammo di grassi contiene circa 9 calorie mentre un grammo di carboidrati o di proteine contiene circa 4 calorie. Ma i grassi non sono i principali produttori di grasso corporeo. Come descritto nell’articolo “Gestire i carboidrati per definirsi” del numero di gennaio/febbraio di OLYMPIAN’S news, quel ruolo è ricoperto dai carboidrati. La cosa peggiore che si può fare durante una dieta di dimagrimento è mangiare troppi carboidrati del tipo sbagliato (cioè alimenti con indice glicemico alto) nel momento sbagliato del giorno, cioè nella seconda metà del giorno.
Quindi non preoccupatevi dell’assunzione di grassi durante il ciclo di definizione. Se assumete 60-100 g in totale di grassi siete a posto. Certo, non dovreste mangiare gli alimenti grassi come le salsicce grasse o la torta alla crema, ma scegliere invece come principali fonti di grassi le uova intere, la carne rossa, la frutta secca a guscio, il pesce e gli oli spremuti a freddo. Soprattutto i grassi vegetali presenti negli oli spremuti a freddo, come l’olio di oliva o l’olio di cardo, la frutta secca a guscio e i semi di girasole apportano al corpo una quantità eccellente di acidi grassi insaturi essenziali. Questi acidi grassi sono molto importanti per la buona salute e anche per la forza delle membrane cellulari. In conclusione, i grassi vegetali come quelli elencati sono particolarmente consigliati per completare le pietanze salubri e brucia grassi. Un vero pasto costruttore di muscoli senza la tendenza a farvi ingrassare è per esempio il pollo con un po’ di verdure e 2 o 3 cucchiaini di olio di oliva. Fortemente raccomandato per una dieta brucia grassi è il pesce d’acqua fredda come il merluzzo o il salmone.
3Il pesce non soltanto fornisce ai muscoli molte proteine di alta qualità, necessarie per la loro costruzione, ma è anche un modo eccellente per fornire al corpo i necessari acidi grassi molto salubri. Per esempio, il merluzzo è un alimento quasi puramente proteico senza grassi mentre il salmone contiene molte proteine e i cosiddetti acidi grassi omega-3. Questi acidi grassi mostrano effetti molto positivi per la salute del sistema cardiovascolare, grazie alla prevenzione dello sviluppo dell’arteriosclerosi e del deposito di calcio e colesterolo nelle arterie coronarie. L’assunzione giornaliera di una manciata di frutta secca a guscio, di 3-4 cucchiaini di olio vegetale spremuto a freddo e il consumo 3 o 4 volte alla settimana di pesce grasso d’acqua fredda come salmone, aringa o sardine, fornisce al corpo tutti gli acidi grassi salubri di cui ha bisogno.
La carne rossa e le uova contengono molte proteine e un po’ di grassi ma sono quasi prive di carboidrati. Quando si cerca di costruire un fisico definito, la carne rossa e le uova possono essere molto utili. La carne rossa e il tuorlo contengono, in confronto alle fonti di grassi vegetali, una quantità maggiore di acidi grassi saturi e di colesterolo. È però necessario riflettere sui vantaggi e i probabili svantaggi del consumo di questi alimenti. È vero che un’alta assunzione di grassi saturi potrebbe aumentare il rischio di sviluppo dell’arteriosclerosi. Ma sarebbe sbagliato descrivere il colesterolo come qualcosa da evitare completamente. Il colesterolo non soltanto è una sostanza essenziale, ciò significa che il corpo ne ha bisogno per funzionare al meglio, ma è anche necessario per produrre l’ormone maschile testosterone. Di sicuro drizzate le orecchie quando sentite parlare di testosterone. Come sapete, il testosterone è l’ormone caratteristico degli uomini. Costruisce i muscoli. I bodybuilder natural non assumono il testosterone sintetico o altri steroidi anabolizzanti, è quindi una decisione saggia fare uso delle possibilità naturali per aumentare i livelli di testosterone attraverso l’alimentazione adeguata. Oltre a integrare con il tribulus terrestris , mangiare la carne rossa e le uova è molto utile per il bodybuilder natural che vuole ottimizzare la produzione di testosterone del corpo.
Il corpo ha dei meccanismi di controllo molto sensibili per la regolazione dei livelli ematici di colesterolo. Questo significa che mangiando molto colesterolo il corpo riduce la sua produzione endogena di colesterolo nel fegato e nell’intestino tenue. Questo meccanismo di controllo rende certo che un forte consumo di colesterolo esterno attraverso il cibo non produca livelli di colesterolo ematico pericolosamente alti. I livelli di colesterolo aumentano soltanto se c’è una disfunzione nel meccanismo di regolazione di questi livelli, che ha origini genetiche. Comunque, per andare sul sicuro, è bene consultare il proprio medico e controllare i livelli di colesterolo ematico. Se ricevete il benestare del medico, fate della carne rossa e delle uova un elemento costante nella dieta per costruire un fisico magro e definito.

Lista di preferenza degli alimenti / Ciclo di definizione

Regolarmente

Raramente

Mai

Carboidrati

Verdure
Farina d’avena
Frutta
Riso
Budino di riso
Patate
Tagliatelle
Dolci
Pane

Proteine

Carne rossa
pollame
pesce
Uova
Polvere proteica
Amminoacidi
Yogurt magro
Formaggio magro
Salsicce
Latte

Grassi

Oli vegetali spremuti a freddo
Frutta secca a guscio
Semi di girasole
Tuorlo
Burro

Liquidi

Acqua
Caffè nero
Succo di verdure
Cola dietetica
Succo di frutta
Cola
Limonata
Alcol

Conclusione
Per dimagrire niente è meglio di una dieta con proteine, acqua e grassi. Assumete solo pochissimi carboidrati, circa 30-100 g al giorno, necessari per accertarsi che il metabolismo funzioni in modo ottimale. Con una dieta ricca di proteine e con grassi moderati, più enormi quantità d’acqua, il consumo di grassi è ottimizzato e raggiungerete l’obiettivo di una definizione super.
Come strumento finale di una dieta per dimagrire molto, date un’occhiata ad una lista dei cibi (qui sopra) che dovreste mangiare regolarmente, raramente e mai durante il ciclo di definizione.

integratori per la definizione della massa muscolare

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Il diabete è una malattia del metabolismo glucidico, e viene normalmente distinto in:

Diabete mellito insulino-dipendente (IDDM)
Questa forma predomina nei bambini, negli adolescenti e nei giovani adulti, ed è caratterizzata dalla distruzione delle cellule beta del pancreas, responsabili della secrezione di insulina (ormone necessario perché i tessuti possano utilizzare il glucosio nel sangue).
- Diabete mellito non insulino-dipendente (NIDDM)
E’ la forma di diabete più diffusa in tutti i Paesi ed è correlata all’età, con massima incidenza tra i 50 – 80 anni; inoltre non risulta associata ad alcuna anomalia del pancreas.
All’interno della comunità scientifica, l’obesità è stata ampiamente accettata come fattore di rischio favorente questo tipo di diabete. Ciò è dovuto al fatto che l’obesità induce resistenza all’azione dell’insulina.
Nel diabete “senile” il ruolo della dieta è fondamentale sia per quanto riguarda la cura preventiva, sia quella curativa.
Sia nel “diabete giovanile”, sia in quello “senile”, le cellule dell’organismo non sono capaci di utilizzare regolarmente e in modo corretto il glucosio. Questo mancato utilizzo del glucosio cellulare provoca il suo accumulo nel sangue.
Se l’iperglicemia raggiunge valori elevati, il glucosio viene eliminato con le urine. Tutto questo spiega la notevole sete del diabetico, costretto ad ingerire molti liquidi e ad eliminare notevole urina per espellere il glucosio presente nel sangue.

Indicazioni dietetiche

Nella cura del diabete, è molto importante il raggiungimento di due obiettivi fondamentali, che sono il controllo della glicemia (attraverso la dieta), e la prevenzione delle gravi complicanze che la malattia comporta.
La pratica di una corretta alimentazione deve pertanto osservare:

un basso apporto di zuccheri semplici (non superiore al 5% delle calorie giornaliere totali);
un apporto calorico adeguato al peso e alle necessità fisiologiche;
un apporto elevato di fibre;
grassi e proteine in funzione delle condizioni metaboliche.
La ripartizione dei nutrienti deve essere costituita, rispetto alle calorie totali, da: 50 – 55% di glucidi, di cui circa il 90% costituiti da amido, e la restante parte da zuccheri no insulino-dipendenti (fruttosio, sorbitolo, xilitolo) e fibre; 25 – 30% di lipidi, di cui i 2/3 di origine vegetale; 15% di proteine (preferire quelle vegetali).
Il consumo di cibi integrali (ricchi di fibra) è importante perché conferisce senso di sazietà e rallenta l’assorbimento intestinale del glucosio.
La suddivisione dei pasti nella giornata è di fondamentale importanza, e può arrivare fino a 5 – 6 nei pazienti in trattamento insulinico.

Dott.ssa Fabiola Sanfilippo
DIETISTA
www.educazioneallasalute.net

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Con il termine obesità si intende un aumento di peso corporeo di oltre il 20% rispetto al peso ideale stabilito in rapporto a sesso, età e altezza. Tale condizione rappresenta attualmente la più diffusa patologia da malnutrizione nelle società occidentali, ed è dovuta, generalmente, all’assunzione di nutrienti in quantità cronicamente superiore al fabbisogno individuale.
Il significato clinico e sociale è senza dubbio rilevante, dal momento che l’obesità, soprattutto di grado elevato, si associa a molte complicanze, sia mediche che chirurgiche, spesso invalidanti.
Si distinguono un’ obesità essenziale e una secondaria, cioè conseguente ad altri stati morbosi.
L’ obesità essenziale è la più frequente, ed è determinata sostanzialmente da uno squilibrio tra introduzione calorica alimentare in eccesso e da un diminuito consumo di energie con l’attività fisica. La terapia di questo tipo di obesità è dietetica, e solo in rari casi è utile l’associazione di farmaci.
L’  obesità secondaria, invece, può essere dovuta a:

  1. lesioni ipotalamiche con conseguente alterazione del senso di fame e di sazietà;
  2. ipotiroidismo;
  3. ipogonadismo;
  4. policistosi ovarica;
  5. sindrome di Cushing;
  6. diabete mellito;
  7. insulinoma.

La terapia prevede, naturalmente, la cura della malattia di base.
Per standardizzare la diagnosi di obesità nei diversi paesi, negli ultimi anni è divenuto comune l’impiego dell’Indice di Massa Corporea (BMI, acronimo della terminologia anglosassone Body Mass Index). Il BMI è un indice espresso come peso in chilogrammi diviso per il quadrato dell’altezza espressa in metri (kg/m2).
Una delle più accettate classificazioni in base alle categorie di peso è quella riportata in tabella:

Classificazione

Classe di
obesità

BMI

Sottopeso

<18,5

Normopeso

18,5-24,9

Sovrappeso

25-29,9

Obesità lieve

I

30-34,9

Obesità moderata

II

35-39,9

Obesità grave

III

>40

L’obesità può essere considerata come una condizione morbosa con cause multifattoriali, tra le quali una predisposizione genetica, i fattori ambientali, lo stile di vita, fattori psicologici e socio-culturali.
- Predisposizione genetica e fattori ambientali: molti studi hanno dimostrato che i FATTORI GENETICI hanno un ruolo importante nel determinare l’OBESITA’. Anche l’AMBIENTE in cui viviamo (abitudini familiari) può favorire l’aumento di peso; ad esempio, un bambino obeso, se vive in una famiglia con adulti obesi, avrà molte più probabilità di diventare un adulto obeso.
- Stile di vita: basta avere un corretto stile di vita per controllare il proprio peso, cioè fare attenzione a cosa si mangia, e praticare attività fisica giornaliera e costante.
- Fattori psicologici e socio-culturali: la fame è regolata da meccanismi fisiologici che ne bloccano lo stimolo una volta che l’organismo si è nutrito a sufficienza. In alcuni casi, tali processi vengono alterati da comportamenti alimentari irregolari che inevitabilmente sfociano nell’obesità. Associati all’obesità, ci possono essere sintomi psicopatologici quali:

ANSIA
DEPRESSIONE
SCARSA AUTOSTIMA
INSODDISFAZIONE CORPOREA
RELAZIONI INTERPERSONALI PROBLEMATICHE
DIFFICOLTA’ NEL GESTIRE LE EMOZIONI
In realtà, dal punto di vista psicologico, come da quello medico, l’obesità si presenta come un quadro estremamente complesso.
Secondo una utile classificazione che tiene conto sia del comportamento alimentare sia dell’assetto cognitivo ed emotivo, si possono individuare tre principali tipologie di soggetti obesi:

gli iperfagici prandiali
i grignotteurs
i binge eaters
L’iperfagia prandiale è un tratto psicologico e comportamentale che si caratterizza per l’assunzione di grandi quantità di cibo prevalentemente durante i pasti. Si tratta di un profilo caratterizzato dal piacere per il cibo, dal controllo sulle quantità assunte, dall’aspetto prevalentemente conviviale legato ai pasti e dalla assenza di malessere psicologico legato all’assunzione degli alimenti stessi.
L’iperfagia prandiale è spesso il risultato di consolidate abitudini familiari, ed è non di rado associata a stereotipi culturali. Gli eccessi alimentari durante i pasti possono determinare l’insorgenza di una obesità marcata qualora tale comportamento sia frequente, ma il peso può rimanere entro i limiti del sovrappeso (BMI<30) se esso risulta episodico.
Si possono distinguere due categorie di iperfagici prandiali: i golosi e i divoratori. I golosi amano il cibo e tutto quello che ne permette una assunzione il più possibile appagante, a cominciare dalla compagnia con cui si va a tavola. I divoratori invece tendono a privilegiare la quantità sulla qualità, raramente preparano i piatti che poi consumeranno in compagnia, mangiano più velocemente dei golosi senza peraltro perdere il controllo sulla quantità.
Per grignottage si intende il “mangiucchiare” piccole quantità di cibo, soprattutto dolci e grassi, quindi alimenti altamente calorici, durante buona parte della giornata. Il grignotteur, così come l’iperfagico prandiale, mangia lentamente e apprezza quello che sta mangiando, a differenza del primo però, spesso mangia in risposta a noia, ansia o malesseri fisici vari.
Il binge eating disorder (o disturbo da alimentazione incontrollata) è invece una sindrome molto più grave e complessa dal punto di vista psicologico. Il comportamento alimentare di questi soggetti è caratterizzato da abbuffate episodiche (del tutto simili a quelle dei pazienti affetti da bulimia nervosa) accompagnate da perdita di controllo e seguite da deflessioni dell’umore. Per abbuffata si intende un episodio alimentare caratterizzato dall’introduzione di una grande quantità di cibo (assai superiore a quella che la maggior parte delle persone mangerebbe in un periodo di tempo e in circostanze simili) accompagnata dalla sensazione di perdita del controllo.
Tuttavia, oltre alle abbuffate, questi pazienti presentano un disordine alimentare tale per cui non sono in grado di sistematizzare il loro comportamento alimentare, sia nei periodi liberi da abbuffate, sia durante i momenti della giornata in cui l’abbuffata si verifica. Questi soggetti, tendono ad avere un’obesità di grado elevato.
Queste sono tre tipologie di soggetti di cui si parla poco, rispetto agli anoressici e ai bulimici, ma che dovrebbero essere conosciuti perché rappresentano l’inizio dell’obesità, una malattia ancora più difficile da curare, soprattutto quando si sono già sviluppate le sue molteplici complicanze.

Dott.ssa Fabiola Sanfilippo
DIETISTA
www.educazioneallasalute.net

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La gastrite è determinata da una infiammazione più o meno diffusa dello stomaco, dovuta a varie cause quali:

  1. abitudini alimentari scorrette: l’assunzione di cibi piccanti, frutti di mare, caffé o alcolici possono irritare lo stomaco e quindi vanno limitati o eliminati dalla dieta;
  2. assunzione errata di farmaci: l’aspirina o altri antidolorifici tendono ad attaccare la mucosa gastrica e quindi vanno presi sempre a stomaco pieno;
  3. stati ansiosi: le forti emozioni e l’ansia possono spingere lo stomaco a produrre più acido del necessario, irritandone così la mucosa.

Le forme lievi di gastrite tendono a risolversi spontaneamente, mentre quelle più gravi si curano con farmaci antiacidi e antisecretivi.
Se la gastrite viene trascurata, questa può evolversi in ulcera, cioè una ferita nella mucosa gastrica. L’ulcera gastro-duodenale si riscontra frequentemente e consiste in una vera e propria erosione delle pareti dello stomaco e del duodeno.

Indicazioni dietetiche

E’ consigliabile prevenire la gastrite attraverso la dieta, eliminando dalla propria alimentazione i cibi responsabili di tale disturbo: vino, liquori, caffé, spezie, ecc.. Anche se i grassi sono tollerati, vanno eliminate tutte le fritture.
L’ulcera, oggi, viene curata soprattutto con i farmaci, mentre in passato veniva praticata una dieta estremamente rigorosa e protratta nel tempo.
Attualmente vanno seguite delle regole meno rigide e generalmente valide come:

    • fare pasti non abbondanti ma frequenti;
    • evitare gli alimenti che causano acidità o bruciore (caffè, alcol, cioccolato, fritture, ecc.);
    • evitare cibi troppo caldi o troppo freddi;
    • mangiare lentamente e con calma per avere un corretto rapporto con il cibo.
  1. Dott.ssa Fabiola Sanfilippo
    DIETISTA

    www.educazioneallasalute.net

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Il termine dieta mediterranea è stato proposto per la prima volta negli anni ‘60 da Ancel Keys (nutrizionista americano) come dieta equilibrata e sana per la nostra società moderna
Mangiare secondo la dieta mediterranea non significa solo mangiare i prodotti tipici del bacino mediterraneo, ma anche consumare un pasto povero dal punto di vista calorico e ricco di alimenti di origine vegetale e riscoprire il sapore delle erbe aromatiche.
Questo tipo di alimentazione privilegia il pane (meglio se integrale), la pasta (meglio se integrale), il riso, le verdure di stagione, i legumi, la frutta di stagione, l’olio di oliva, il pesce azzurro e con moderazione le uova e le carni alternative (carni di animali diversi dai bovini).
Oggi esistono valide prove scientifiche che una alimentazione come quella tradizionale mediterranea riduca notevolmente i rischi di insorgenza delle cosiddette malattie “da civilizzazione” o “del benessere” come aterosclerosi, ipertensione, obesità, diabete ed alcune forme di cancro.
La dieta mediterranea rivaluta soprattutto le più sane abitudini alimentari della nostra tradizione; abitudini che peraltro sono state oggi da noi abbandonate, perché considerate espressione di “vita povera”, sulla via del consumismo importato dalle società industriali. Come conseguenza, oltre a spendere di più mangiamo male (cioè in modo poco equilibrato) e troppo (consumiamo molto di più del nostro reale fabbisogno calorico).
Occorre quindi ritrovare la strada per nutrirci in maniera “adeguata”; riportare in tavola ogni giorno i “nostri” cibi, variandoli ed alternandoli opportunamente anche secondo i propri gusti e la propria disponibilità economica, con un consumo equilibrato ossia attento alle nostre attività lavorative, sportive, al sesso, alla corporatura e all’età.
Gli alimenti dell’area mediterranea, riscoperti nei piatti tipici delle varie regioni italiane, sono adatti anche per formare facilmente “piatti unici”, capaci di fornire da soli l’apporto nutritivo degli usuali “primo” e “secondo”, sostituendoli efficacemente ed economicamente con un’unica portata. Esempi noti sono: la pasta con fagioli (o ceci, o lenticchie), lo spezzatino con patate, le paste asciutte con condimenti di formaggi o carni, i minestroni con formaggio grattugiato, la pizza, ecc..
Le erbette spontanee svolgono un ruolo fondamentale nella valorizzazione della dieta mediterranea perché:

sono spontanee e quindi reperibili facilmente nel territorio dell’area mediterranea, pertanto fortemente tipiche;
si consumano stagionalmente e quindi consentono di recuperare piatti tradizionali che si possono consumare solo in determinati periodi dell’anno;
contengono alcuni principi attivi che aiutano generalmente l’organismo nei processi depurativi e disintossicanti, ben si prestano nelle “diete rigenerative” di primavera;
consentono, dal punto di vista gastronomico, la riproposta di una alimentazione sana e genuina che soddisfa equilibratamente i bisogni nutrizionali dell’individuo.
La scienza che studio l’uso della erbe spontanee in alimentazione si chiama fitoalimurgia.

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Sei a dieta? Se cercavi un integratore che ti dia una mano concreta.

Regolarizza il tuo metabolismo BRUCIA I GRASSI

LiteBody Gems è la più innovativa formula per bruciare grassi all’interno del corpo.

Non si tratta di un inibitore del sistema nervoso, come spesso accade con integratori di questo tipo, ma di un vero e proprio stimolo diretto per il metabolismo, poiché fornisce i principi base per il suo corretto funzionamento.

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Il concetto di base è quello che il corpo è costretto a cercare nell’abbondanza quei principi attivi che non si trovano nella normale alimentazione in quantità opportuna.

Questo può accadere per due motivi: da un lato una vera alimentazione carenziale, per scelte od errori personali; dall’altro, come più spesso avviene, a causa dei processi di elaborazione e manipolazione dei cibi che comportano una perdita di principi attivi e sostanze utili.

LiteBody Gems fornisce i precursori di molti processi metabolici e catabolici in forma naturale, in modo che il metabolismo cellulare possa avvenire con energia, normalità e diretto verso l’eliminazione del grasso in eccesso, in particolare Coenzima Q10, L-carnitina e gli aminoacidi propri dei processi catabolici, cioè quelli di eliminazione.

LiteBody Gems fornisce inoltre i precursori degli ormooni tiroidei, i veri responsabili dell’aumento del metabolismo e del conseguente consumo di grassi. L-tirosina e Manganese sono i principali artefici di questo metabolismo.

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Per completare la sinergia d’azione LiteBody Gems contiene elementi cheottimizzano il metabolismo degli zuccheri e riducono la bramosia con cui spesso cerchiamo dolciumi.

Il Cromo è uno di questi elementi, insieme con vitamine ed agenti chelanti.

LiteBody Gems rappresenta un valido aiuto nelle diete e si consiglia di associarlo al LIPO.

Dosaggio consigliato: una cp mezz’ora prima di colazione e pranzo e due capsule prima di cena.

L’ ho provato ( e continuo tutt’ ora ) e i risultati sono veramente buoni. La dieta ovviamente è necessaria, ma così stai tranquillo che le soddisfazioni sono molte di più!

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Confezione da 120 capsule Ingredienti: L-Carnitina Micro incapsulata, L-Fenilalanina, L-Taurina, L-Glutamina, L-Lisina Mono HCL, L-Tirosina, acido L-Glutamico, L-Glicina, Acido Ascorbico (Vit.C), Acido L-Aspartico, L-Cistina, L-Valina, L-Treonina, L-Isoleucina, L-Leucina, Magnesio Chelato, Asparagina, Magnesio Stearato, Cellulosa Micro Cristallina, Niacina (B3), Zinco Chelato, L-Metionina, L-Cisteina Base, Piridossina (B6), Co-Q10, Glucosamina Sulfato, Acido Alfa-Chetoglutarico, Manganese Chelato, L-Alanina, Acetil-L-Carnitina, L-Glutatione, Seleno Metionina, Cromo, Riboflavina (B2), Tiamina Monoidrato (B1), Aloe Vera 200:1, Potassio Iodato (KI).

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